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1° maggio: festa dei lavoratori


 

Da oltre cento anni la Festa del Lavoro viene celebrata il 1° Maggio da milioni di persone in ogni angolo del mondo.
Da oltre un secolo questa data rappresenta una giornata di festa, di lotta e di impegno civile per tutti: lavoratori, disoccupati ed emarginati.
La giornata del 1° maggio è particolarmente sentita a Santa Croce di Magliano ed è profondamente legata alla figura di Nicola Crapsi (Santa Croce di Magliano - 1899/1965) il primo rappresentante politico molisano, all'inizio degli anni Sessanta, che ebbe accesso all'organismo dell'assemblea legislativa nazionale in veste di rappresentante dell'ex Partito Comunista Italiano.

 



 

"Primo maggio a Santa Croce di Magliano... Un Primo maggio particolare..."

 

di Tarcisio Tarquini

 

... un primo maggio particolare. E’ quello che si svolge a Santa Croce di Magliano, un paesino del Molise che ricorda ogni anno, nel giorno della festa dei lavoratori, uno dei capi più importanti e rimpianti del movimento operaio della regione. Nicola Crapsi, nato nel piccolo centro, nel 1899 e morto a Roma nel 1965, figlio di mezzadri, fu sindaco socialista di Santa Croce subito prima del fascismo e dirigente comunista negli anni della seconda guerra mondiale e nell’Italia repubblicana. 

Fu sindacalista della Cgil per un lungo periodo e il primo parlamentare della storia molisana. Il primo Maggio a Santa Croce di Magliano è la sua festa. Un’intensa festa paesana, piena di gente, che trova il suo momento più emozionante nell’affollatissimo corteo che nel pomeriggio si snoda lungo le vie cittadine. E che, quasi una processione laica, si apre con l’effigie del sindacalista verso cui dalle finestre delle case vengono lanciati fiori e confetti".

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Nicola Craspi

La particolarità di Crapsi sta nel fatto che fu il primo rappresentante politico molisano, all'inizio degli anni Sessanta, che ebbe accesso all'organismo dell'assemblea legislativa nazionale in veste di rappresentante dell'ex Partito Comunista Italiano.
La sua originaria militanza va però ricercata nell'allora Partito Socialista, a favore del quale aveva inteso mettere su la locale sezione, oltre ad un suo pressante interessamento per la fattiva organizzazione della Camera del Lavoro.
Nato a Santa Croce di Magliano nel 1899 da genitori mezzadri agricoli, si allontana in giovane età dal paese natio al fine di tentare di realizzarsi economicamente a Roma, ma fu arruolato coattivamente ed inviato al fronte in occasione dell'ultima fase della Prima Guerra Mondiale, entrando a far parte della schiera dei "Ragazzi del ‘99”, i quali tra l'altro si fregiarono successivamente del titolo di Cavalieri di Vittorio Veneto.
Fu poi congedato anticipatamente per motivi familiari. La dura esperienza militare gli valse in ogni caso come veicolo di crescita personale, giacché egli ebbe modo, in quella tragica situazione, di incrementare la consapevolezza della caducità umana.
Nel periodo postbellico, paga con la reclusione presso il carcere frentano il suo interesse, espressosi inizialmente in maniera violenta, verso le categorie sociali meno abbienti contrapposte al padronato ed ai proprietari terrieri, anche se in seconda istanza giudiziaria è scagionato dalle accuse mossegli.
Proprio in virtù delle motivazioni a base del suo imprigionamento, è investito della carica di delegato nazionale socialista. Poco tempo prima dell'avvento del fascismo, è eletto sindaco di Santa Croce, ma non ricopre più il mandato in corrispondenza della presa del potere da parte di Mussolini.
Si sposta in Abruzzo per un lungo periodo e, prima del termine del secondo conflitto mondiale, aderisce al Partito Comunista. Diviene segretario della federazione territoriale comunista teramana e, qualche anno più tardi, torna a Campobasso per svolgere lì la stessa funzione politica.
Successivamente ricopre diverse cariche: come sindacalista all'interno della CGIL, in qualità di rappresentante comunale a Campobasso, e come consigliere provinciale. Rappresenterà i suoi elettori a Roma, al Parlamento, per circa un biennio, poiché morirà nella capitale italiana nel 1965.

 

LA CAMERA DEL LAVORO DI SANTA CROCE DI MAGLIANO

appunti di storia

[ tratte dal libro "Una scelta di vita" - vol I - di Donato Del Galdo ]

Santa Croce di Magliano: "Lo sciopero a rovescio del 1920 dei mietitori"

[...] i compagni comunisti di Ururi, Santa Croce di Magliano, Rotello...

[...] Dopo i primi giorni di lotta, il compagno Formichelli si rivolse alla Camera del Lavoro di Santa Croce di Magliano

 


foto-story anni '40, '50, '60

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foto-story anni '70/ '80/'90

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le foto del 1 maggio scattate e pubblicate da SantaCroceOnLine

 

2002... primo maggio 2003... primo maggio 2004... primo maggio
2005... primo maggio 2006... primo maggio 2007... primo maggio
2008... primo maggio

 


La Festa del Lavoro affonda le sue radici nelle battaglie intraprese dal movimento operaio verso la fine del secolo scorso. 
Il primo maggio del 1886, infatti, negli Stati Uniti, la "Federation Trade and Labor Unions" aveva proclamato i primi scioperi ad oltranza per chiedere di sancire contrattualmente l'orario lavorativo di otto ore. 
Le agitazioni riguardarono circa 400 mila lavoratori dei diversi stati dell'Unione e provocarono scontri con la polizia, come avvenne il 4 maggio a Chicago, dove al termine di una grande manifestazione con oltre 80 mila persone una vera e propria battaglia causo' 11 morti ed un centinaio di feriti. 
La decisione di organizzare una manifestazione a data fissa per ridurre legalmente la giornata di lavoro fu presa pero' solo tre anni più tardi, il 14 luglio 1889, approvando all'unanimita' una mozione presentata dai delegati francese e statunitense al Congresso della Seconda Internazionale. 
In Europa la prima celebrazione della Festa del Lavoro si ebbe quindi nel 1890, con esclusione dell'Italia dove l'allora presidente del Consiglio, Francesco Crispi, imparti' ordini severi ai prefetti di reprimere sul nascere qualsiasi manifestazione di piazza. 
Nel nostro paese la prima commemorazione della Festa del Lavoro si tenne l'anno successivo, il primo maggio del 1891, in un clima tutt'altro che tranquillo, tanto che a Roma, in scontri tra polizia e dimostranti, ci furono due morti e decine di feriti. 
Dal 1891 fino all'avvento del fascismo il primo maggio coincise con le celebrazioni della Festa dei Lavoratori, ma dall'ambito sindacale dell'orario di lavoro le rivendicazioni si estesero al terreno dei diritti civili e a quello della politica internazionale del Paese. 
Dopo l'ottobre del 1922 Mussolini decise di abolire le celebrazioni del primo maggio e stabili' la data del 21 aprile (Natale di Roma) per festeggiare "il lavoro italiano e non quello inteso in senso astratto e universale". Durante il ventennio di regime fascista, tuttavia, in molte grandi citta' le commemorazioni proseguirono, sia pure in modo clandestino. 
Nel 1945, con la Liberazione, il primo maggio torno' a coincidere con la festa del lavoro. 
Delle celebrazioni in epoca repubblicana resta memorabile per la sua tragicita' quella del 1947 a Portella della Ginestra, nelle campagne del palermitano, dove durante una manifestazione di braccianti i banditi di Salvatore Giuliano spararono sulla folla uccidendo 11 persone. 
Negli anni successivi le celebrazioni del primo maggio si intrecciano con le vicende interne alle confederazioni sindacali e agli svilupi della situazione politica, sociale ed economica dell'Italia. Il primo maggio 1990, anno del centenario, CGIL, CISL e UIL organizzano una celebrazione a Milano, nell'area degli ex stabilimenti Ansaldo, alla quale partecipa, per la prima volta nella storia della Festa del Lavoro, il presidente della repubblica.

 

 



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