Santa Croce di Magliano, lunedì 06 novembre 2017

     

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attualità


Da Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo "un chiaro no" al RVA di San Giuliano di Puglia. I commenti e la rassegna stampa dell'incontro pubblico di domenica 5 novembre presso il centro comunitario di Santa Croce di Magliano


 

VIDEO SERVIZIO DI TELEMOLISE
https://www.youtube.com/watch?v=qx9mF2ct5f4


È stato particolarmente partecipato l’incontro che si è tenuto ieri a Santa Croce di Magliano per discutere sulla prossima apertura del Centro Hub a San Giuliano di Puglia, un centro destinato ad accogliere 250 migranti e sul quale la comunità santacrocese e anche quelle dei paesi limitrofi di Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo si sono confrontate in un incontro pubblico che ha visto la partecipazione di molte persone.
   Un incontro privo di colori politici voluto dalla gente e anche dagli amministratori locali e dal sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio, per discutere insieme sul significato dell’accoglienza, sulla deriva che questo concetto sta assumendo spesso in favore del business e sui risvolti che l’apertura di tale centro potrebbe avere sulla comunità.
   Ciò che è emerso ieri è stato un segnale di forte opposizione al centro di San Giuliano di Puglia e un sì in favore di un’accoglienza fatta di piccoli numeri, che punti sulla reale integrazione dei migranti, come per altro le buone pratiche dei progetti Sprar attuati sul territorio stanno evidenziando. Inoltre ci si è confrontati su possibili e differenti utilizzi del villaggio dell’area del cratere e nelle prossime settimane i promotori dell’iniziativa pubblica di ieri si impegneranno a formalizzarle e presentarle agli organi competenti.
   Il prossimo appuntamento è previsto per il 13 novembre a Campobasso, per una manifestazione in Prefettura e ci sarà spazio anche per un incontro pubblico con il presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura.

fonte: http://colibrimagazine.it/

primopiano06112017.jpg (159656 byte) >> Primo Piano Molise, 06/11/2017

quotidiano07112017.jpg (177640 byte) >> Il Quotidiano del Molise, 07/11/2017

primopiano07112017.jpg (478402 byte) >> Primo Piano Molise, 07/11/2017

La protesta dei primi cittadini sul centro Hub
250 migranti nel centro rimpatri del villaggio post sisma, sindaci pronti a restituire le fasce

Hanno confermato e rafforzato il loro no al centro d’accoglienza per i migranti previsto al villaggio post sisma i cinque sindaci di Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo. In una affollata assemblea pubblica hanno sottolineato di essere favorevoli «un’ accoglienza fatta di piccoli numeri, proporzionale alle nostre dimensioni, rete Sprar, e che punti alla vera integrazione» ma anche di essere pronti a «restituire le fasce tricolori qualora le nostre richieste non fossero prese in considerazione».

di Alessandro Corroppoli, fonte: www.primonumero.it

San Giuliano di Puglia. «Siamo pronti a restituire le fasce tricolori qualora le nostre richieste non fossero prese in considerazione». Il centro d’accoglienza "non s’ha da fare"; questo il messaggio dei sindaci di Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo, riunitisi domenica 5 novembre in pubblica assemblea nel centro comunitario di Santa Croce di Magliano. Non solo hanno levato forte il loro no al Centro Hub a San Giuliano di Puglia destinato ad accogliere nei prossimi mesi 250 migranti, ma hanno detto anche di essere pronti ad un gesto eclatante come quello della restituzione della fascia tricolore, nel caso le loro richieste sul numero dei migranti e sulle modalità di accoglienza non venisse preso in considerazione. 
«Il nostro territorio vuole un’ accoglienza fatta di piccoli numeri, proporzionale alle nostre dimensioni, rete Sprar, e che punti alla vera integrazione», afferma Donato D’Ambrosio sindaco di Santa Croce di Magliano.
Il clima, intorno all’ex villaggio post sisma di San Giuliano di Puglia, è diventato davvero incandescente da quando la prefetta di Campobasso, la dottoressa Maria Guia Federico, non solo ha annunciato che il numero dei migranti è stato dimezzato, da 500 a 250, ma anche che ad arrivare a San Giuliano non saranno i richiedenti asilo, che provano a costruire il loro futuro in Italia o in un altro Paese dell’Unione europea, ma sarà «un centro dedicato ai rimpatri volontari, dove il migrante non resterà due anni, quindi nessuna stanzialità ma un movimento continuo. Questo dovrebbe eliminare i problemi di ordine pubblico. Inoltre avremo un posto di polizia e una struttura medica che si occuperà di loro».
In una affollata assemblea pubblica, i cinque sindaci dei paesi limitrofi a San Giuliano di Puglia, hanno ribadito la loro contrarietà ad un centro d’accoglienza dalle dimensioni come quello previsto. «Vogliamo un diverso utilizzo del villaggio dell’area del cratere, nelle prossime settimane presenteremo le nostre alternative» afferma Donato D’Ambrosio, annunciando per il prossimo lunedì, 13 novembre, una manifestazione di protesta a Campobasso dinanzi alla Prefettura. 
Inoltre, nel giro di breve tempo, verrà chiesto un incontro pubblico con il Presidente della Regione Paolo Frattura. In discussione, come detto, non solo il numero dei migranti da ospitare ma anche le modalità d’accoglienza. In particolare, i rappresentanti delle cinque comunità preferirebbero il modello Sprar, sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che andrebbe a diminuire di molto il numero dei migranti e, soprattutto, potrebbero essere distribuiti in più paesi. Una richiesta diametralmente opposta a quanto annunciato dal Prefetto Maria Guia Federico che prevede, per l’ex villaggio post sisma, un centro di rimpatrio.
Ma cos’è un centro di rimpatrio? La denominazione ufficiale è Rva, rimpatrio volontario assistito e reintegrazione. Consiste in un percorso a favore di coloro che vogliono o devono fare ritorno nel Paese di provenienza. Infatti nonostante la dicitura di “assistito”, la procedura è valida anche per chi viene espulso. Il migrante viene aiutato nella verifica dei documenti, nell’acquisto del biglietto aereo, e riceve una modesta somma da impiegare all’arrivo per le prime necessità nel proprio Paese. Le categorie che rientrano nella procedura sono molte. Le principali riguardano soggetti vulnerabili, vittime di tratta richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria, cittadini stranieri che non soddisfano più le condizioni per il rinnovo del permesso di soggiorno, cittadini stranieri destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento e trattenuti nei Centri di accoglienza, cittadini stranieri destinatari di un provvedimento di espulsione a cui sia stato concesso un periodo per la partenza volontaria.
Una reazione, quella dei sindaci, dettata, dunque, anche dalla paura di veder arrivare persone dalla fedina penale non perfetta dopo che, in passato, si era paventato che il villaggio fosse destinato a donne e bambini sul quale tutti erano d’accordo.
(Pubblicato il 07/11/2017)


Un bellissimo incontro quello di ieri sera contro l’apertura del centro hub, rva, cpr etc.
Proviamo a fare una sintesi:
1. I cittadini hanno messo a tacere ed urlato contro chi ha provato a speculare politicamente l’incontro (2-0 e partita chiusa)
2. Il nostro territorio vuole un’accoglienza fatta di piccoli numeri, proporzionale alle nostre dimensioni (rete Sprar) e che punti alla vera integrazione
3. Un diverso utilizzo del villaggio dell’area del cratere, nelle prossime settimane presenteremo le nostre alternative
4. Il 13 novembre tutti a Campobasso, con il popolo e senza bandiere per manifestare in Prefettura(a breve news organizzative)
5. incontro pubblico con il presidente Della Regione
6. ...DA SCRIVERE INSIEME

Donato D'Ambrosio
Sindaco di Santa Croce di Magliano


Ieri pomeriggio l’incontro a Santa Croce di Magliano sulla questione centro “hub” / centro per rimpatrio immigrati extracomunitari di San Giuliano di Puglia.
Una occasione di confronto tra popolazione, amministratori locali e rappresentanti politici.
È emersa la contrarietà dei cittadini presenti rispetto al nuovo progetto, che prevede la realizzazione di un centro di rimpatrio finalizzato ad ospitare 250 immigrati extracomunitari all’interno dell’ex villaggio per i terremotati di San Giuliano di Puglia.
Seppur si tratti di una decisione già definita a livello ministeriale, è importante far sentire la voce e le preoccupazioni del territorio coinvolto da questo progetto.
Per questa ragione è in programma per lunedì 13 novembre il sit-in, di amministratori e cittadini, presso la Prefettura di Campobasso.
Sarà dunque fondamentale sviluppare una proposta alternativa per lo sviluppo della nostra area.
Seguiranno aggiornamenti.
(Foto G. Trasmundi)

Il Sindaco di Bonefro
Nicola G. Montagano



LE POPOLAZIONI E LE AMMINISTRAZIONI DI 5 COMUNI DICONO SI ALL'ACCOGLIENZA (MODELLO SPRAR) MA UN FERMO E DECISO NO ALL'APERTURA DEL CENTRO HUB DI SAN GIULIANO DI PUGLIA.

di Giovanni Gianfelice
Consigliere Comunale di Santa Croce di Magliano

Partecipata assemblea questo pomeriggio presso il Centro Comunitario di Santa Croce di Magliano dove i Comuni che gravitano attorno a San Giuliano di Puglia, si sono riuniti con i propri amministratori e cittadini per fare il punto della situazione e ribadire un secco NO all'apertura dell'Hub presso il Villaggio che un tempo ha ospitato la popolazione terremotata di quel centro. 
Moltissimi gli interventi che seppur con sfaccettature diverse perchè c'è sempre qualcuno che anche di fronte all'evidenza dei fatti, dispiace inimicarsi la politica, è prevalso con chiarezza che siamo stati e siamo favorevoli ad essere solidali anche se abbiamo già dato, ma se proprio dobbiamo accogliere va utilizzato il modello SPRAR e una equa distribuzione su tutto il territorio regionale. Sono venuti fuori i ritardi della ricostruzione post sisma, la mancata ripartenza dell'economia, la viabilità, i presìdi chiusi, la mancanza di lavoro, lo spopolamento, le scuole da ricostruire e la paura di fronte a quella che viene definita una pericolosa invasione studiata a tavolino proprio dalla politica che qualcuno tenta chissà per quali motivi, ancora di difendere. 
Nel mio intervento ho ribadito ai Sindaci presenti ad iniziare da quello di Santa Croce, il fatto che se ci avessero dato retta tre anni fa quando si è venuti a conoscenza del regalo che ci stavano confezionando, forse stasera non stavamo a parlare di queste cose. Si è preferito soprassedere, sottovalutando quello che noi Consiglieri di opposizione avevamo capito da subito e da subito abbiamo affrontato cercando di far presente che questo territorio non andava gestito passando sulle nostre teste. Le bugie riferite in questi anni dal "sindaco del villaggio" hanno avuto le gambe corte e le ripercussioni anche in termini di rapporti all'interno di questo comprensorio, di certo non mancheranno. Dopo il dibattito sono seguite le proposte. 

Il giorno 13 c.m. una grande manifestazione davanti alla Prefettura di Campobasso delle amministrazioni e dei cittadini e se non dovesse bastare i 5 Sindaci dei Comuni di Santa Croce, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo sono pronti a restituire le fasce e dimettersi assieme ai rispettivi Consigli comunali. Contestualmente invitare ad una pubblica adunanza il Presidente Frattura per sottoporgli una idea diversa e più nobile a cui destinare quella struttura. Vedremo cosa succederà. Ma il tono della civile e democratica protesta sta ricevendo tantissime adesioni. Io voglio solo sperare che non ci siano strumentalizzazioni di nessun tipo, perchè sono le popolazioni unite e non questo o quell'altro o uno o più partiti politici a prendere l'iniziativa. Ci aspettiamo comunque una grande partecipazione di popolo per manifestare pacificamente e ribadire che la solidarietà la intendiamo in maniera diversa e comunque l'abbiamo già data. Questo territorio va ricostruito anche economicamente e valorizzato concertando le iniziative con i cittadini che lo vivono, lo difendono e lo tuteleranno da qualsiasi interferenza non gradita. La politica è avvisata. Non consentiremo a nessuno di decidere a casa nostra. Questo sia chiaro a tutti !!!!!

 



BOMBA SOCIALE

di Antonio Martino
Consigliere Comunale di Santa Croce di Magliano

Partendo dal presupposto che, a mio parere, le persone vanno distinte solo per il tasso di onestà e non certo per il colore, io credo che la nostra contrarieta’ alla nascente struttura, paradossalmente rispetto ad alcuni frequenti e spero sempre più circoscritti, rigurgiti xenofobi, vada individuato, prima di tutto, proprio nel mancato rispetto e nella più completa compressione di quelli che sono i diritti umanitari delle persone che “loro malgrado vengono ospitate”.
Ricordo infatti che in queste strutture NON vengono segregati quanti si sono macchiati di reati, bensì nella maggior parte dei casi, persone che sono in attesa del riconoscimento del diritto d’asilo, il tutto nel più completo disinteresse di quanto recita l’art 10 della nostra costituzione e del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3, parliamo quindi, per essere chiari, di strutture in aperto contrasto col dettato costituzionale oltre che con tutta la normativa internazionale in materia di tutela dei diritti umanitari.
Quindi, il primo passo da compiere, preso atto del più completo menefreghismo della politica regionale, che, sono sicuro invece, non mancherà di presenziare, più e più volte questo territorio, quando, tra qualche mese si tratterà di rastrellare voti e sponsor locali a supporto delle LORO riconferme, ove, nel concreto, si vuole impedire il sorgere di tale Lager è coinvolgere in modo massiccio quella moltitudine di organizzazioni che a livello internazionale, da sempre, si occupano della tutela degli ultimi ovvero Libera, Fondazione migrantes, Medici senza frontiere, facendo il modo di portare la questione dal livello poco più che paesano a quello parlamentare e, se possibile, all’attenzione dei vari tribunali internazionali.
In secondo luogo mi chiedo: può, da un punto di vista amministrativo, il solo Sindaco di una micro realtà quale quella di San Giuliano, paese nel quale, per dare l’idea della sproporzione tra quanto si ha l’arroganza di volere offrire e quanto in concreto si dispone, mi dicono manchi addirittura un barbiere, arrogarsi il potere, attraverso la firma di un protocollo, determinare la realizzazione di una struttura le cui ricadute in termini oggettivi, in larga parte se non per intero, ricadranno su di un area molto più ampia, già debilitata da recenti eventi calamitosi, con picchi di disoccupazione altissimi mai toccati in passato, i cui consigli comunali più volte hanno fatto notare la completa assenza sul territorio dei servizi minimi già solo sufficienti ai pochi attuali residenti in termini di sanità, sicurezza e viabilità?
Contrariamente a quanto sembra preveda il Protocollo sottoscritto i servizi in questione, si pensi all’ospedale ed al distaccamento di polizia di Larino, non solo non sono stati potenziati ma addirittura continuano ad essere tagliati.

 

 


articoli di presentazione


 

 

 



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