Storia - casati e signorie
Durante il periodo svevo , il casale di S. Croce è un feudo della Casata
Stipite che lo conserva anche dopo l'avvento della signoria angioina,
allorquando, nel 1266, i suoi possessori (Adenolfo de Stipite, la moglie
Tommasina, la figlia Floresia e il fratello Roggero) lo donano al monastero di
S.Eustachio in Pantasia (S.Giuliano di Puglia). Non è accertato per quanto
tempo il casale fosse alle dipendenze del suddetto monastero ma si sa che nel
XVI secolo il casale di S.Croce e Magliano appartenevano a Giulio Caldora.
L'imperatore Carlo V privò quest'ultimo del secondo feudo che donò a Ludovico
Acciappaccia (1528).
Nel XVII secolo il casale è posseduto dal duca di Telese, Bartolomeo Ceva
Grimaldi. A Bartolomeo succede il figlio Angelo al quale viene tolto il casale
(1701) perché partecipa alla rivoluzione di Macchia. S.Croce diventa così
proprietà del Regio Demanio. Quando il Regno di Napoli viene conquistato
dall'Austria, S.Croce torna al suo proprietario dispensato dall'esilio ma egli
muore dopo soli due anni senza eredi. Carlo V ne fa così regalo a Rocco Stella
di Modugno. A questi succede il nipote Pietro al quale è privato nel 1734 per
opposizione al regime. S.Croce torna proprietà del Demanio e nello stesso anno
è aggiudicato dalla Regia Corte al Duca Luigi Lante della Rovere per una somma
di 100.000 ducati. L'ultima titolare del feudo è la figlia Marianna, vedova
Falconieri.
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