Santa Croce di Magliano, martedì 28 dicembre 2021

     

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recensione


“Il poeta del Molise. Vita e opere di Nicola Iacobacci”. Recensione a cura di Pasquale Licursi


 

Santa Croce di Magliano

“Il poeta del Molise. Vita e opere di Nicola Iacobacci”. E’ il libro fresco di stampa pubblicato dalla casa Editrice LAMPO di Campobasso, scritto da Michele Castelli e Giovanni Mascia.

Una antologia critica ad ampio raggio dell’opera omnia di uno scrittori tra i più importanti del panorama molisano venuto a mancare nel maggio 2018. Gli autori (raffinati e profondi studiosi), affrontano la poesia di Iacobacci come bisognerebbe affrontare sempre la poesia. Con estrema cura dei particolari e soprattutto con il rispetto vero per una personalità così importante e determinante per la cultura locale e nazionale. Nicola Iacobacci era, ed è, un poeta vero. Riservato in vita e profondo nello scrivere. Ha dedicato tutta la sua vita alla scrittura e ai versi. Un gioiello vero e proprio la prefazione di Giambattista Faralli, altro monumento molisano e studioso sempre attento alle dinamiche del profondo. Mai banale. Insomma questo libro è davvero un evento importante per la nostra terra e non deve sfuggire a quanti amano la letteratura. Nostra e nazionale.
Il corposo volume intanto si presenta in una veste tipografica eccellente e già questo è un motivo valido per accarezzarlo e sfogliarlo. Poi si parla di poesia vera e l’omaggio non risulta mai distaccato e lontano. È un libro tecnicamente impegnativo, certo, ma non è solo e semplicemente tecnica. È il lavoro che va oltre il meccanicismo di maniera. È fondamentalmente un atto d’amore vero e proprio di chi, oltre ad amare la poesia di Iacobacci lo ha conosciuto davvero, lo ha frequentato e lo ha, sotto molti aspetti, vissuto. E si capisce bene. Non è sostanzialmente un atto dovuto ma voluto col cuore, dal profondo dell’anima.
Chi conosce il poeta saprà che la sua vita letteraria abbraccia circa 50 anni e attraversa il Molise nel suo profondo, nei suoi odori, nelle sue tradizioni. Ma lo fa da una visione universale senza mai cadere nel foklorismo e nella retorica che molto spesso ci tocca leggere. Nel susseguirsi dei capitoli la prova certa che la poesia di Iacobacci ha come punto di riferimento la sua terra, senza la quale non sarebbe possibile nessun verso ma dai suoi versi il Molise diventa riferimento universale, parola senza confini e la stessa luna o gli alberi sono del mondo intero. L’analisi, poi, di Castelli e Mascia non lascia alcun dubbio sulla autenticità dell’opera magistrale che consegna definitivamente, se ce ne fosse stato bisogno, il poeta Nicola Iacobacci alla immortalità.
Un poeta esemplare – come ben lo definisce Luigi Pizzuto in una sua brillante recensione. Da questo libro, dunque, tutta l’anima della poesia del poeta torese, analizzata con criterio scientifico e con riferimenti antologici impeccabili. Leggerlo significherà approfondire e conoscere nel profondo l’opera del poeta, la sua storia anche e la sua grandezza stilistica.
Iacobacci è il poeta del Molise. Non solo. Ma è anche maestro di poesia capace di cogliere, in una prospettiva estetica di natura sublime, ogni dimensione reale accarezzata dalla luce dell’anima (ancora Luigi Pizzuto nelle sue note critiche). Per quanto riguarda il sottoscritto aver aperto le pagine del libro ha significato ritrovare due conoscenze importanti e non solo dal punto di vista culturale. Castelli e Mascia, per me, sono punti di riferimento fondamentali e quotidiani. Veri e propri fari nell’oceano dell’esistere. Il loro avvicinarsi alla vita, ai testi, alle opere in genere, la loro onestà intellettuale, mi è sempre stata d’aiuto per affrontare le giornate.
Con questo lavoro confermano quanto già sapevo. La loro passione per la poesia vera e per un cammino che non è semplicemente starci, così, ma è uno starci con la consapevolezza di seminare e magari lasciare il segno. Un tentativo, insomma. Come la loro vita insegna. Il poeta del Molise, oltre ad essere un lavoro impeccabile, rappresenta la passione e l’amore per la poesia del poeta Iacobacci. E lo fa in una forma che definirei umana. E la cosa non passi sotto silenzio perché è fondamentale oltre che determinante. Ogni molisano che si rispetti dovrebbe possedere una copia di questo libro. Magari in buona vista. Per non dimenticare.

Pasquale Licursi

 


 


 

 

 



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