Santa Croce di Magliano, sabato 02 luglio 2022

     

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scuola


Santa Croce di Magliano: la prof. Rachele Porrazzo saluta la scuola: "Il liceo è stato il mio punto di inizio e la chiusura di un cerchio"


 

 

Oggi per me si chiude un sipario, ma mai quello dell' amore che nutro per la scuola e per i miei alunni di ieri e di oggi, che tanto mi hanno donato nel corso degli anni.
Onorata di aver condiviso con ognuno di loro momenti importanti di crescita umana, scolastica e professionale.
Un grazie di cuore va a ciascuno di loro, alle famiglie, ai colleghi, al personale ATA, ai Ds che ho incontrato nel corso della mia carriera. Voglio ricordare i luoghi, perché troppe sarebbero le persone, con i sorrisi, i sogni, le speranze, le attese: ...Sannicandro Garganico, Apricena, Torremaggiore, Vico del Gargano, Vasto, Larino, Termoli, Santa Croce di Magliano.

Riavvolgo il nastro dei ricordi, non senza un pizzico di stupore per le tante esperienze vissute e un po' di malinconia: quanta bellezza nel mio lavoro! Vivere, crescere, respirare, accompagnare giovani alunni nel difficile periodo dell'adolescenza che responsabilità, che fatica, ma anche quanta fortuna! L'insegnante è colui che innaffia la giovane pianta affinché cresca rigogliosa e forte perché possa resistere al vento impetuoso delle aspettative disattese e dei falsi idoli che pure si incontrano nella vita, insieme alle tante, per fortuna, cose belle. Occorre calibrare acqua e nutrimento, perché il giovane virgulto non appassisca e secchi. Occorre guardare con gli occhi dell'anima perché le radici diventino solide fondamenta, tronchi robusti e rami protesi al cielo ad accogliere sole, vento e quanto la natura può offrire di più luminoso e puro alla vita.
Ciò che lasciamo ai giovani è ciò che domani raccoglierà la società, perché i giovani di oggi saranno i protagonisti del domani.
Studiare significa gettare ponti verso un futuro migliore. Studiare con discernimento e spirito critico significa rispettare l'uomo per tutto ciò che è e ciò che è in/con esso.

Sono stata fortunata a laurearmi in architettura e ad insegnare poi Arte, perché questa materia racchiude in sé tutto lo spirito delle altre discipline; attraverso il linguaggio dell'arte ho potuto avvicinarmi alla sensibilità di ciascun alunno in modo diverso e personale. Non so quanto io possa esserci riuscita, ma vi assicuro che in ogni momento della mia giornata lavorativa questo era il mio primo obiettivo.

Il liceo di Santa Croce è stato il mio punto di inizio e la chiusura di un cerchio: qui arrivai tremante nel 1971 al primo anno di scuola superiore, qui mi diplomati nel 1976, qui tornai docente dopo la terribile esperienza del terremoto del 2002, qui oggi chiudo la mia carriera scolastica non senza emozione e dolore nel lasciare questo mondo che per tanti anni è stata la mia seconda famiglia.

Vorrei dire grazie ad uno ad uno ai miei amati alunni, specialmente a quelli che lascio a metà percorso (6 classi), alle loro famiglie, al personale di segreteria, ai collaboratori scolastici, ai colleghi e alla dirigente Giovanna Fantetti. Vorrei dire grazie alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli anni e con le quali ho potuto lavorare in sinergia nei tanti progetti svolti sul/ per il territorio, alle associazioni, a santacroceonline e alle parrocchie. Grazie all' Associazione Eip Italia per avermi inserita nel proprio organico nazionale e onorata di prestigiosi riconoscimenti.

Grazie a tutti per non avermi mai fatta sentire sola, grazie per gli attestati di stima e affetto che, assicuro, sono da me ricambiati con lo stesso slancio Voglio ricordare e ringraziare i miei insegnanti, dalle elementari, alle medie, alle superiori: sono stati per me guida al pari del faro per i marinai e fonte al pari della sorgente per gli assetati: a loro devo tanto di ciò che sono oggi.
Voglio ringraziare i miei genitori, per avermi sostenuta con impagabili sacrifici e guidata in ogni passo della mia vita e per aver creduto nel valore dell'istruzione, vero ed unico affrancamento da soggezioni di qualsiasi altra natura.

Grazie a mia sorella per aver trasformato il dolore in semina fruttuosa nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

Infine voglio ringraziare mio marito Franco per il sostegno: se tante cose ho potuto fare nel corso della mia carriera lavorativa, scolastica ed extra-curriculare lo devo a lui e al supporto morale e logistico che non è mai venuto meno. In ultimo voglio esprimere il mio grazie più profondo alle mie figlie Marina e Veronica, per aver creduto nel valore della scuola ed essersi dedicate allo studio con slancio e passione, raccogliendo così a piene mani i frutti dell'impegno e del sacrificio. So bene che i figli non appartengono a noi, ma al mondo nel quale essi vivono, però nelle azioni di Veronica si proietta il mio amore per la scuola, mentre in quelle di Marina il rispetto dell'uomo nella sua accezione più nobile. Semplicemente, posso dire di essere una mamma fortunata e orgogliosa.

Cosa farò domani? Non lo so, non ci ho ancora pensato. Spero di godere di un po' di serenità e salute per avere tempo da dedicare alla mia famiglia, ai miei hobby e, perché no?, Anche alla mia amata scuola!
Grazie di cuore a tutti e a ciascuno, "mattoni unici ed indispensabili" della mia ideale "costruzione di scuola". Una scuola solida e sicura, palestra di crescita di donne e uomini forti e responsabili!.

Rachele Porrazzo
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