Santa Croce di Magliano, sabato 26 settembre 2020

     

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evento


Santa Croce di Magliano e la fede in San Pio: inaugurata targa commemorativa del passaggio del santo nel nostro paese


 

 

Si è svolta martedì 22 settembre una commovente cerimonia in onore di San Pio.
Dopo la Santa Messa celebrata all’aperto sul sagrato della Chiesa di San Giacomo Apostolo, abbiamo scoperto e benedetto una targa commemorativa per ricordare la presenza di Padre Pio a Santa Croce di Magliano.
Era il settembre del 1905 e Padre Pio insieme ad altri frati, di ritorno dal convento di Sant’Elia a Pianisi e diretti verso il Convento di Serracapriola, colpiti da un violento temporale, trovarono riparo sotto ad un portico del Comune di Santa Croce di Magliano per poi essere ospitati nell’abitazione dell’allora arciprete don Prospero Tartaglia dove ebbero la possibilità di asciugarsi al fuoco del camino, cenare e riposare.
Abbiamo sempre detto, e corre l’obbligo di ricordarlo in questi momenti, che non esiste possibilità alcuna di costruire un futuro dalle solide fondamenta se non si ha la capacità di volgere lo sguardo al passato.
È ciò che è stato che ha contribuito nel tempo a costruire l’identità di un popolo, il rapporto con la fede e le tradizioni, ed è bello ricordare l’accoglienza che la comunità santacrocese ha riservato al Santo che ci ha onorato della sua importante presenza.
Si ringrazia tutta l’Amministrazione Comunale per aver creduto fortemente nell’iniziativa, il Sindaco Alberto Florio, il consigliere con delega alla Cultura Giuliana Petruccelli, il parroco don Costantino sempre collaborativo e attento all’ascolto, le famiglie Miozza e Barberio, proprietari dell’immobile dove il Santo è stato ospitato, che fin da subito hanno accettato e mostrato grande entusiasmo ed interesse nel rilascio delle dovute autorizzazioni per l’apposizione della targa.
Si ringrazia la sartoria Iacurti per il drappo donato, la ditta di Di Paola Erminio che gratuitamente ha lavorato per la posa in opera della targa, la cittadinanza per la numerosa e commovente partecipazione e il Consigliere Regionale Romagnuolo che ha preso parte all’evento.
Che San Pio possa rafforzare la nostra fede, illuminare le nostre esistenze, donare a tutti pace, serenità ed amore.

FB. Pierluigi Di Tommaso
vice sindaco
Comune di Santa Croce di Magliano

locandina

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Commovente cerimonia a Santa Croce di Magliano dove l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Alberto Florio ha voluto sancire sia alla popolazione che alle future generazioni, con lo scoprimento di una targa in pietra, un importante avvenimento verificatosi nel lontano settembre del 1905, allorquando Padre Pio di Pietrelcina in viaggio da Sant’Elia a Pianisi per raggiungere insieme ad un gruppetto di frati il Convento di Serracapriola, a causa di un violento temporale, trovò rifugio nella casa che vedete in foto, ( oggi di proprietà Miozza), dove abitava l’allora arciprete don Prospero Tartaglia. I frati furono accolti e rifocillati, trascorsero la notte per poi riprendere la mattina successiva il loro cammino. La Santa Messa tenuta sul sagrato della Chiesa di San Giacomo Apostolo, con relativa benedizione è stata officiata dal nostro Parroco don Costantino, sensibile e sempre disponibile verso la Comunità mentre l’amministrazione comunale è stata rappresentata dal vice Sindaco Pierluigi Di Tommaso e dalla consigliera con delega alla Cultura Giuliana Petruccelli. Molta partecipata e sentita la bellissima toccante cerimonia. Con l’occasione vogliamo ringraziare don Costantino, i proprietari dell’immobile, Miozza e Barberio per la gentile concessione, l’impresa edile Erminio Di Paola che si è offerta per la posa in opera della targa, le sorelle Iacurti che hanno realizzato il drappo e tutti i partecipanti. Veramente una pagina importante per la nostra laboriosa Comunità.

FB. Giovanni Gianfelice
consigliere comunale
Comune di Santa Croce di Magliano

23 settembre 1968, una notte di preghiera a San Giovanni Rotondo: gli ultimi istanti di Padre Pio

San Giovanni Rotondo – La notte del 22 settembre 1968, Padre Pio, è a letto e vuole accanto a sé padre Pellegrino da Sant’Elia a Pianisi. Supplica padre Pellegrino di restare con lui.
A mezzanotte come un bambino pauroso supplicò: «Resta con me, figlio mio»; e cominciò a chiedere con molta frequenza l’orario.
“Mi guardava con occhi pieni d’implorazione, stringendomi fortemente le mani. Poi, come se si fosse dimenticato dell’orario richiestomi in continuazione, mi domandò: «Vagliò, a ditte a Messe?». Risposi sorridendo: «Padre spirituale, è troppo presto adesso per la Messa». Ed egli replicò: «Beh, stamattina la dirai per me».
Ed io: «Ma ogni mattina la dico secondo le sue intenzioni». Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: «Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia».
Risposi: «Padre spirituale, io sono sicuro che il Signore la farà vivere ancora a lungo, ma, se dovesse aver ragione lei, posso chiederle un’ultima benedizione per i confratelli, peri figli spirituali e peri suoi ammalati?» E lui: «Sì che li benedico tutti; chiedi anzi al Superiore che la dia lui per me questa ultima benedizione». Infine mi ha chiesto di rinnovare l’atto della professione religiosa.”
Verso l’una, implora di lasciare il letto e di porsi sulla sedia, nella ricerca di un respirare più facile. Si alza. Senza bisogno di essere sostenuto, esce spedito «come un giovane» dalla cella e s’avvia verso il terrazzino, nel quale si sofferma per cinque minuti, seduto sulla poltrona, girando gli occhi intorno come chi cerchi qualche cosa.
Vuole rientrare nella cella. Sfinito, appesantito, nel tentativo di rialzarsi costata: «Non ce la faccio». Dalla poltrona viene adagiato sulla sedia a rotelle, riportato in cella e riposto sulla poltrona. Il suo viso si fa sempre più bianco. Il sudore bagna la fronte, sempre più freddo.
Le labbra, che si fanno sempre più livide, si muovono per dire in continuità: «Gesù! Maria!». Costatando progressivo peggioramento, padre Pellegrino accenna di muoversi per andar a chiamare qualche altro confratello. «Non svegliare nessuno» – Padre Pio gli raccomanda.
Tuttavia, padre Pellegrino è in corsa febbrile per invocare il superiore. Sono circa le ore due. Nella cella, attorno a Padre Pio, abbandonato sulla poltrona, stanno il superiore padre Carmelo da S. Giovanni in Galdo, padre Pellegrino, fra Guglielmo, il medico dottor Sala.
S’ode il respiro affannoso, difficile, lievemente rantolante. Accorrono altri: padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi, suo confessore; padre Mariano da Santa Croce di Magliano; padre Paolo da San Giovanni Rotondo, che gli amministra l’unzione degli infermi; i dottori Giuseppe Gusso, direttore sanitario di Casa Sollievo, e Giovanni Scarale, che gli praticano respirazione assistita; il nipote Mario Pennelli.
Si prega. In giaculatorie, s’intrecciano i nomi di Gesù e di Maria. Padre Pio, afflosciato sulla poltrona, vestito del suo abito francescano, stringendo tra le dita la corona del rosario.
Alle ore 2.30 del lunedì 23 settembre 1968, dolcemente, chinò la testa sul petto: era spirato. Il dottore Giuseppe Gusso, presente al trapasso, lo definisce «il più sereno, il più dolce» che egli abbia mai visto.

Fonte: Michele Crisetti – sindaco di San Giovanni Rotondo

 


 


 

 

 



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