Santa Croce di Magliano, giovedì 07 aprile 2022

     

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a bagoli del trigno


Progetto “Dolorosa et Lacrimosa”, simboli e tradizioni della Settimana Santa in Molise. Tra gli oggetti presi in esame anche la "quarantana" di Santa Croce di Magliano


 

ASSOCIAZIONE CULTURALE “GRUPPO VOLONTARIATO BAGNOLESI”

In collaborazione con le associazioni
“MISTERI E TRADIZIONI”, “TURISMO IN MOLISE”

COMUNICATO STAMPA

PROGETTO “DOLOROSA et LACRIMOSA”
PASQUA 2022
MUSEO delle TRADIZIONI
VIA CHIESA, 18
BAGNOLI DEL TRIGNO (IS)

Il Progetto “Dolorosa et Lacrimosa” prende il nome dalla descrizione posta sopra l’altare della Madonna Addolorata nella Chiesa del nostro paese ed è stata scelta per rappresentare il lavoro di ricerca sull’espressione del dolore nelle nostre comunità che nel tempo si sono votate alla figura di Maria Addolorata.

Come principale peculiarità dell’esposizione, una mostra fotografica riporta in un unico spazio le foto delle statue delle Madonne Addolorate di tutti i 136 comuni del Molise. Per la raccolta è stato utilizzato lo strumento del Web, utile soprattutto in periodo di pandemia, così come molto utile è stata la rete creata nel tempo tra tanti paesi della regione che hanno contribuito a velocizzare la raccolta. Contributi importanti sono stati offerti anche dalla collaborazione con l’Associazione “Turismo in Molise” e con l’ Associazione di Campobasso “Misteri e Tradizioni” custodi e realizzatori attivi della sfilata del Corpus Domini con i Misteri del Di Zinno.

L’organizzazione del Gruppo di Volontariato di Bagnoli ha convogliato questa sinergia in una mostra temporanea presente nell’esposizione d’Arte contadina e delle Tradizioni già avviata da circa un anno in paese con diversi ambienti allestiti.

Un tentativo, quindi, di collegare simbolicamente ogni paese, mostrando come ognuno, a modo suo, mette in atto la devozione della Settimana Santa, evocata dallo sguardo di dolore della Madonna Addolorata a cui ogni fedele si vota nei momenti di difficoltà. Non a caso nel mondo contadino, se si vivevano periodi di siccità o di clima avverso, era proprio l’Addolorata che veniva portata in processione nelle Campagne per chiedere vicinanza e grazia risolutiva. Dolore e devozione in un anno particolare che ci vede timidamente uscire da una pandemia e ci catapulta nel dramma avvertito della Guerra.

Un collegamento non scontato è proprio presente nell’immagine che abbiamo riproposto nell’Esposizione con la Statua del Cristo portato via dalla Cattedrale armena di Leopoli per salvarlo dai bombardamenti; proprio a voler rimarcare di quanto sia importante la cultura e la conservazione del patrimonio e di come il popolo si rispecchia in questi simboli religiosi.

Ogni Addolorata ha la sua particolarità, da quelle più famose a quelle più particolari, con inserimenti di preziosi (corone, aureole o spade), quelle a manichino, quelle lignee, quelle di gesso. Quelle con donazioni di particolari preziosi che ci fanno capire quanto fosse stata forte la devozione, da parte di un mondo povero che di certo non poteva permettersi il lusso, ma che offriva quello che aveva per fede e devozione.

Nella mostra ci saranno dei pannelli illustrativi sui principali Riti della Settimana Santa in Molise, come la Processione del “Teco Vorrei” di Campobasso, la Processione degli Incappucciati di Isernia, la Quarantana di S.Croce di Magliano (con una copia che ci è stata donata dalla stessa associazione) e le tradizioni presenti in tutti i piccoli paesi.

Per i riti dei due capoluoghi di Regione verranno proiettati dei documentari, su gentile concessione del Professor Mauro Gioielli, che meglio di ogni altro supporto ripropongono i suoni e le immagini di queste tradizioni. (“Il Dolore Celebrato” – Palladino Editore)

Nell’esposizione è riproposto anche l’uso degli altarini, presenti in molte case contadine nella Settimana Santa, con il Grano germogliato, i vari prodotti tipici culinari pasquali, come il “Caciatill”, i “Cacclliand” e le “pupe” in pasta zuccherata con l’inserimento delle uova sode, simbolo della Pasqua sempre presente.

Una lettura tradizionale e religiosa che vuole riunire le espressioni comuni ad ogni paese; saranno riproposti e descritti usi e costumi del XIX e XX secolo attraverso le memorie delle persone anziane che negli anni si sono raccontate. Non solo un ricordo nostalgico del passato, però, ma una viva conservazione, una scelta di riproporre diversi riti, anche nel rituale religioso, che stiamo perdendo e che invece possono essere riletti anche in chiave di unione comunitaria, coesione e promozione.

Tradizioni che ci contraddistinguono, ma anche apertura a tutte le altre realtà straniere presenti nella comunità. Per creare unione e socializzazione abbiamo voluto coinvolgere tutte le presenze etniche presenti in paese per conoscerle e spesso renderci conto delle similitudini con le nostre. Hanno contribuito alla raccolta, quindi, anche persone di diversi paesi: Polonia, Romania, Ucraina che hanno raccontato le loro tradizioni religiose e culinarie del periodo pasquale, riproposte nell’esposizione.

Immancabile la visita alle chiese del paese che conservano le nostre 2 Addolorate, quella della Terra di Sopra e quella della Terra di Basso. Nella Chiesa di S.Silvestro Papa è presente anche un presepe Pasquale, con diorami sulla Passione di Cristo dall’Ultima cena alla Resurrezione, realizzato qualche anno fa e lasciato in forma permanente.

Molto particolare anche il Cristo nella stessa chiesa che viene schiodato dal Crocifisso e portato nella Processione del Venerdì santo, grazie ad un meccanismo snodabile nelle braccia.

Insomma la ricerca di nuove occasioni per mostrare sempre un lato nuovo del paese continua e apre le porte a tutti coloro che vorranno visitare la nostra terra anche in questo periodo dell’anno ricco di tante iniziative.

Info e contatti in locandina.

 

 


 


 

 

 



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