Santa Croce di Magliano, sabato 08 luglio 2017

     

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sanità pubblica


Dopo l'inaugurazione della prima "casa salute" a Santa Croce di Magliano i dubbi della Fusco-Perrella: "Non sono la soluzione"


 

Notizia di oggi: il Molise conquista la maglia nera, l’ennesima, per la performance del sistema sanitario regionale, con un indice complessivo dello 0,38. La consigliere Fusco Perrella cita lo studio: «La nostra regione, nel rapporto presentato dal Crea Sanità - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) “è penalizzata sull’indicatore di spesa sanitaria pubblica, sui Pazienti con IMA trattati con PTCA entro 2 giorni, sul Tasso di ospedalizzazione ordinario in acuzie, sulla Quota interventi più frequenti di chirurgia generale eseguiti in laparoscopia, sulla Quota pazienti con Epatite C trattati con i nuovi farmaci e parzialmente anche sui due relativi alla disabilità». 
Un ulteriore segnale che la sanità molisana non va. La consigliera regionale di opposizione rileva una serie di dubbi nella recente apertura della casa della salute di Santa Croce di Magliano salutata con celebrazioni e tagli del nastro, a fronte della «bistrattata sanità molisana, non solo dal Governo regionale ma anche da quello nazionale: caso lampante la recente manovrina che ha attribuito al Commissario ad Acta l’esecuzione del programma operativo straordinario 2015-2018 e l’adozione dei provvedimenti previsto dallo stesso piano».
Il caso più eclatante, ultimo in ordine di tempo, è quello di Ortopedia al Cardarelli di Campobasso, «non in grado di assicurare l’urgenza notturna». E come la mettiamo con la sentenza del Tar Molise «che ha annullato il decreto del Commissario Frattura che disponeva la riconversione in ospedale di comunità del Vietri di Larino?».

«In attesa di avere risposte concrete sulle difficoltà del nostro sistema sanitario – conclude Fusco Perrella - non possiamo oggettivamente credere che la soluzione di tutti i mali siano le Case della Salute, che dopo Santa Croce dovrebbero essere aperte anche in altri comuni come Agnone, Venafro, Isernia, Frosolone, Trivento, Bojano, Riccia, Larino, Termoli e Campobasso, Montenero di Bisaccia e Castelmauro. Ma non possiamo esimerci dal sollevare alcune perplessità derivanti dall’applicazione e dai risultati negativi che questo strumento ha avuto in altri contesti regionali.
Queste strutture saranno in grado di ovviare al costante depotenziamento degli ospedali di riferimento e alle riconversioni di molte di queste strutture in ospedali di comunità? Riusciranno a risolvere il problema annoso dell’intasamento dei pronto soccorso? Oppure i cittadini molisani saranno costretti a percorrere chilometri per avere cure adeguate, magari andando fuori regione?».

 


fonte testo: www.primonumero.it


 

 

 



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