Santa Croce di Magliano, martedì 16 febbraio 2021

     

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tradizioni


Santa Croce di Magliano. L'emergenza sanitaria annulla anche i festeggiamenti del carnevale. La Pro Loco Quattro Torri ricorda la tradizione con un testo storico e una galleria fotografica


 

Carnëvalë riccë riccë
maccarunë e savëciccë

Con queste parole, un grande medico e poeta di questa comunità, Raffaele Capriglione, apre la sua poesia dedicata al carnevale santacrocese. Un carnevale, per certi versi centenario, che affonda le radici almeno nel lontano ‘800.

Una tradizione storica, la nostra, demarcata dalla classica mascherata santacrocese: una sfilata di uomini e donne di ogni età e cultura, che si riversavano per le vie del paese portando la quaresima o “quarantana”, in lutto per la scomparsa del marito Carnevale, in groppa ad un asino.

Era una festa popolare, che toccava ogni sorta di classe sociale, durante la quale veniva preso in giro ogni genere di uomo in quanto tale.

Una festa molto sentita dalla comunità, tanto da partecipare in massa alla sfilata “luttuosa” (allegorica) della cara moglie di Carnevale.

Negli anni, come sempre accade nelle comunità di ogni genere, la tradizione pian piano sparì, mantenendo traccia della sola "mašquarata" dei ragazzini, che riuniti in gruppi, spesso di quartiere, si aggiravano per le strade della cittadina in cerca di doni, cantando canzoni che gli venivano tramandate per via orale dai nonni e dai genitori.

Negli anni ’80, un nostro illustre concittadino, il signor Pietro Foschini, riporta in paese le antiche tradizioni tramandate dal medico e poeta Raffaele Capriglione nei suoi scritti.

Ripropone la sfilata allegorica con la classica “processione funebre”, la quale, però, cambia soggetto e vede, in groppa all’asino, “u ciuccë”, il fantoccio di carnevale, che veniva condotto tecnicamente al patibolo e bruciato in piazza, sotto gli occhi della sua sposa che sfilava in abito bianco di fianco all’asino.

La tradizione venne quasi subito persa di nuovo, mantenendo intatte soltanto le sfilate in maschera dei ragazzini.

Anch'essa, come tutte le tradizioni che si conservano, fu poi destinata a mutare e a diventare una festa dai più moderni lineamenti per non scomparire del tutto.

Nel 1998, l’Associazione culturale "Strana Eco", motivata dalla grande voglia di mantenere vivo il Carnevale, propose di rivoluzionare la classica sfilata delle maschere e di riunire i gruppi per creare dei carri allegorici così come, già da tempo, si faceva nei comuni limitrofi di Colletorto e Larino.

Da li a pochissimi anni, anche questo modo di festeggiare il carnevale venne meno, tant’è che se non fosse stato per qualche iniziativa delle scolaresche, anch’esso sarebbe caduto nel dimenticatoio.

Nel 2014, il rinnovato direttivo della Pro Loco 4 Torri iniziò a lavorare sul recupero delle tradizioni e feste popolari scomparse.

Negli anni a seguire, venne l’idea di riproporre l’incendio del fantoccio di Carnevale in piazza. Una manifestazione da subito ben vista dalla popolazione, che inizio man mano a partecipare alle nuove “mašquaratë”, riportando il carnevale all’idea dell’antica festa tramandataci dalla storia di questo nuovo Santa Croce, con una traduzione storica popolare che si perde nella memoria del tempo.

GALLERIA FOTOGRAFICA STORICA

www.facebook.com/media/set?vanity=proloco4torri&set=a.3885996108117959

 

 

 

 


 


 

 

 



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