Santa Croce di Magliano, martedì 31 ottobre 2017

     

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31/10/2002 - 31/10/2017


Giornata della Memoria, 15 anni fa il terremoto di San Giuliano di Puglia. Il Molise si ferma per commemorare le vittime | Rassegna stampa


 

 

SAN GIULIANO DI PUGLIA (CAMPOBASSO), 31 OTT - "Una giornata triste e piena di dolore perché queste ferite non si rimarginano. La tragedia di San Giuliano ci ha insegnato che non si può morire così". Così il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli a San Giuliano di Puglia, nella ricorrenza dei 15 anni dalla tragedia della scuola Jovine dove morirono 27 bambini e la loro maestra. La scossa di terremoto che colpì il Basso Molise alle 11.32 fece crollare il tetto di cemento armato sulla classe. "Il presidente Mattarella ad Assisi ha invitato le istituzioni a fare di più per la prevenzione, ed è quello che vogliamo anche noi - ha aggiunto Borrelli - C'è a chi spetta quella strutturale, e qui si è ricostruito bene, e quella della Protezione Civile per cui lavoriamo tutti i giorni". "Il paese è rinato, forse quello materiale, ma per le famiglie che hanno perso i loro cari questo è più difficile" ha detto il sindaco Luigi Barbieri che nella tragedia della Jovine perse un nipote, mentre un altro è sulla sedia a rotelle. ( fonte: ANSA )

 

Giornata della Memoria, 15 anni fa il terremoto di San Giuliano di Puglia

Alle 11.32 in punto la campana all’interno del piccolo cimitero ha ricordato a tutti per la quindicesima volta quel terribile 31 ottobre 2002, giorno in cui la tranquilla cittadina di San Giuliano di Puglia fu devastata dal sisma che causò il crollo della scuola elementare Francesco Jovine, sotto le cui macerie rimasero uccisi 27 piccoli bambini e la loro maestra. Scuola che, oggi, su esortazione della Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Paola Sabatini, ha osservato un minuto di silenzio proprio alle 11.32 in tutto il Molise.
Come ormai da 15 anni, purtroppo, questo giorno (sancito da legge regionale) viene ricordato con una solenne cerimonia, il Giorno della Memoria, che vede presenti a San Giuliano numerose autorità civili, politiche, militari e religiose della regione. Il dolore, la rabbia e lo sgomento sono sempre gli stessi sui volti dei presenti e nei cuori di coloro che ricordano il triste giorno per averlo vissuto con palpitazione da casa, attraverso la televisione nostrana e nazionale.
A San Giuliano con il sindaco Luigi Barbieri e il Presidente del Comitato Vittime Antonio Morelli c’era il Governatore Paolo di Laura Frattura con il Presidente del Consiglio Regionale Vincenzo Cotugno, l’ex Governatore Michele Iorio, Salvatore Ciocca, Nunzia Lattanzio, Filippo Monaco, il Prefetto di Campobasso Maria Guia Federico, il Presidente della Provincia Antonio Battista, l’onorevole Laura Venittelli, la Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Paola Sabatini e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile con l’ex Guido Bertolaso, Angelo Borrelli e tanti primi cittadini dei comuni cosiddetti del “cratere”.
Ognuno ha voluto portare la propria testimonianza, ponendo un mazzo di fiori sulle lapidi dei piccoli che quel giorno persero la vita. Un rituale che per il piccolo Molise significa tantissimo e che sarà ripetuto in eterno in ricordo di 28 anime innocenti accomunate tutte dallo stesso triste destino. ( fonte: IL QUOTIDIANO DEL MOLISE )

 


IN CONSIGLIO IL SINDACO DI SARNANO: "ACCOMUNATI DA MOMENTO DRAMMATICO"

La Giornata Della Memoria. Umberto, Domenico, Costanza, Lorenzo, Luca, Morena, Valentina, Raffaele, Paolo, Antonella, Luigi, Maria Celeste, Sergio, Maria, Michela, Valentina, Martina, Giovanna, Maria, Antonio, Luigi, Gianni, Antonio, Gianmaria, Luca, Melissa e Giovanna. I nomi dei 27 bambini sepolti sotto le macerie della ‘Francesco Jovine’ di San Giuliano di Puglia e della loro maestra Carmela Ciniglio vengono scanditi dalla voce del presidente Paolo di Laura Frattura al termine della cerimonia a Palazzo D’Aimmo. Poi un minuto di silenzio prima di raggiungere il paese simbolo del cratere.
E’ nel cuore delle istituzioni regionali che oggi, 31 ottobre, inizia la Giornata della memoria su iniziativa del capo dell’assise Vincenzo Cotugno che ha invitato «a tenere accesa la fiaccola della memoria». Nell’Aula di via IV Novembre c’è un ospite d’eccezione: Franco Ceregioli, il sindaco di Sarnano, piccolo centro in provincia di Macerata. In uno dei paesi più colpiti dal terremoto del Centro Italia la Protezione civile molisana ha aiutato la popolazione nell’emergenza lasciando un ricordo indelebile. Uno straordinario esempio di generosità e solidarietà.
Il primo cittadino marchigiano lo ricorda nel suo intervento: «Condividere con voi questa giornata così densa di ricordi è per me un momento particolarmente significativo. Poter essere vicini a voi in un momento così drammatico e portare la nostra testimonianza di vicinanza e affetto è qualcosa di importante». E ancora: «Sono momenti come questi che avvicinano i popoli e uniscono un Paese che spesso sembra diviso su tutto. Siamo tutti fratelli accomunati da questo momento così drammatico».
Impossibile non fare il punto sull’edilizia scolastica da parte degli eletti dell’assise. E soprattutto è impossibile trascurare quello che ha svelato un’inchiesta della Procura riferita da Primonumero: troppe scuole sono ancora a rischio crolli, non a norma o priva di collaudo. Su 196 edifici scolastici della provincia di Campobasso ben 86 non risultano adeguati da un punto di vista della vulnerabilità sismica. L’inchiesta è stata archiviata dai pm D’Angelo e Venturi per un semplice motivo: non ci sarebbero profili di colpevolezza in quanto quegli immobili sono stati costruiti secondo le norme allora in vigore.
Il riferimento all’inchiesta affiora negli interventi di Antonio Federico (M5S) e Salvatore Ciocca, i due consiglieri scelti rispettivamente da opposizione e maggioranza per l’intervento in Aula. «Ognuno di noi – sottolinea l’esponente dei Cinquestelle - deve sentirsi investito di un dovere politico e un obbligo morale nei confronti delle vittime del terremoto di San Giuliano, dei loro familiari, di un’intera comunità che ancora oggi piange, perché la perdita di un figlio non potrà mai essere lenita. La politica ha solo un modo per onorare al meglio la loro memoria: fare tutto ciò che è necessario affinché non si piangano più vittime e affinché andare a scuola diventi per tutti momento di felicità, gioia, condivisione, aggregazione e conoscenza. Mai più disagi. Mai più paura».
Invece il delegato alla ricostruzione punta il dito sulla burocrazia, una sorta di elefante quando occorrerebbero invece interventi immediati e urgenti. «Purtroppo prevenzione troppo spesso, ancora oggi, fa rima con lungaggini burocratiche, normative non adeguate e situazioni di estremo pericolo come quelle di cui abbiamo avuto ulteriore e reale contezza solo qualche giorno fa, alla luce delle indagini portate avanti dalla Procura di Campobasso a seguito di un esposto circostanziato presentato da un attivo comitato di genitori». E questo, 15 anni dopo la tragedia di San Giuliano, «è un colpo duro da incassare».
Per il vertice della giunta regionale, invece, «San Giuliano ci ha insegnato a tutelare la vita di bambini e adulti nei luoghi pubblici di aggregazione. San Giuliano ci ha portati a pretendere, come genitori, edifici sicuri per ogni studente e ogni insegnante, e a impegnarci, come legislatori e amministratori, per assicurarli a tutti». Al tempo stesso riconosce che «i punti oscuri in un lavoro di sicuro non semplice, l’adeguamento sismico delle strutture scolastiche della nostra regione, condotto sempre con grande impegno soprattutto dai nostri sindaci, restano ancora tanti, ma non possiamo immaginare che qualcuno li abbia sottovalutati o li sottovaluti.
In questi anni, anche grazie agli interventi messi in campo dal governo regionale che ci ha preceduti, abbiamo tagliato il nastro di tante nuove scuole, più sicure dal punto di vista della staticità sismica. Abbiamo lavorato per aggregare gli alunni di comuni vicini perché nella scuola sicura tornasse anche il chiasso e il calore della vita piena. È un lavoro avviato e che sta andando avanti: non ne vanifichiamo la portata. Ce lo chiede il sorriso felice che ancora ricordiamo di chi da quindici anni non è più con noi».

( fonte: www.primonumero.it )


DOPO IL TERREMOTO, VESCOVO DE LUCA: "MEMORIA E SOSTEGNO AI GIOVANI"

In occasione del quindicesimo anniversario del sisma e del crollo della scuola Jovine avvenuto il 31 ottobre del 2002 e in cui morirono 27 bambini e una maestra, il vescovo della diocesi di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, ha ricordato quel momento con una riflessione e un messaggio dedicato al futuro del territorio. «La memoria è sempre viva nella preghiera e nel ricordo di tutte le vittime con un sentimento di vicinanza e grande affetto alle famiglie e all’intera comunità di San Giuliano di Puglia ma anche nei confronti di tutte le popolazioni dei centri colpiti da un terremoto che ha segnato la vita personale e comunitaria di un territorio che è parte della nostra Diocesi. Facendo memoria di eventi così indelebili siamo invitati a pensare e a condividere con spirito cristiano tutte le tragedie e i conflitti che accadono ogni giorno in ogni angolo del mondo e ci invitano a essere fratelli e a soffermarci con una riflessione sul senso dell’essere uniti.
Alla memoria - ha osservato il vescovo De Luca - si aggiunge la preoccupazione sul percorso di una ricostruzione materiale non ancora completata e, quindi, un invito che questo quadro di incertezza impone alle istituzioni considerate le scadenze sempre più vicine per completare gli interventi e consentire alle persone ancora fuori casa di rientrare nelle proprie abitazioni. Il grido di sofferenza delle famiglie e delle imprese si fa ancora sentire con le fatiche economiche delle ditte che non riescono a fronteggiare le spese e ad anticipare le risorse per chiudere i cantieri. Non abbandoniamo queste comunità.
Naturalmente - ha evidenziato De Luca - questo fermarsi per commemorare e ricordare deve rappresentare una ulteriore occasione - e quindici anni rinnovano un impegno condiviso e più che mai attuale - per rimettere a tema la crescita economica e lo sviluppo di un territorio che non vuole morire. Un pensiero di sincera vicinanza ai giovani che abitano questi paesi e non vogliono fuggire per mancanza di opportunità di lavoro. Apriamo con sensibilità e consapevolezza una nuova speranza ai nostri giovani per creare le condizioni necessarie per consentire loro di realizzare progetti di vita, qui e non altrove».

( fonte: www.primonumero.it )


SISMA 2002, COTUGNO: "UNA TRAGEDIA CHE HA SEGNATO TUTTO IL MOLISE"

Anche il presidente del Consiglio Comunale ricorda le vittime del terremoto del 2002 a San Giuliano di Puglia. «Ricorre oggi il 15esimo anniversario della tragedia di San Giuliano di Puglia, che ha terribilmente segnato il nostro Molise. La “Giornata della Memoria” è stata istituita con legge regionale n. 29/2003, con la precisa volontà di riflettere ed approfondire le problematiche relative all’evento verificatosi: dalla protezione civile alla prevenzione, dalla sicurezza al mondo dell’infanzia.
Alle ore 9 di quest’oggi sarà in riunione monotematica il Consiglio regionale per ricordare una tragedia che ha segnato profondamente non solo gli abitanti di San Giuliano ma l’intera comunità molisana. Un momento di riflessione che quest’anno vedrà la presenza, quale condivisione simbolica del dramma provocato dal terremoto, del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi e del sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, unitamente a personale della locale Protezione Civile.
Abbiamo voluto fortemente la loro presenza per una comune solidarietà tra chi ha subito la dolorosa perdita di vite umane a causa di calamità naturali.
«Ci sono ricorrenze - continua - che mai vorremmo celebrare; credo che quella odierna sia tra le più tragiche che la Nostra Regione abbia avuto a soffrire - sottolinea il presidente Cotugno - sono trascorsi 15 anni e, aldilà del “sentire” di ciascuno di noi, possono essere tanti o pochi, ma di certo non attenuano l’enorme ferita inferta da quel maledetto terremoto di 15 anni fa.
Di certo il senso più profondo del messaggio odierno, lo possiamo trovare ricordando le parole di Nunziatina Porrazzo, che fu definita la “mamma coraggio”, che nel corso del funerali dei 27 Angeli e della maestra Carmela, ebbe a chiederemaggiore sicurezza per le scuole affinché mai più si piangessero tragedie simili. Con l’invito ai sindaci di Amatrice, Stefano Pirozzi, e di Sarnano, Franco Ceregioli - spiega il presidente Cotugno - abbiamo voluto compiere un gesto simbolico per sottolineare, l’importanza di quei valori che hanno reso possibile per noi ieri e, per loro oggi, la ricostruzione delle mura, delle piazze, dei luoghi e ancor più dello spirito di Comunità. Bisogna continuare a guardare con positiva fiducia al futuro, riscoprendo, oggi giorno di più, la voglia di esserci - conclude il presidente Cotugno - con lo sprono ad andare avanti, conservando sempre il rispetto ed il doveroso ricordo delle piccole, indifese ed innocenti giovani vite spezzate di San Giuliano di Puglia, oltre alla loro Maestra».

( fonte: www.primonumero.it )


31/10/2017 - 15 ANNI DOPO SISMA, CGIL: "AFFRONTARE E RISOLVERE SICUREZZA A SCUOLA"

In occasione del quindicesimo anniversario della morte di 27 alunni e della loro maestra nel crollo della scuola Jovine a San Giuliano di Puglia, anche la Flc Cgil ricorda quel tragico evento che ha segnato l’intera comunità molisana chiedendo un intervento per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
«In tutte le scuole molisane verrà osservato un minuto di silenzio, in modo che ciascuno possa riflettere su quanto avvenuto quel drammatico giorno. Ricordare quella giornata con gli studenti è importante - affermano - ma ha un senso ancora maggiore ricordare alle Istituzioni che oltre alle celebrazioni di rito, bisognerebbe adoperarsi ogni giorno, ciascuno secondo le proprie competenze, per evitare il ripetersi di tali tragedie.
Da anni facciamo proposte specifiche sul tema - continuano - Negli ultimi tempi abbiamo più volte sollecitato il presidente della giunta regionale del Molise, chiedendogli di attivarsi per affrontare con urgenza le criticità del sistema scolastico molisano (in primis edilizia scolastica e dimensionamento).
Abbiamo chiesto la convocazione di una Cabina di regia sul dimensionamento scolastico, volta a pianificare l’offerta formativa in modo da tener conto delle strutture scolastiche esistenti, così come sarebbe necessaria la costituzione di un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti sul tema dell’edilizia scolastica, che partendo dalle priorità da individuare sulla base dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, monitorasse lo stato dell’arte effettuando una programmazione degli interventi necessari nel breve e nel medio periodo. Nonostante l?ennesima sollecitazione, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Intanto però la situazione rischia di esplodere. Proprio in questi giorni, si apprende che la Procura della Repubblica avrebbe accertato che su 196 strutture scolastiche ’indagate’, 86 non sono adeguate. Ma non solo: alcune di queste, avrebbero un’elevata vulnerabilità sismica anche rispetto a terremoti di bassa intensità. La procura dunque, pur dovendo archiviare l’indagine, ha ritenuto opportuno lanciare l’allarme, citando rischi reali, che potrebbero colpire la popolazione studentesca e non.
Attendiamo le dovute conferme da fonti ufficiali, ma se il quadro disegnato venisse confermato sarebbe gravissimo. La nostra Regione ha già dovuto pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane e di sofferenze indicibili per i superstiti, causate non dal destino, cinico e baro, ma da precise responsabilità delle istituzioni, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza di alunni e lavoratori, che in quel tragico 31 ottobre del 2002 hanno affidato i loro figli in strutture la cui sicurezza doveva essere garantita dallo Stato.
Quel disastro evidentemente non ci ha insegnato niente, basti pensare che a distanza di 15 anni in alcuni comuni dell’area del cratere, si continua a fare scuola in casette mentre in altri centri per affrontare le criticità continueranno le situazioni di emergenza, con fitti di locali privati e dislocazioni temporanee (si pensi all’Università) che rischiano di diventare definitive.
Cosa succederà quando tutte le relazioni sulla vulnerabilità degli edifici cittadini commissionate all’Unimol saranno presentate? Com’è possibile continuare a studiare ed a lavorare sapendo di trovarsi in edifici che le risultanze tecniche catalogano come insicuri? - concludono - Chi amministra la cosa pubblica ha il compito di dare risposte certe, rigorose ed immediate a tutti, genitori, alunni e lavoratori, in modo che l’anno scolastico possa proseguire con tranquillità».

( fonte: www.primonumero.it )


’NOI CON SALVINI’ CHIEDE "SCUOLE SICURE PER EVITARE NUOVE TRAGEDIE"

«Basta tragedie come quella che ha coinvolto San Giuliano di Puglia, dove con il crollo della scuola Jovine morirono 27 bambini e la loro maestra, e scuole sicure». Questo è il monito lanciato da Aida Romagnuolo, coordinatrice provinciale di ’Noi con Salvini’, per la "Giornata della memoria" del 31 ottobre.
Nell’incontro avuto a Rotello, comune colpito dal sisma nel 2002, con i militanti del movimento politico, la Romagnuolo ricorda anche che bisogna «far comprendere alle istituzioni e alla politica che è necessariamente importante pensare ai bambini, agli studenti e al personale che le scuole vengano costruite antisismiche e che quelle vecchie vengano messe nelle condizioni di non essere più pericolose, vengano messe tutte in sicurezza».

( fonte: www.primonumero.it )



Il ricordo della strage di San Giuliano
Una generazione di ventenni che non c’è. "La ferita non si chiude, in altro Paese avremmo evitato"

Con i 30 rintocchi delle campane nel cimitero del paese, la comunità di San Giuliano di Puglia e l’intero Molise hanno ricordato i 27 bambini morti nel crollo della scuola Jovine, la loro maestra e le due donne decedute per il sisma di quindici anni fa. Alla presenza del capo della protezione civile e della autorità, non sono mancate le riflessioni anche sulle condizioni delle scuole italiane e sulla sicurezza negli edifici pubblici e privati. «Dobbiamo lavorare sempre di più per questo - ha affermato il capo Angelo Borrelli - anche con la pianificazione delle emergenze. Questa sarà una ferita che non guarirà mai». Presente anche l’ex capo Guido Bertolaso: «Abbraccio le famiglie, in un altro paese non sarebbe successo e avremmo evitato la morte».

di Elena Berchicci

( fonte: www.primonumero.it )

San Giuliano di Puglia. Quei bambini adesso sarebbero ragazzi, ventenni. Chissà cosa avrebbero fatto, quali sogni avrebbero inseguito, quali studi avrebbero intrapreso e avrebbero scelto per raggiungere un futuro magari lontano dal loro paese d’origine, San Giuliano di Puglia o magari chissà in quel posto che per loro era casa. Una comunità di qualche migliaio di cittadini che non potrà mai rispondere a queste domande. Dei 27 bambini, molti dei quali nati nel 1996, adesso resta il loro ricordo e un angolo del cimitero del paese tra le colline dell’hinterland molisano. Un angolo che non sembra dentro un luogo sacro, ma una cameretta come tante. Dove i fiori non mancano mai, colorano quello spazio, dove i gagliardetti appesi delle squadre del cuore sono vicini l’uno all’altro, senza contese sportive, dove peluche e frasi in ricordo sono accanto ai cappelli degli agenti e ai caschetti dei vigili del fuoco che quel 31 ottobre del 2002 arrivarono per primi in quella scuola divenuta in pochi istanti un cumulo di macerie alle 11.32. 
Quindici anni dopo, oggi – martedì 31 ottobre 2017 – quella comunità come tutto il Molise non dimentica e non può farlo. Oggi come allora e forse anche più l’emergenza sicurezza nelle scuole è il tema fondante di ogni città, di ogni comunità e dell’Italia intera. Perché oggi non si ricordano solo i 27 bambini, la loro maestra e le due donne morte in paese con il sisma, si ricorda che un errore del genere non deve più accadere. Si ricorda che quando una mamma e un papà lasciano a scuola un figlio, devono sapere di poterlo rivedere, devono sapere di poterlo riabbracciare e di poterlo riportare a casa. 
Oggi, quei genitori trascorrono le loro giornate davanti alle tombe dei loro figli, troppo piccoli per andare via, troppo piccoli per trovare una foto da mettere al cimitero. Perciò i loro volti sono sorridenti con il grembiulino stirato nel primo giorno di scuola, in posa davanti alla macchinetta fotografica di papà per l’ingresso in un mondo nuovo. Oggi, come ogni giorno, sono lì di buon mattino, davanti alle tombe dei loro figli con accanto i ragazzi sopravvissuti e quelli nati dopo. Quelli che non hanno conosciuto i loro fratelli e sorelle maggiori, ma che sanno perfettamente perchè ogni giorno con mamma e papà fanno tappa al cimitero per portare un saluto. 
30 rintocchi di campana, lenti e fortissimi hanno squarciato il silenzio di una mattinata di sole in paese, nel cimitero forse troppo piccolo per contenere le tante persone arrivate per il ricordo delle vittime. Non solo autorità civili e militari, ma anche e soprattutto un paese che continua ad andare avanti, a vivere le giornate con una parte del cuore fatta a pezzi, «con una ferità che non potrà mai rimarginarsi», come ha affermato il nuovo capo della Protezione Civile italiana Angelo Borrelli. 
«E’ fondamentale investire in prevenzione, continueremo a farlo - ha affermato poco prima di presenziare alla cerimonia di commemorazione al cimitero - a distanza di 15 anni l’Italia è più sicura, ma bisogna continuare ad investire sulla prevenzione strutturale, sulla messa in sicurezza delle scuole e degli edifici privati, oltre alla prevenzione non strutturale con la pianificazione delle emergenze e con interventi per limitare eventi sismici e dannosi.Planner Sposi Tornare - ha aggiunto con un pensiero personale - era doveroso, ci sono stato e sono tornato anche altre volte, ma come capo dipartimento ritenevo giusto essere qui oggi, il paese è bello, ma si deve capire che qui le nostre coscienze saranno turbate e le ferite non saranno mai guarite». 
In paese, arrivato senza grandi proclami e grandi annunci, anche l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, cittadino onorario di San Giuliano. « Ho un ricordo affettuoso del paese, mando un abbraccio alle mamme e ai papà e ai parenti degli insegnanti, sarebbero 21enni adesso quei bambini lo sappiamo. Continueremo a crescere con loro fino a quando avremo la forza di ricordare questa grande tragedia che se fossimo stati in un paese diverso saremmo anche riusciti ad evitare». 
Poi il corteo verso il Parco della Memoria, dove sorgeva la scuola Jovine, lì alla presenza anche delle associazioni di volontariato il ricordo e la posa delle corone. 
Da quel 31 ottobre 2002, qualcosa è cambiato, ma si deve continuare a a lavorare perchè nessun bambino in un normale giorno di scuola non torni più a casa.

 

 

 

LE DUE PAGINE DEDICATE ALL'EVENTO DA PRIMO PIANO MOLISE

 

 

 


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