Santa Croce di Magliano, martedì 12 gennaio 2021

     

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ricorrenza


12 gennaio 1921 - 12 gennaio 2021. A cento anni dalla morte di Raffaele Capriglione, in esclusiva per SantaCroceOnLine, riceviamo e pubblichiamo articolo a firma di Michele Castelli, autore della fondamentale Antologia Poetica Dialettale | Link storici: nel 2007 l'intitolazione del Liceo Scientifico; nel 2016 la ristampa della Settimana Santa; nel 2018 l'apertura della Sala Capriglione al Sacrocam


 

 

 

 

A CENTO ANNI DALLA MORTE DI RAFFAELE CAPRIGLIONE

di Michele Castelli

Santa Croce di Magliano ha avuto il privilegio di dare i natali il 23 aprile 1874 a uno dei personaggi più illustri del Molise, Raffaele Capriglione. Uomo di indiscusse qualità professionali, ma anche e soprattutto poeta e scrittore di opere genuine, di profonda ispirazione, che per fortuna già da tempo hanno cominciato a varcare la soglia del ristretto suolo paesano. Sin dall’adolescenza dimostrò la sua vena artistica scrivendo in prosa una specie di diario sui ricordi di una festività religiosa a lui molto cara, la Settimana Santa, che poi nell’età matura riprese sintetizzando vari elementi stilistici che caratterizzeranno la futura produzione poetica: l’uso del vernacolo, la satira, e la descrizione particolareggiata di personaggi ed episodi della sua Santa Croce amata.

L’ironia, in particolare, per canzonare bonariamente non solo i personaggi e le circostanze delle sue composizioni ma principalmente sé stesso, si convertirà in una particolarità che l’accompagnerà durante tutta la sua breve esistenza. È lo scherzo ingenuo, mai pungente, provocato appena per strappare sorrisi in quei tempi di guerre, pestilenze, povertà e rassegnazione. Un aneddoto narrato dalla figlia Anna a chi scrive, ne dà la dimensione fin dagli anni più giovani. “Papà – racconta – era studente dei primi anni di Medicina. Allora gli studenti universitari non erano molti e l’Università era frequentata di solito dai più abbienti per cui con qualche mancia agli inservienti si poteva portare a casa, nascostamente, qualche pezzo anatomico per studiarlo. Non so come fece papà si portò a casa uno scheletro intero smontato e lo teneva nascosto. Una sera che il padre era rimasto in campagna e in casa c’erano solo le serve, i due vecchi zii preti, l’avvocato e la zia monaca ed essendosi ritirati tutti nelle loro camere, a papà venne in mente di fare una burla alle sorelle. Le cinque ragazze si attardavano a tavola dopo cena e si dilettavano ad ascoltare il fratello che le allietava con i racconti della città. Ad un certo punto papà disse alle sorelle: ‘Sapete, c’è un ospite che bisogna ricevere.’ ‘Oddio, ce lo dici adesso? Ci dobbiamo cambiare.’ ‘Non importa, tanto non ci vede.’ ‘Come non ci vede? Poveretto, è cieco?’ ‘E sì, è cieco, ma non ci sente neppure e non parla.’ ‘Ma che dici!’ ‘E sì, è cieco, sordo e muto.’ Le ragazze cominciarono a innervosirsi ed anche le donne di servizio che erano intente a sparecchiare restarono perplesse. ‘Bene, lo vado a chiamare.’ E si presentò con lo scheletro; la testa infilata nell’indice, il tronco nel braccio e le gambe a cavalcioni sull’altro braccio. All’apparizione si puó immaginare il terrore delle ragazze e delle serve: strilli, urla, svenimenti... e lui rimase lì come un allocco inebetito. A tanto frastuono arrivò il “previtone” Don Pasquale con il revolver spianato credendo chissà quale aggressione nel vedere le nipoti svenute e terrorizzate. Gli corse appresso urlando ‘ti sparo, ti sparo.’ Papà si rifugiò nella stalla, mise lo scheletro nella mangiatoia e lui vi dormì sotto in compagnia dei cavalli ruminanti e così rimase lì tutta la notte...” Quello scheletro – aggiungo io – poi ricostruito fu condotto nella Chiesa di San Giacomo e collocato su di un catafalco con un falcione in mano, simbolo della morte, nel mese di Novembre di ogni anno fino al termine del primo conflitto mondiale.

Raffaele Capriglione fu inoltre un uomo dalle convinzioni ferme che spesso si scontravano con l’ambiente bigotto e fortemente conservatore dell’epoca. Non cedeva, se aveva fatto una scelta, neppure di fronte alle più terribili minacce. Un esempio il suo matrimonio con una popolana, Lucia Cicora, contrastato dal padre e appena tollerato dal resto della famiglia. Mai un minimo dubbio sfiorò la coscienza del Nostro. Amó la sua compagna con intensità fino al giorno della sua scomparsa prematura colpita nel 1918 da quella terribile influenza che si conobbe con il nome de La Spagnola, pandemia che nella prima metà del secolo scorso decimò la popolazione del mondo, e che ora ha deciso di rifarci visita sotto altra spoglia. Che quell’affetto fosse stato per sempre e senza limiti si sa da un episodio trasmessoci anch’esso da Anna, la figlia diletta: “Nel ’19 papà era un vedovo ancora giovane, aveva 45 anni e tutti lo invogliavano a riprendere moglie. Ci furono parecchie candidate... ma una particolarmente sembrava potesse andare, secondo i parenti: una ricca vedova di un paese vicino, moglie di un avvocato deceduto in guerra da tenente. Si combinò una visita da un parente comune. Andammo io e papà col dott. Antignani. I signori che ci ospitarono erano i ‘più’ del paese e ci fecero un’accoglienza straordinaria. La signora era una bella donna bionda... La sera tornammo a casa dove ci aspettava mio fratello Carlo (io 13 anni, lui 15), l’altro, Vincenzo, ventenne, era in Polonia ancora militare per il plebiscito dell’Alta Slesia. Ci mettemmo intorno al fuoco e papà ci domandò se eravamo contenti di avere un’altra mamma... Noi dicemmo subito di sì... E allora papà ci fece un discorso patetico e rivolta a me disse: ‘Ora sei tu che occupi il posto di tua madre... tu hai le chiavi dei mobili di casa, sei tu la padrona e qualunque cosa vuoi apri e prendi. Quando ci sarà l’altra occuperà il posto di tua madre... Ve la sentite di vedere girare per la casa un’altra donna che non è vostra madre?... Questa casa era lei ad illuminarla’. Finì che scoppiammo in lacrime tutti e tre e ci abbracciammo, ed ognuno di noi vide quella mamma che avevamo tanto amata e lui più di tutti perché spesso mi diceva: ‘Tua madre non era una signora di nascita, ma era più signora di animo di tante signore nate’... E tutto fu mandato a monte...”

Dal 1900 Raffaele Capriglione alternó in paese la sua professione di medico con la produzione di una vasta opera poetica essenzialmente in vernacolo, per fortuna raccolta nella ormai conosciuta Antologia poetica di Raffaele Capriglione, curata da chi scrive. Liriche di un grande spessore letterario che passarono in rassegna le tradizioni, i costumi, le festività della sua Santa Croce, tramandando uno spaccato di storia locale importantissimo quale retaggio per le nuove generazioni. Un’attività frenetica che si spegne solo nel momento della morte, avvenuta il 12 gennaio 1921, all'età di soli 47 anni, nell'assoluta maturità professionale e artistica. “Il 6 gennaio prese freddo sul balcone di casa che dava dalla parte della campagna – ci racconta ancora Anna. – C’era il sole ed era un gennaio particolarmente tiepido, tanto che su una pianta di rose sul balcone era sbocciata una rosellina. Il medico Don Giovanni Mascia venne a trovarlo e stettero sul balcone al sole tutto il pomeriggio: alla sera papà aveva la febbre a 38 gradi [per cui] il decesso non fu né per tumore, né per cirrosi come ebbe a dire qualche biografo disinformato, ma per una polmonite che a quei tempi non era curabile: o si risolveva da sola o si soccombeva”.

Morì povero, "lasciando in retaggio una lezione e un esempio di stile fermo e severo e di fedeltà a certi valori – scriverà Moffa nel 1964 – perché possedeva la saggezza che fa riconoscere la sterilità nascosta nell'egoismo e insieme aveva l'intuizione che conduce con naturale spontaneità alla rinuncia della mercede con una generosità così piena da far pensare alla gioia della dedizione più assoluta. Il suo animo era forte e gentile, come di chi, poeta autentico, affonda lo sguardo di là del limite e vede in alto e lontano".

Oggi 12 gennaio del 2021, quando si compiono cento anni dalla morte del nostro illustre cittadino e poeta, i santacrocesi dobbiamo sentirci fieri del retaggio ricevuto, e assumere l’impegno di mantenerlo vivo nelle coscienze delle future generazioni.

 

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LINK DI APPROFONDIMENTO

Sito web del professore Michele Castelli
http://www.michele-castelli.com/it

 

Antologia poetica dialettale di Raffaele Capriglione
http://www.michele-castelli.com/ita/book/15

 

Nel 1957 il Comune di Santa Croce di Magliano volle rendere un sentito tributo alla memoria del figlio illustre, e in quella che fu la casa nativa, venne murata una lapide che con scrittura incisiva, forse ideata dal medico e giornalista Angelo Tatta, sintetizza per la posterità la vigorosa personalità artistica e umana di Raffaele Capriglione. Si legge testualmente:
"IN QUESTA CASA EBBE I NATALI RAFFAELE CAPRIGLIONE MEDICO INSIGNE, POETA DIALETTALE CHE IN PITTORESCHI VERSI RITRASSE UOMINI E COSTUMI DEL SUO PAESE ED ALL'AMORE DELL'ARTE UNI UN'ESEMPLARE MODESTIA. IL COMUNE ALLA MEMORIA DI UN FIGLIO COSI BENEMERITO".

 

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illustrazione di Pietro Mastrangelo (1987)

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le pubblicazioni del "Progetto Dorraffajele" (anni '90) - edizioni ENNE

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dalle news di SantaCroceOnline

INTITOLAZIONE LICEO SCIENTIFICO A RAFFAELE CAPRIGLIONE

giovedì 08 marzo 2007
Il Liceo scientifico di Santa Croce sarà intitolato a Raffaele Capriglione
https://www.santacroceonline.com/2007/news/mar/1_15/liceo/index4.htm

giovedì 29 marzo 2007
Riceviamo e pubblichiamo copia della delibera n.65 del 16/02/2007
con la quale si procede ufficialmente all'intitolazione del liceo a Capriglione

https://www.santacroceonline.com/2007/news/mar/16_31/liceo/index.htm

 

 

LA SETTIMANA SANTA

domenica 20 dicembre 2015
Nuova veste tipografica e stilistica per la "Settimana Santa" di Capriglione
https://www.santacroceonline.com/2015/news/dic/16_31/settimanasanta/index.htm

mercoledì 24 febbraio 2016
La Settimana Santa a Santa Croce di Magliano
Finalmente a stampa la "poderosa opera" di Raffaele Capriglione: un'opera e un autore eccezionali nel panorama letterario e artistico molisano
https://www.santacroceonline.com/2016/news/feb/16_29/capriglione/index.htm

mercoledì 04 maggio 2016
Presentazione del libro La Settimana Santa a Santa Croce di Magliano nell'ambito della rassegna "Viaggio nella bellezza"
http://www.santacroceonline.com/2016/news/mag/1_15/viaggionellabellezza/index.htm

 

 

INTITOLAZIONE SALA CAPRIGLIONE

lunedì 04 giugno 2018
Con la Delibera di Giunta Comunale n. 47 del 24.05.2018, il Comune di Santa Croce di Magliano ha intitolato a Raffaele Capriglione una sala del Museo SACROCAM
http://www.santacroceonline.com/2018/news/giu/1_15/salacapriglione/index.htm

martedì 03 luglio 2018
La Sala Capriglione è realtà: pronta al Sacrocam e visitabile dal pubblico
https://www.santacroceonline.com/2018/news/lug/1_15/salacapriglione/index.htm

 

 


 


 

 

 



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