Santa Croce di Magliano, lunedì 13 novembre 2017

     

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 A CAMPOBASSO


Cinque sindaci (Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo), altrettante comunità, un solo slogan: 'no' al Centro di accoglienza per i rimpatri volontari a San Giuliano di Puglia, sì all'accoglienza diffusa con gli Sprar


 

 

 

 

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Sindaci, stop S.Giuliano, vogliamo Sprar
Sit in davanti Prefettura Campobasso, vogliamo essere ascoltati

fonte: ANSA

Cinque sindaci (Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo), altrettante comunità, un solo slogan: 'no' al Centro di accoglienza per i rimpatri volontari a San Giuliano di Puglia (Campobasso), sì all'accoglienza diffusa con gli Sprar. Dalle zone del cratere sismico, oggi la protesta è arrivata a Campobasso, davanti alla sede della Prefettura. Primi cittadini e gente comune, dunque, allarmati per quello che potrebbe accadere nei loro territori. 
"Siamo preoccupati - ha detto Michele Perrotta, sindaco di Rotello - c'è paura perché abbiamo visto che in Italia i rimpatri non funzionano e soprattutto perché il territorio non è pronto a un assetto del genere, almeno a queste condizioni". A San Giuliano di Puglia, stando a quanto anticipato giorni fa dal Prefetto di Campobasso, Maria Guia Federico, dovrebbero arrivare 250 migranti in attesa di essere rimpatriati. Proteste, ma anche proposte: "le alternative ci sono - spiega Perrotta - vogliamo un nuovo incontro con il Prefetto, chiediamo che gli organi competenti ascoltino la voce dei cittadini". La decisione, però, sembra ormai presa. Si sta infatti lavorando all'organizzazione logistica, ma anche per garantire maggiore sicurezza nell'area con un presidio delle Forze dell'ordine e un posto medico. "Siamo pronti a trasferire la nostra protesta a Roma - ha aggiunto il sindaco - abbiamo chiesto un incontro con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, vorremmo essere ascoltati".


Migranti: sindaco San Giuliano, ancora nulla di definito

fonte: ANSA

"Tutto quello che si sta dicendo è sulla base delle dichiarazioni fatte dal Prefetto di Campobasso nel corso di un incontro a Campobasso sul 'Patto per la sicurezza'. Una delle ipotesi è quella della realizzazione di un Centro per il rimpatrio volontario assistito dei migranti, ma al momento resta tale. Definiremo la questione nel corso di un incontro in Prefettura che forse ci sarà la prossima settimana per ridefinire anche la convenzione con il ministero dell'Interno". Così all'ANSA il sindaco di San Giuliano di Puglia (Campobasso), Luigi Barbieri. "Le azioni che si stanno svolgendo - ha aggiunto - sono legittime, ma premature, in quanto al momento non è stato definito nulla, solo il numero dei migranti da ospitare, massimo 250. Su questo discuteremo in Prefettura e con il ministero. Naturalmente - ha sottolineato Barbieri - questa volta vogliamo che tutto sia formalizzato nella convenzione". Il primo cittadino ha poi spiegato che i rimpatri volontari assistiti non riguardano soggetti 'pericolosi' colpiti da un provvedimento di espulsione. "Non stiamo parlando di quelli che si trovano nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) - ha aggiunto - ma, ripeto, di questo e altro ne parleremo con il Prefetto e il ministero".
Infine, un'ultima considerazione: "Voglio sottolineare che il Viminale è stato molto disponibile rispetto alle preoccupazioni e alle richieste da formalizzare che il Comune di San Giuliano di Puglia ha avanzato nel corso di una riunione. Non c'è stato un atteggiamento di chiusura, naturalmente il ministero non vuole tornare completamente indietro sul progetto, ma ha dato ampia disponibilità e apertura in quanto non vuole imporre nulla dall'alto. Manifestazioni come quella di oggi a Campobasso - ha concluso - mi sembrano strumentali, stiamo andando incontro alle elezioni regionali. Mi aspettavo che ci fosse stato un maggior approfondimento sulle reali questioni da porre sul tavolo e una maggiore collaborazione tra i Comuni".

pp15.jpg (174363 byte) >> Primo Piano Molise, 14/11/2017

quotidiano14112017.jpg (204898 byte) >> Il Quotidiano del Molise, 14/11/2017

quotidiano14112017b.jpg (127063 byte) >> Il Quotidiano del Molise, 14/11/2017



Sindaci, cittadini e studenti in piazza Prefettura a Campobasso contro il «vero lager»
Pullman dal Cratere a Campobasso, ma il prefetto Maria Guia Federico non aveva ricevuto alcuna richiesta ufficiale dell’incontro

fonte: Primo Piano Molise
di Serena Lastoria — 14 novembre 2017

Sono arrivati in piazza Prefettura con un ritardo di quasi tre quarti d’ora, quasi a voler dimostrare come al di là del centro Hub (o Crv) la viabilità è l’altro grosso problema che attanaglia il Cratere. Sindaci, amministratori, cittadini e studenti hanno viaggiato in pullman per raggiungere ieri mattina il capoluogo e dire no, platealmente, al ghetto dei migranti nel villaggio provvisorio di San Giuliano di Puglia. Iniziativa messa in cantiere dopo l’assemblea di due domenica fa e dopo che il Viminale ha ufficializzato l’arrivo per ora di 250 profughi (in luogo delle cifre nettamente superiori previste nel passato). Ma i Comuni del circondario fortorino e frentano non ne vogliono sentire di questo centro Hub (o Crv) e hanno fatto arrivare le loro parole sotto la finestra del prefetto, che però non ha potuto incontrarli, in assenza di una richiesta ufficiale. Ma ci sono posizioni diverse, come spiega a parte il sindaco di Santa Croce e capocordata Donato D’Ambrosio. 
Numerosi gli interventi pubblici in piazza Prefettura, dove questa battaglia unisce minoranze e maggioranze. In prima fila, indossando le fasce tricolori, oltre a D’Ambrosio, Nicola Giovanni Montagano (Bonefro), Michele Perrotta (Rotello), Carlo De Simone (Colletorto). Ma presenze ce ne sono state davvero diverse, come Claudia Lalli, capogruppo di opposizione a Bonefro, «vedo tanti ragazzi e questo ci fa estremamente piacere perché su un tema di tessuto sociale i ragazzi devono essere i primi anche a manifestare. Noi ribadiamo il prefetto il nostro no alla realizzazione il centro Hub e a favore dei progetti sperar accoglienza, quindi sì ad un’accoglienza diffusa. Sul nostro territorio ci sono vari progetti sperar che funzionano, dove c’è una programmazione e dove c’è un’inclusione sociale. Noi andiamo assolutamente a difendere quelli che sono i diritti civili e domani di queste persone che poi effettivamente con questo progetto si ritroveranno in un lager. Ecco perché è uno forte da tutta la popolazione il cratere affinché questa realizzazione non possa avvenire e a favore di nuovi progetti che possono sviluppare l’area del cratere». In piazza anche gli studenti. «Siamo in piazza per due motivi il primo è che anche noi vogliamo avere voce in capitolo sulle decisioni che gli adulti prendono, e a quanto pare anche senza confrontarsi tra di loro. Noi siamo a favore di una buona accoglienza. Non possiamo chiuderli dentro come degli animali». «C’è un problema spiega il primo cittadino di Santa Croce di Magliano Donato D’Ambrosio dal momento che questi quattro fessi vanno in Consiglio comunale e all’unanimità i Consigli comunali dicono no a questo modello di accoglienza. Dal momento che poi ci sono quattro fessi che sottoscrivono un documento, documento fatto col presidente della Regione, attraverso cui chiedono un incontro al ministro Minniti. Dal momento in cui l’incontro c’è stato e chi aveva sottoscritto questo documento non è stato invitato io penso che più gesto scorretto di questo non esista, abbiamo saputo di questo incontro a cui ha partecipato il sindaco di San Giuliano solo attraverso la stampa». Enzo Rosati è più duro: «Qua stiamo offendendo la memoria di 27 bambini e una maestra perché qualcuno si sta ritirando, in solitudine, il sindaco di San Giuliano senza aver concertato niente sul territorio». Interviene poi il sindaco di Bonefro, Nicola Giovanni Montagano, che sottolinea come nessuna comunicazione è giunta ai loro uffici sul nuovo centro di rimpatrio volontario. «Siamo stati in piazza, davanti alla Prefettura di Campobasso, con gli altri sindaci, consiglieri e cittadini della cosiddetta “area del cratere” del Molise, per manifestare la posizione del territorio contro l’istituzione del centro per immigrati extracomunitari a San Giuliano di Puglia. Sono fondamentali proposte e soluzioni alternative al problema», chiude Montagano.


Duecento in piazza per dire no
No al Centro Rimpatri. "Bomba sociale, occupiamo il villaggio". Il Prefetto non riceve i sindaci
Protesta davanti la Prefettura contro il centro di rimpatri volontari di San Giuliano di Puglia. Il popolo "NoRva" ha ribadito la sua contrarietà al centro perchè "abbiamo paura dell’impatto sociale che una struttura del genere potrebbe avere sul territorio" e aperto "all’accoglienza dei piccoli numeri con progetti come lo Sprar", rifiutando l’etichetta di chi vuole razzisti. Non ricevuti dal Prefetto Federico, i sindaci annunciano un’assemblea pubblica per la prossima settimana, con la presenza di Paolo Frattura, e "l’occupazione del villaggio" se il Governo non dovesse cambiare idea.

di Alessandro Corroppoli
fonte: www.primonumero.it

«Perchè il parere delle nostre comunità, delle nostre Amministrazioni non è stato mai preso in considerazione?» «Perchè i milioni destinati al centro rimpatri non possono essere investiti per progetti che alimentino davvero l’accoglienza e l’integrazione?». Con queste domande il pacifico popolo dei ’NoRva’ ha manifestato questa mattina in piazza Pepe a Campobasso.
Una manifestazione per dire no al centro rimpatri da realizzare nel villaggio post sisma di San Giuliano di Puglia: duecento persone arrivate da Santa Croce di Magliano, Rotello, Colletorto, Montelongo e Bonefro. Guidate dai rispettivi Sindaci, hanno protestato, urlando le ragioni del loro dissenso dinanzi agli uffici della Prefettura con la speranza «che possiamo tornare a sederci attorno ad un tavolo con il Prefetto, e con chi ha potere decisionale, per convincerlo a cambiare il modello di accoglienza previsto», hanno affermano all’unisono i cinque sindaci.

Il sit-in di protesta si è aperto con un messaggio chiaro e preciso rivolto a chi vedeva, nella contrarietà alla realizzazione del centro, solo una forma di razzismo. «Noi non siamo razzisti. Il popolo del cratere non è contro l’accoglienza, ma contro questo tipo di accoglienza: un centro rimpatri con quei numeri, oggi, potrebbe essere una bomba sociale per l’intero territorio. Rifiutiamo ogni speculazione politica in tal senso», il monito è del primo cittadino di Santa Croce di Magliano Donato D’Ambrosio.

Numeri che sono il minimo comun denominatore che lega la protesta. «Diciamo un forte no a questa forma di accoglienza perchè riteniamo che questa concentrazione di migranti diventi devastante per la nostra area»dichiara il primo cittadino di Colletorto, Carlo De Simone. «Questo non vuol dire essere contro l’accoglienza ma solamente invocare un modello diverso, fatto di piccoli numeri come potrebbe essere il modello Sprar». E nel mentre gli amministratori si passano il microfono, dalla piazza i cittadini sottolineano come «il Molise ha già dato, basta migranti».
E qui torna il tema della paura, del diverso che spaventa e del problema sociale che potrebbe innescare la nascita del centro: 250 migranti da accogliere tutti insieme. «Siamo preoccupati perchè abbiamo paura di come verrà gestita la struttura. Abbiamo paura perchè il territorio non è pronto culturalmente. Abbiamo paura dell’impatto sociale che potrebbe avere>>, dichiara Michele Perrotta, sindaco di Rotello. Paure che rimangono intatte anche dopo le rassicurazioni fatte dal Governo nel momento dell’annuncio della realizzazione del centro. «Finché la mia comunità non vedrà una presa di posizione netta e chiara su temi come sicurezza, forze dell’ordine e viabilità la nostra posizione di contrarietà rimarrà intatta».

I sindaci, accompagnati anche dalle rispettive maggioranze e opposizioni comunali, speravano di essere ricevuti dal Prefetto, la dottoressa Maria Guia Federico, nella mattinata. Ma così non è stato. «Oggi abbiamo avuto una ulteriore conferma che la nostra opinione non interessa, e difficilmente verrà presa in considerazione - afferma Donato D’Ambrosio -. Come Amministrazioni ci siam espressi in Consiglio comunale: la mia comunità e quelle oggi qui rappresentate, hanno detto no e proposto delle valide alternative al centro che si vuol realizzare».
Un centro che ha avuto un cambio in corsa in merito alla destinazione d’uso finale. In pochi mesi è passato da semplice centro d’accoglienza a centro per rimpatri volontari. Questi ultimi, nelle intenzioni del Governo nazionale, avranno il compito di sostituire i vecchi Cie, centri di identificazione ed espulsione, ossia dei centri di detenzione. Fatto, questo, che solleva una questione non di poco conto: se per la gara d’appalto per la gestione del centro non sembrano esserci particolari problemi, diverso è il discorso per quanto riguarda l’aggiudicazione dei lavori per l’adeguamento del villaggio.

Solo qualche settimana addietro, il Tar del Molise aveva respinto il ricorso presentato dall’impresa arrivata seconda in graduatoria, la DB Costruzioni Srl di Campobasso, e confermato l’aggiudicazione dei lavori alla Cse di Vinchiaturo, ma quel bando di gara comprende anche i lavori che vedono in oggetto la nuova destinazione d’uso del villaggio o solo l’adeguamento delle oltre duecento casette di legno che accolsero le famiglie sfollate dopo gli eventi sismici del 2002? «Pensiamo di no perchè la gara è stata aggiudicata mesi prima che il Ministero dell’interno, prima, e il Prefetto, poi, pensassero a San Giuliano di Puglia come un centro di detenzione».Carrozzeria Meale Se così fosse, la gara è da ritenersi valida o no?

«Questa è la conferma di come i progetti possano cambiare e adeguarsi a quello che è meglio per il territorio - risponde D’Ambrosio -. Con i tre milioni previsti possono non solo rimodernare le casette di legno ma investirli in progetto di ampio respiro sociale come la Dynamo Camp per disabili, ad esempio, e programmare l’arrivo e l’accoglienza dei migranti in numeri più piccoli e diffusi sul territorio, così da creare le condizioni per una vera integrazione con le comunità ospitanti. Un centro Rva è un carcere, ed è molto peggio di un centro Hub».

Per la prossima settimana verrà indetta una assemblea pubblica a Santa Croce di Magliano dove sarà invitato il Governatore regionale, Paolo Frattura. In quell’occasione verranno confermate tutte le criticità che hanno portato i manifestanti in piazza questa mattina, e verrà ribadita la necessità di un incontro con il Ministro dell’Interno, l’onorevole Marco Minniti. Ma soprattutto, è stata annunciata un’iniziativa forte: se non dovesse esserci un cambio di direzione nelle intenzioni governative in merito alla realizzazione del centro «occuperemo il villaggio post sisma».
(Pubblicato il 13/11/2017)


Sindaci del cratere sul piede di guerra: “No Hub a San Giuliano”

fonte: IL QUOTIDIANO DEL MOLISE

Si sono ritrovati questa mattina in piazza davanti alla Prefettura di Campobasso i sindaci della cosiddetta “area del cratere” del Molise per protestare contro l’istituzione di un Hub a San Giuliano di Puglia. Chiedono a viva voce un incontro urgente col Prefetto per discutere della questione e sono pronti anche ad azioni eclatanti, come riconsegnare le fasce tricolori. Per tutta risposta, fanno sapere dal Palazzo del Governo, che poiché “gli animi sono esacerbati il Prefetto non incontrerà nessuno, neanche i Sindaci”.


NoHubMolise in protesta a Campobasso: “vogliamo un’accoglienza diffusa, non dei lager”

fonte: IL BENE COMUNE

Questa mattina, in presidio davanti alla Prefettura di Campobasso, i sindaci di Santa Croce di Magliano, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo hanno provato, senza successo, ad avere un incontro con il Prefetto Federico per esporre le motivazioni che hanno portato alla presa di posizione pubblica dei giorni scorsi con la quale si è espresso con chiarezza il rifiuto del modello di centro hub di San Giuliano di Puglia. Una struttura, quella dell’ex villaggio provvisorio, secondo le loro valutazioni, inadatta ad ospitare gli oltre 500 rifugiati che dovrebbero alternarsi al suo interno e che non potrebbe garantire gli standard sanitari e di sicurezza necessari. Sia i cittadini accorsi sia i loro rappresentanti, hanno sottolineato come non si stia negando l’accoglienza, ma un modello incompatibile con le necessità e le caratteristiche di un territorio già ferito dal sisma del 2002: sì allo SPRAR, all’accoglienza diffusa nei 136 comuni molisani, per evitare la creazione di aree-lager e la speculazione economica sulla pelle di chi arriva nei nostri territori. Abbiamo raccolto alcune dichiarazioni di vari partecipanti al presidio che ci hanno ribadito, con chiarezza, quale dovrebbe essere il metodo più giusto per gestire il flussio migratorio.

Giovanni Gianfelice, capogruppo di minoranza al Comune di Santa Croce di Magliano, cerchiamo di capire nel dettaglio questa giornata di protesta: quali sono le motivazioni?
E’ l’ennesima giornata di protesta che abbiamo organizzato per essere ricevuti dal Prefetto perché nella nostra area, come ormai tutti sanno, è previsto un secondo terremoto dopo quello del 2002. Qualcuno, a tavolino, ha studiato che in quel villaggio che all’epoca ospitava le famiglie di San Giuliano di Puglia, deve nascere un centro Hub: in un primo tempo, 3 anni fa, si parlava di 50 famiglie fino ai 500 migranti di oggi e, intanto, si progettava la ristrutturazione del villaggio che ha una capienza di 1200 posti letto. Mettere un numero così alto di persone in quell’area isolata, senza viabilità e collegamenti, con una serie di problemi di carattere sociale e un’economia che arranca a riprendere dal 2002, ci pare un grave errore. I presidi di sicurezza sono inesistenti, l’ospedale più vicino è il Vietri di Larino che è chiuso. Veniamo oggi ad esporre questi temi, per l’ennesima volta, alle istituzioni che sembrano sorde e cieche.
Lei e gli altri sindaci, avete raccolto quello che è il sentimento delle popolazioni locali?
La popolazione si è mobilitata, abbiamo realizzato una grossa petizione raccogliendo oltre 2500 firme, però nessuno ci ha dato ascolto. A Santa Croce già c’è uno SPRAR, ci sono comunità di rom che sono lì da 40-50 anni e che sono diventati nostri cittadini anche se in maniera stentata: l’ospitalità è una cosa e la vogliamo fare, ma mettere nel villaggio un numero così alto di persone, rapportato alle nostre condizioni e alle nostre effettive possibilità di dare un sostegno serio e reale, non consentirebbe nessun tipo di integrazione.
Invece qual è la vostra proposta?
E’ quella di una distribuzione sul modello SPRAR, basata sui comuni di tutta la regione: se facciamo un po’ di conti vediamo che 3-4 migranti in ogni comune non si notano nemmeno e riuscirebbero di integrarsi, riusciremmo a dare loro un aiuto e un sostegno non solo morale, ma anche fisico ed economico.
Qual è l’utilizzo che auspicate per il villaggio di San Giuliano?
C’era la possibilità di un progetto con il CONI nazionale per un insediamento sportivo o anche proposte di altre regioni che volevano utilizzarlo in maniera diversa. Si è voluto a tutti i costi perseguire questa strada con la collaborazione e la partecipazione del sindaco Barbieri, penalizzando la libertà di ognuno di noi.
Perché secondo lei il sindaco persegue questa strada?
Non lo so, però posso immaginarlo: io vedo affari, tutti sappiamo che le problematiche relative ai migranti sono diventate un grosso business.

Senatore Astore lei partecipa attivamente a questa mobilitazione?
Bisogna premettere che non siamo contro l’accoglienza, ma calare dall’alto un hub in una comunità che deve ancora ricostruirsi socialmente credo sia un errore grave. Il villaggio di San Giuliano può essere usato in tanti modi, anzi chiediamo che venga usato per altri tipi di attività che possano fungere da traino per la rinascita dell’area come, ad esempio, un centro culturale o un centro sportivo.
La sua proposta di accoglienza?
Innanzitutto lo SPRAR, siamo favorevolissimi a questo modello di accoglienza diffusa.

Luca Fatica, sindaco di Oratino tra i sindaci del cratere: anche lei non è d’accordo con questa decisione di ospitare 500 migranti nel villaggio di San Giuliano di Puglia?
Non sono d’accordo per il semplice fatto che ad Oratino siamo stati fautori dell’accoglienza in piccoli numeri e secondo noi è quello il metodo, il format che funziona meglio. Noi non superiamo le quindici unità ed il progetto sta andando avanti senza particolari intoppi. Ritengo che debba essere rispettata la normativa per la quale tutti i comuni prendono in carico, in base alle proprie dimensioni, almeno sei o sette persone.
Pensa che troppe persone ospitate in un’area così isolata possono avere difficoltà di integrazione?
Certamente, si va incontro ad un contrasto sociale che allarma la popolazione. Quello che mi interessa di più è che non venga fatta speculazione politica sul tema, lasciando a chi poi non ha intenzione di accogliere, la possibilità di approfittare di queste situazioni per strumentalizzare la protesta.


 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


di Giovanni Gianfelice, fonte Facebook

Sono appena rientrato da Campobasso, dopo una lunga bella giornata iniziata stamattina con la manifestazione di ben 5 amministrazioni comunali, Santa Croce, Rotello, Bonefro, Colletorto e Montelongo, con i Sindaci, i cittadini, le imprese, le associazioni, tante donne, tante mamme e tanti ragazzi del Liceo Scientifico di Santa Croce, che con maturità e pacatezza hanno fatto sentire una sola voce: NO al CENTRO HUB, NO AL VRA presso il villaggio si San Giuliano di Puglia ma se proprio l'accoglienza ci dovesse venire imposta, visto che il Molise già si colloca tra i primi posti in Italia per numero di migranti, questa va gestita utilizzando il sistema SPRAR, con una equa distribuzione di migranti su tutto il territorio regionale. A mio avviso continuo a ripetere che di "accolti" in Molise nè abbiamo già troppi e già si vedono pure i risultati. Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace e l'accoglienza anche da queste parti si sta rivelando un vero e proprio business, una bella torta su cui alcuni funzionari ci basano le carriere, frange della chiesa, cooperative, Caritas e quant'altro ci fanno affari spesso molto discutibili e perseguibili e ai cittadini resta il disagio, il rischio, la perdita della loro tranquillità e la sicurezza dei propri figli. Quindi quella di oggi è stata l'ennesima ripetizione di quanto ampiamente trattato negli ultimi 3 anni. Tutti si chiedono chi, dall'alto dei suoi poteri ha deciso le sorti di questo territorio, passando sulla teste di intere popolazioni, di amministratori, di Consigli comunali che hanno deliberato da tempo un forte e chiaro NO a questa iniziativa. Chi continua imperterrito, anche alla luce di una diminuzione del flusso dei migranti verso le nostre coste, a portarla avanti, incurante di quello che potrebbe succedere?? A queste domande non c'è stata mai nessuna risposta, si pensava che oggi la signora Prefetto ci potesse in qualche modo illuminare su tutto quello che stanno preparando. La bella manifestazione invece si è conclusa con il netto inspiegabile rifiuto da parte del massimo rappresentante dello Stato sul territorio, a ricevere la delegazione di Sindaci e amministratori che con garbo e gentilezza avevano richiesto l'incontro. Peccato Signora Prefetto, ha perso una buona occasione per verificare di persona il nostro sorriso, la nostra educazione e la nostra saggezza, regalandoci una scorrettezza Istituzionale che non trova nessuna giustificazione e che è già stata censurata anche da parte di parlamentari e consiglieri regionali. In modo laconico e con nostra grande meraviglia ci è stato riferito che i "toni si erano esacerbati" per cui secondo il Prefetto bastava la visibilità ottenuta, aggiungo io, solo grazie alla sensibilità dei tanti operatori e giornalisti delle TV e della carta stampata che ci hanno seguito. Comunque stia tranquilla la Signora Prefetto che non arretreremo di un millimetro sulle nostre convinzioni e nei prossimi giorni vedremo il da farsi. Valuteremo bene una eventuale venuta a Santa Croce del Presidente Frattura, io personalmente non nutro molta fiducia alla luce del suo noto comportamento su questa questione sin da quando è iniziata. Oggi venire a Santa Croce per raccontarci i soliti "vedremo" e "faremo" non ha più nè senso nè credibilità, nè lo ritengo opportuno, perchè servirebbe solo ad inasprire ulteriormente gli animi. Se Frattura vuole venire lo può fare a mio modesto avviso, solo per venirci a comunicare la notizia che tutti aspettiamo e cioè che il "centro Hub" di San Giuliano non si farà più. E' questa la richiesta forte che fanno i cittadini tutti che hanno investito e vivono la quotidianità già con enorme disagio in questi Comuni . Frattura, il sindaco del villaggio e la Signora Prefetto sono avvisati !!! Non faremo sconti a nessuno, nè escluderemo manifestazioni eclatanti....!!!

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


 

 

 



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