Santa Croce di Magliano, lunedì 07 agosto 2017

     

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riceviamo e pubblichiamo


La scomparsa a Larino del Dott. Pasquale Potena.
Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Pasquale Licursi.


 

Le farfalle, si sa, amano due posti dove riposare. I fiori e il cuore degli uomini gentili. Quelli con la voce bassa che sembra di ascoltare il mare. E quando non trovano né il fiore né l'uomo gentile non riescono più a respirare. Spariscono e si nascondono in posti strani, perdono la polvere delle ali, diventano trasparenti e impalpabili, come un amore appena perso. Così gli uomini. Quelli veri. 
In questi giorni Larino e non solo ha salutato per l'ultima volta il cardiologo Pasquale Potena. E non era solo un cardiologo. Era una persona dalla voce bassa, elegante, mai violento, educato. Ed era socialista. Detta così può sembrare una cosa normale, quotidiana, ma non è. Era socialista in un mondo che di socialista non ha nemmeno più un garofano. Rosso, è chiaro. Al duomo i garofani rossi erano lì, appoggiati sulla bara, come una coperta dolce e come un abbraccio. Li ha chiesti lui, quando ne parlava a casa davanti al televisore. 
Io l'ho conosciuto attraverso i racconti di mio padre, suo amico, e di Antonio Izzo, socialista e papillon anche lui. Quei socialisti lì era bello vederli insieme, discutere e arrabbiarsi. Era bello perché in quelle parole ci vedevi un futuro di granito e speranze. Ci sentivi il coraggio e l'illusione di una storia ancora da scrivere. Così allora e così ora, quando lo incontravi. Parlava con una forza ed una gentilezza che non ti sembrava vero. Era buono, ecco. Ascoltavi, anche se non riuscivi a credere che potevano esistere persone così. Almeno oggi che non esistono più. Perché la vita, la politica, se togli la speranza rimane carta bagnata, cielo senza stelle, mare senza acqua. E lui sperava. Pur sapendo che ormai la vita va così non ha perso la speranza e fino in fondo. 
Era poi un uomo elegante, aristocratico in qualche modo. E quella aristocrazia gli veniva esattamente dal rispetto per il genere umano e delle persone che anche ora lo fermavano per strada e gli chiedevano. Si imponeva, insomma. E quando lo vedevi tra la folla era come vederlo da solo, staccato dal resto e incorniciato nella sua intelligenza. I miei ricordi di bambino sono anche legati a lui, al suo passo e alla sua infinita educazione. Gli volevano bene perché era una persona onesta. Ma onesta dentro. Non avrebbe fatto male a una mosca. Con lui scompare non solo lui, ma un mondo intero che non esiste più. Un uomo di grandi principi, sempre e per sempre. Me lo ricordo così l'ultima volta che l'ho visto. Forse già malato ma con una vitalità devastante e bellissima. E il suo pensiero sempre agli altri. Tutto sommato chi glie lo faceva fare? Invece era così. Sempre al servizio degli altri. Sempre e fino in fondo. Gente così non va dimenticata mai. Sono loro il sale e sono loro che valorizzano un contesto e il territorio dove vivono. E sono passato semplicemente perché non ci sono più. Ma il passato è il seme del futuro che servirà da ossigeno alle generazioni che verranno. Ed è solo ricordando persone così che non ci sarà mai una fine. Mai. Pensi a lui e pensi ai suoi modi sempre gentili, alle sezioni di partiti, al 1° maggio, a una politica lontana, all'ospedale. Ma ci pensi. E lo fai come fosse una preghiera. Una preghiera bellissima e a bassa voce. Magari non in una chiesa ma lontano. Tra prati verdi e alberi profumati. Era un antico. Il contrario di vecchio. E gli antichi non invecchiano mai. Preghi e speri che gente così non sarà mai dimenticata. Alla famiglia un abbraccio infinito come il sorriso del dottore.

Pasquale LICURSI

 


 


 

 

 



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