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I RACCONTI DEGLI EMIGRANTI


Tra gli italiani del Québec vi è una coesione superiore rispetto a quella che esiste tra gli italiani dell'Ontario e delle altre province.
Qualcosa di fondamentale distingue gli italiani del Québec dagli italiani delle altre province. Il tema meriterebbe un'analisi a parte, per la sua importanza.
Io lo esaminerò brevemente.
Noi costituiamo in questa provincia una realtà umana dove le caratteristiche italiane appaiono più spiccate rispetto a quanto esiste nelle nostre comunità altrove in Canada. Ciò avviene perchè, mentre in Ontario o in Columbia Britannica il modello di vita anglo-americano esercita una attrazione molto forte sui nuovi arrivati, italiani inclusi, qui nel Québec, di fronte alle due solitudini francese e inglese, noi immigrati italiani com'è già stato notato da moltissimi studiosi, abbiamo finito con il costituirne una terza. 
I franco-quebecchesi hanno ormai il controllo delle leve sociali, culturali e politiche. Ma la loro capacità di attrarre gli altri, spingendoli a diventare franco-quebecchesi, appare limitata. Che si pensi al fenomeno seguente: negli Stati Uniti, un italiano che lì viva da vent'anni considererà un complimento che qualcuno gli dica: "Lei parla come un americano, non avrei mai immaginato che lei non fosse nato quì". 
Nel Québec invece, il fatto di parlare francese come un "Qébéquois" non viene considerato un complimento. Ma non è solo una questione di lingua. Il modello globale di cultura e civiltà franco-quebecchese non presenta un forte grado di attrazione per noi. La maniera di vivere quebecchese, di passare il tempo libero, di mangiare, di intendere i legami familiari, il valore che essi danno al risparmio, la loro concezione dell' amicizia non seducono gli italiani. Questi, a ragione o a torto, considerano di avere poco da imparare dai quebecchesi, per cui preferiscono conservare la propria maniera di vivere e di sentire. Si può dire che un tale fenomeno non sia molto diffuso nella storia dell'emigrazione, il fenomeno cioè di gente che ha lasciato la propria terra, allo scopo di migliorare le proprie condizioni di vita, e si è insediata in un paese più ricco ed evoluto, e che considera di avere più da insegnare che da imparare dalla gente del luogo. Non mi riferisco certo alla maniera in cui, nel Quebec, funzionano cosa pubblica, istituzioni, servizi - gli italiani sanno che nessun paragone è possibile con l'Italia, patria del mal governo e del disservizio - ma a una certa maniera di vivere e di sentire dei franco-quebecchesi. Ed è proprio questo nostro distacco dal modello di vita franco-quebecchese a spiegare perchè a Montreal gli italiani, dopo tanti anni, siano rimasti ancora così italiani, conservando la lingua e la loro essenza originaria, molto più di quanto sia successo per gli italiani trovatosi a vivere, per esempio, in Ontario.

Articolo di Claudio Antonelli apparso su "INSIEME" 
settimanale locale pubblicato a Montreal 
in data 8 marzo 2001 

 

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