Pubblicato su www.santacroceonline.com il 07/05/2002 a cura del prof. G. Di Stefano

 territorio: dissesti


Caratteri geomorfologici  I  Lineamenti geologici e tettonici generali  I  Serie stratigrafica locale

Caratteri idrogeologici  I  Neotettonica e sismicità  I  Terremoti  I  Dissesti

 

Sono localizzati quasi esclusivamente lungo il versante meridionale e sud-occidentale dell'abitato e interessano i materiali detritici, la Argilla Varicolori e i termini pelitici del Flysch di Faeto. In particolare disturbano tutto il lato a valle di via Principe di Piemonte e Corso Umberto I e una fascia a valle di via Cupello. Trattasi di colamenti (Sigla Varnes; Flow-Like Formes di Hutchinson) localmente di tipo traslazionale, ampiamente diffusi sul territorio molisano, che attualmente creano problemi piuttosto rilevanti a diversi manufatti (palestra scuola media, palazzine I.A.C.P., abitazioni private). Un attento rilevamento di superficie ha evidenziato, oltre ai caratteri precipui di questa tipologia di fenomeni eversivi (rigonfiamenti, ondulazioni, cigli di distacco, piccole scarpate di frane) anche due direttrici di instabilità in corrispondenza delle quali si sono verificati evidenti fenomeni di ribassamento:
quella superiore, a Nord dell'attuale campo di calcio e lungo tutta la Villa Comunale, quella inferiore al contatto tra il termine calcareo-marnoso del flysch di Faeto e le Argille Varicolori. Tali direzioni potrebbero riferirsi a lunghe fessure subparallele al pendio. I colamenti, nel periodo più recente, sono caratterizzati da velocità piuttosto lente e fasi di riattivazione correlate a periodi particolarmente piovosi. Non è da escludere l'azione di scuotimenti sismici. Analizzando le cause che concorrono ad un tempo in maniera sfavorevole ad alterare l'equilibrio dell'intera area, esse possono distinguersi in:
- geologiche: le Argille Varicolori ed il termine marnoso-argilloso del flysch di Faeto predispongono ai fenomeni di colamento. Infatti la struttura originaria di questi litotipi è stata notevolmente disturbata, soprattutto nelle fasce superficiali dove sono in fase avanzata i processi di degradazione che impegnano uno spessore anche significativo di materiale ricoprente la Formazione intatta. In questo spessore il materiale si presente destrutturato, degradato e al limite dell'equilibrio;
- morfologiche: l'acclività naturale del versante e sue variazioni nel corso del tempo anche per azioni antropiche, predispongono ad un aumento delle sollecitazioni di taglio applicate alle fasce di pendio;
- idrogeoligiche: il termine calcareo-marnoso del flysch di Faeto giace a contatto con i materiali detritici e con le Argille Varicolori. La fitta rete leptoclasica del Complesso flyscioide consente alle acque meteoriche di infiltrarsi e percolare in profondità drenando in modo preferenziale verso i materiali detritici nella parte superiore ed emergendo al contatto con le Argille Varicolori basali. In entrambi i casi ne derivano significative diminuzioni della resistenza al taglio dei materiali interessati;
- antropiche: rivestono un ruolo fondamentale per l'equilibrio generale, in quanto la maggior parte dell'area risulta abbondantemente antropizzata. È evidente, infatti, che i numerosi scavi e gli appesantimenti dovuti ai manufatti, incrementando le tensioni tangenziali, determinano una accelerazione del fenomeno eversivo;
- climatiche: si riferiscono principalmente ai momenti di innesco degli eventi franosi, quando periodi di intensa e/o prolungata piovosità seguono a periodi di siccità. Possono verificarsi, in questo caso, un incremento notevole della capacità infiltrativa delle acque meteoriche e variazioni di portata valida nei fossi presenti con aumento delle azioni erosive;
- dinamiche: non è stato possibile valutare l'incidenza dei sismi sui movimenti di S. Croce di Magliano per mancanza di idonea documentazione. È noto, tuttavia, che le sollecitazioni di natura sismica possono incrementare le pressioni neutre e diminuire la resistenza al taglio. Ciò, data la presenza e disposizione areale del materiale detritico, potrebbe innescare un movimento viscoso (Mud-Flow) sovraimposto al colamento, come riferito da vari autori (Del Prete e altri, 1990). In questo caso, il movimento sarebbe improvviso e con danni notevoli.
A conclusione di questo testè riportato emerge che quest'area comunale è caratterizzata da un Rischio Geologico degno di nota, inteso in termini di rapporto tra pericolosità geologica e potenziale vulnerabilità antropica. L'individuazione dei principali fattori che di volta in volta si combinano negativamente e concorrono a costituire elementi di pericolo, postulano già da ora un uso oculato e razionale dell'area medesima.

Foto prof. Gaetano Di Stefano

 



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