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Storia - Latini e Albanesi a S.Croce


Cenni storici sulle due congreghe religiose in S.Croce di Magliano

Tratto da uno scritto dell'avvocato Benedetto Capriglione (11 settembre 1893) 

"L'antica terra di Magliano aveva non molto lungi da se un Castello o Casale, che prese il nome di Santa Croce dalla propria Chiesa, ... spopolato e quasi distrutto dal terremoto del 1456. 
Quando il governo ottomano occupò l'Albania e l'Epiro, apportò la devastazione e lo spavento di quei popoli tanto che parte di essi si rifugiarono in Italia ed una buona colonia di Albanesi prese stanza in questo Casale verso il 1470. La vitalità di costoro richiamò la gente sparsa dal terremoto ed altra dei vicini paeselli, e tutti riuniti ricostruirono le case diroccate e ne fabbricarono delle nuove, e del Casale ne formarono un paese di forma quadrilatera, tutto murato, con quattro torri ai quattro angoli, e due porte, ed incominciò da quell'epoca a comparire nella storia.. I nuovi e i vecchi abitanti, perché la maggioranza era straniera, non si fusero, ma si mantennero separati occupando il lato orientale, gli Albanesi, e quello occidentale, i Latini. Per cui l'antica Chiesa sotto il nome di Santa Croce, da cui comincia il lato orientale fino alla porta, fu detto Greco e greca la porta, mentre la Chiesa sotto il titolo di S.Antonio con l'attigua porta furono dette Latine. Nella Chiesa Greca eravi l'arciprete, che governava tutto il paese, e nel 1632 in quella di S. Antonio di Padova fu stabilito il rito latino. Nel 1609 gli abitanti della Terra di Magliano, assottigliati per l'emigrazione in Santacroce, essendo divenuto inabitabile il fabbricato, per la patita iattura del terremoto, l'abbandonarono intieramente trasportando con se, da quella Chiesa Arcipretale, i loro Sacramenti e Sacramentali, che conferirono nella Chiesa di S. Antonio, in Santa Croce di Magliano. Nuovi abitanti quindi nuove abitazioni, ed è sorto per incanto, in confine coi latini, un nuovo borgo sul sistema edilizio dell'antico. Con ciò divenne maggioranza la popolazione latina, la quale tenne in tale soggezione l'Albanese da apportare ad essa l'abbandono degli usi e costumi e finanche la lingua della loro antica patria, finché nel 1727, Monsignor Tria, Vescovo di Larino, col consenso dei pochi greci rimasti, abolì il rito greco, soppresse l'Arcipretura ed il Rettorato e, nominò di seguito il solo Arciprete nella Chiesa Latina. 
Dopo il 1609 gli Albanesi, divenuti minoranza, pur conservando fino agli ultimi tempi il rito greco nella loro Chiesa, fin d'allora si erano immedesimati nei latini, sia nelle necessità della vita, sia nel culto. Eravi allora una sola Congrega, quella del Ssmo Rosario, ed i Confratelli erano misti, cioè Greci e Latini, come osservasi nelle antiche liste dove si leggono cognomi latini (esempi: Casciano, Caruso, Cappiello, Ciavolla, Colombo, Di Falco, Manzo, Iammarino, Ferrara, Guglielmo) e albanesi (esempi: Crapsi, Del Gatto, Licursi, Sebastiano). La congrega era nella Chiesa Latina, perché non Arcipretale e ciò per averla indipendente dall'arciprete, tanto che dopo il 1927, quando divenne Arcipretale quella Latina, la Congrega si trasferì in quella col titolo di Santa Croce. Tale titolo poi fu abbandonato, e la Chiesa, da allora ad oggi è stata sempre detta del Ssmo Rosario, o più comunemente Greca...."

 

 



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