Santa Croce di Magliano, domenica 11 febbraio 2018

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Teatro-scuola “Grida dal Sud”: le fotografie


 

 

 

Santa Croce di Magliano

Applausi scroscianti di circa quattrocento spettatori per il lavoro teatrale “Grida dal Sud”, scritto dal prof. Luigi Pizzuto, presentato il 3 febbraio 2018 dai ragazzi dell’ Omnicomprensivo “Raffaele Capriglione” presso gli spazi polifunzionali del Centro Comunitario.

“Grida dal Sud”. Un pezzo teatrale originale contro ogni forma di violenza che l’uomo ha manifestato nel corso della storia nel modo più efferato. Al centro della scena il linguaggio colorito del lessico santacrocese, le anziane vestite di nero, segnate dal dolore per tutta la vita per la perdita di un figlio, i palpiti di una sofferenza corale rischiarata da scorci di luce, prodotti dall’incanto improvviso di litanìe e preghiere in latino. Sul palcoscenico, pertanto, la spontaneità dei ragazzi protagonisti, in un contesto ricreato con materiali di scarto, via via ha preso vigore. Stabilendo un rapporto diretto con il vissuto dei presenti. Il tutto per conoscere la verità storica.

Per non dimenticare le stragi naziste. In particolare, la Strage di Tavenna, di cui ricorre quest’anno il 75° anniversario. Un pubblico attento - dunque - costituito da genitori, nonni e rappresentanti delle associazioni impegnati nella riuscita di una manifestazione che, ogni anno, si sforza di qualificare il “Giorno della Memoria” con episodi di storia locale.

Il gruppo teatrale delle classi 1A e 3B, unitamente al Coro del Liceo Scientifico e ai gruppi musicali delle altre classi della Scuola Media e del Liceo, nell’insieme è stato all’altezza del compito. Le tematiche presentate si sono rivelate interessanti. In apertura, un muro di bianche lenzuola, tirate fuori dai cassetti della tradizione, nella sua semplicità, con la scritta “Amore eterno”, un autentico inno ideale al candore da tener presente in ogni azione, con tanti visi di piccoli attori in erba, ha ricordato come oggi sia necessario odiare la guerra, rispettare la persona e amare la vita, per evitare l’odio razziale e l’annientamento della specie umana.

Pietro Squillace, nel contesto di una scena silente, accompagnato dalle tristi note della fisarmonica di Antonio Licursi e Giuseppe Socci, ha rievocato il barbaro episodio. Noto nella storia molisana come la “Strage di Tavenna”, avvenuta il 13 ottobre 1943, presso la Fontanella Canaparo, per rappresaglia, durante l’occupazione tedesca, a seguito del ferimento di un tedesco da parte di un falegname del luogo. Qui, nel piccolo centro molisano, il plotone di esecuzione fucilò tre ostaggi presi a caso tra la folla: due carabinieri, Vincenzo Simone e il diciottenne Giovanni Iuliano, e Giuseppe Di Lena, contadino di cinquant’anni.

“In itinere” il triste episodio è stato collegato ad altri eccidi accaduti a Santa Croce di Magliano tra l’Ottocento e il Novecento. Il gruppo dei briganti della 3B ha rievocato gli eventi efferati subiti da tanti briganti e brigantesse, vestite di stracci, al grido “Ahi Sud, povero Sud!”. In questo momento storico, vilipeso, maltrattato e depauperato delle sue risorse più preziose. Ha colpito il ricordo di Antonio Iacurti fucilato alla spalle del Palazzo de Mattheis per essere stato sorpreso - nel momento in cui sbadatamente usciva di casa - dopo il coprifuoco. Commovente la fine di Antonio Mucciaccio di Colletorto, che si è saputa solo dopo il 1965, grazie all’Associazione Deportati di Milano. Antonio Mucciaccio fu deportato a Mauthausen, lager dove gli internati morivano di stenti oppure mitragliati sulla scala della morte che si trasformava in una “cascata di sangue”. Gennaro Di Stefano e Giuseppe Ziccardi, nei panni di due simpatici banditori, con una vis espressiva degna di nota, hanno rievocato l’episodio di Villa Colagrosso, quando i tedeschi volevano fucilare il custode Luigi Barberio e il podestà Guido Cocco, per via della scomparsa di una cassetta piena di preziosi. Grazie alla presenza a Santa Croce di una donna polacca, che conosceva il tedesco, moglie di Vincenzo Capriglione, vengono scongiurati altre fucilazioni presso il bar Izzo e sul Vecchio Casale.

Toccante infine il “monologo sulla paura” che oggi rende fragile ed insicura l’esistenza umana, interpretato brillantemente da Renzo Iantomasi. Arianna Giuliano, l’alunna della scuola dell’Infanzia più piccola del gruppo teatrale, rivolgendosi agli adulti, ha lanciato un profondo messaggio di pace: “Io odio la guerra perché è brutta, nera, scura e rovina ogni parte della Terra. Io amo la vita come ogni bambino. Voi avete il compito di difendere il sorriso di ogni piccino, nero, giallo, rosso o bianco che sia”. Dulcis in fundo i pezzi più noti dell’olocausto. L’inno di Mameli ha rilanciato l’amore per la patria e la voglia di pace.

La preside Giovanna Fantetti si è soffermata su queste tematiche attuali, rilevando l’importanza dell’iniziativa - nel segno della continuità - che ha portato sulla scena tanti ragazzi tra Materna, Media e Liceo Scientifico. Il Provveditore agli Studi Giuseppe Colombo ha espresso giudizi lusinghieri a favore di una scuola impegnata a tenere alta la voce della verità. Il sindaco Donato D’Ambrosio si è complimentato con gli insegnanti e i ragazzi impegnati in un lavoro di alto profilo.

Nel segno di una memoria senza fine, si sono stretti intorno alla manifestazione - che ha richiesto un impegno notevole - l’Assessore alla Cultura Nicolangelo Licursi, l’Associazione Teatrale “Seme sceme sembe nuie”, Alfieri Flaviano Avis Comunale “Angelo Tatta”, Cristina Colombo “Pro Loco Quattro Torri”, Antonio e Maria Martino “Associazione Musicando”, Liviana D’Ambrosio Oratorio Comunitario “Il Platano” e i rappresentanti delle categorie sociali. Gli apprezzamenti più sentiti sono stati espressi dal vice presidente dell’Anpi Molise Michele Petraroia, dal sindaco di Tavenna Simone Spadanuda e dai parenti delle vittime. L’iniziativa si deve all’impegno dei prof. Eugenio Fiorilli, Teresa Sconza, Michele Macchiagodena e Nicola Grimaldi. E’ doveroso “fare memoria” perché “Nessuna persona muore finchè c’è qualcuno che la ricordi”.

di Luigi Pizzuto

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