|
CAMPOBASSO.
Un giovane molisano alla conquista della Lazio. È la storia di Vincenzo
Colombo, classe 1990, partito da Santa Croce di Magliano e arrivato in
forza al club capitolino. Dai banchi dell’Università al Centro
Sportivo di Formello il passo è stato breve.
Vincenzo
Colombo, ci racconti come sei ritrovato alla Lazio?
“Innanzitutto spero che questa mia prima, e spero non ultima,
esperienza con la Lazio è stato un qualcosa di unico, eccezionale ed
esclusivo. Un qualcosa che sino allo scorso anno potevo vivere soltanto
nei miei sogni, attraverso la mia fantasia. Ancora oggi, trascorsi sette
mesi dal mio ingresso nella Lazio, a volte non credo alla fortuna che ho
avuto e soprattutto quanto sia stata importante per il sottoscritto
questa esperienza. Tutto è iniziato lo scorso novembre, quando tramite
l’Università di Roma del ‘Foro Italico’ fui selezionato dalla
S.S. Lazio. Dalla selezione alla concretezza è trascorso poco più di
un mese e la quella che poteva essere una fantasia si è trasformata in
una piacevole realtà. Era il 24 dicembre, mai regalo fu più bello e
gradito. Una telefonata per confermarmi di entrare a far parte dello
staff tecnico della Lazio. Un regalo bellissimo, arrivato
inaspettatamente, quando ormai avevo smesso di crederci”. Arrivato
a Formello cosa è successo?
“Inizialmente ho preso parte ad alcuni corsi di formazione,
tenutisi nel Centro Sportivo della Lazio, incontri che mi hanno permesso
di crescere, di vedere la realtà con ben altri occhi e soprattutto mi
hanno dato il benvenuto nell’incantevole mondo del professionismo.
Successivamente fui collocato nello staff degli esordienti 2000, in
qualità di preparatore tecnico-coordinativo e in seguito in forza ai
giovanissimi Coppa Lazio”.
Che
ricordo hai del primo giorno da biancoceleste?
“Arrivai al Centro Sportivo della Lazio e lì mi indicarono lo
spogliatoio dove avrei dovuto cambiarmi. Appena fui dentro mi trovai di
fronte l’allenatore degli Allievi Nazionali, Simone Inzaghi, e Cesar
Rodriguez, trainer dei giovanissimi Elitè. Con il cuore in gola mi
presentai ed è inspiegabile l’emozione che provai: avevo appena
stretto la mano a due dei giocatori che da ragazzino schieravo al
Fantacalcio. Mi sembrava tutto un sogno, poi per un ragazzo così
giovane come me. Ho potuto apprezzare di queste persone, che dal calcio
hanno già avuto fama e successo, la loro infinità umiltà. Cesar è,
ormai, diventato il mio amico di aperitivi a fine allenamento”. In
squadra avevi il figlio di Sinisa Mihajolovic. Ti sentivi un osservato
speciale?
“Non necessariamente. Anzi posso dire che è stata una grande
soddisfazione quando, alla fine di un allenamento, Mihajolovic si
congratulò con me per di più offrendomi un caffè. Ogni giorno che
entravo e uscivo dal Centro Sportivo mi sembrava di vivere un sogno.
Anche il responsabile dei preparatori, a fine stagione, si è
congratulato con me per il buon lavoro svolto durante i miei mesi di
permanenza alla Lazio”. La
riconferma è vicina?
“Sono in attesa di una chiamata da parte della società e credo che
all’80% dovrei essere riconfermato. Sono pronto per ricominciare con
entusiasmo e umiltà”.
Cosa
porti di questa esperienza?
“Questa avventura mi ha fatto crescere tanto, sia dal punto di vista
umano, che professionale. Ho appreso che alla base di tutto c’è la
programmazione e il gioco di squadra tra allenatore, preparatore
tecnicocoordinativo, preparatore dei portieri, fisioterapista e
magazziniere. È di fondamentale importanza relazionarsi con tutte le
figure dello staff tecnico, prendere insieme le decisioni, così come
programmare il lavoro a inizio seduta e relazionarsi nuovamente a fine
allenamento. Alla fine di ogni mese si svolgono anche dei test tecnico-
tattico e tecnico-coordinativo, tesi a valutare se il lavoro svolto
fosse avesse portato i frutti sperati. Ho parlato di programmazione e su
questo argomento voglio aggiungere una cosa. Quest’ultima manca nelle
società molisane e anche a livello di settore giovanile, il punto di
partenza, è seguito da poche persone. Se i nostri club puntassero di
più sui vivai e meno sulle prime squadre forse il mondo calcistico
molisano potrebbe crescere”.
Giuseppe
Formato, Primo Piano Molise, 15/07/2012 |