Santa Croce di Magliano, domenica 15 aprile 2018

     

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dal web


Santa Croce di Magliano, sostenibilità nelle aree rurali: quali politiche? Intervista a Maria Florio


 

 

Sostenibilità e partecipazione in aree rurali marginali: un progetto di sviluppo locale per il rilancio del sito di Melanico di Santa Croce di Magliano.

La proposta del Comune di Santa Croce di Magliano, piccolo centro dell’entroterra molisano, ha l’intento di far ripartire, da un’idea di sostenibilità non vincolata ai soli esiti espressi in materia di politica ambientale, bensì focalizzata sullo studio delle relazioni che avvengono sul campo che determinano lo sviluppo e la concretizzazione dei progetti legati alla sostenibilità.

Abbiamo incontrato Maria Florio, curatrice del progetto, che ha fatto una attenta analisi etnografica svolta in chiave comparativa su due campi, attraverso un lavoro di osservazione compiuto in questa area rurali marginali.

Quale significato assume la riconfigurazione delle pratiche legate alla sostenibilità declinata in ottica locale?

“Il concetto di sostenibilità è legato a doppio filo con il territorio e il locale. Non si può avere sviluppo sostenibile, ambientale, economico e culturale, se non si mettono in atto interventi che partano dalle peculiarità strutturali del territorio in cui si va ad intervenire e dai bisogni del territorio”.

È possibile conciliare i tentativi di sviluppo territoriale col rispetto delle peculiarità ambientali e sociali presenti in un luogo?

“Non solo è possibile, ma è necessario. Lo sviluppo territoriale in un’ottica sostenibile richiede di sviluppare azioni che tengano conto delle specificità locali e degli elementi che caratterizzano e che fanno parte del territorio in cui esse vengono messe in atto. Il punto di partenza è sempre il territorio con la sua conformazione storica e geografica“.

Qual è il ruolo dei degli enti locali, culturali e politici, per l’attuazione funzionale di questi progetti territoriali sostenibili?

“Sono tutti soggetti ideatori e attuatori di questi interventi sostenibili a livello locale. Al fine di sviluppare progetti sostenibili, che quindi tengano conto delle peculiarità di un determinato territorio, bisogna creare sinergie e reti attive con i diversi stakeholder locali al fine di scambiare idee, informazioni, buone pratiche e per rendere la progettualità e la pianificazione delle azioni incisiva, efficace e partecipata. La sostenibilità nasce dai bisogni espressi a livello locale ed è il frutto delle attività delle associazioni, reti ed istituzioni politiche locali che operano per il raggiungimento di questo fine”.

Quale effettivo grado di incidenza assume l’assenza di capitale sociale per il mantenimento e lo sviluppo delle azioni progettuali volte al raggiungimento della sostenibilità territoriale?

“L’assenza di capitale sociale porta inevitabilmente al fallimento di attività sostenibili, perché è il capitale sociale il fulcro della progettualità, dell’attuazione e della capacità del progetto di continuare ad esistere nel futuro. Il rafforzamento del capitale sociale anche attraverso l’interazione con gli enti locali e all’interno della reti territoriali, è la condizione necessaria ai fini di uno sviluppo locale sostenibile“.

Che significato acquistano le pratiche di salvaguardia e rivalorizzazione del patrimonio locale, naturale e antropico, nei contesti di marginalità?

“Le pratiche sostenibili nelle aree marginali si sviluppano attraverso attività di salvaguardia e di valorizzazione delle specificità locali. Queste specificità sono costituite da beni materiali o immateriali legati alla storia di questi luoghi e delle popolazioni che le abitano e le hanno abitate, come nel caso dell’abbazia di Melanico. I nostri territori manifestano una volontà di esistere e di rivalutarsi attraverso il recupero, il mantenimento e la valorizzazione della propria ricchezza paesaggistica, storica e culturale e, nel caso del sito rurale di Melanico, attraverso il recupero dei beni materiali legati all’identità storica dei nostri luoghi e delle nostre comunità”.

Quale l’impegno dell’amministrazione locale rispetto al sito di Melanico? Ci può illustrate il progetto?

“Il Ministero delle politiche agricole e forestali ha inteso istituire un Registro dei Siti rurali storici. Attraverso uno studio condotto dall’ Università di Firenze , facoltà di Scienze Agrarie,sono stati individuati in tutte le regioni italiane luoghi che non hanno subito cambiamenti paesaggistici significativi.La Cerealicoltura di Melanico è uno dei siti individuati nel Molise. Dopo questa prima fase, il Comune di Santa Croce di Magliano ha stipulato un protocollo d’intesa con l’ UNIMOL avvalendosi dell’importante contributo scientifico del presidente della Facoltà di Scienze Turistiche, professore. Rossano Pazzagli e della dottoressa Regina Cosco santacrocese doc. Attraverso la produzione di un dossier contenente dati storici ,culturali,economici e tecnici il Comune ha formulato al MIPAF l’iscrizione nel Registro nazionale dei siti rurali storici. La richiesta ha superato la prima fase di selezione e adesso siamo in attesa di una parere definitivo. L’iscrizione al registro può essere un mezzo per valorizzare le risorse del nostro territorio attraverso politiche di sviluppo sostenibile rispettose delle ricchezze naturalistiche e ambientali”.

aprile 13, 2018 da molione
di Luigi de Capoa

fonte: http://molione.altervista.org/santa-croce-magliano-sito-melanico-intervista-maria-florio/

 

https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18079

 

 


 


 

 

 



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