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Luigi Mastrangelo  -  l a   s u a   a r t e 


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... Il 6 marzo del 1958, alle ore 15,30, nasce in un paese del Molise Luigi Mastrangelo, aggiungendo una unità al registro delle nascite del Comune di Santa Croce di Magliano e al lavoro degli stanchi impiegati comunali. Luigi non ricorda lo stato metereologico del giorno che lo aspetta per accoglierlo sulla terra, ma se alla critica è permesso immaginare credo che era una di quelle giornate in cui il cielo è pieno di cose: il sole che appariva e scompariva, le nuvole che assumevano forme di animali, piante e uomini bizzarri, il vento che aiutava a fare le nuvole, la pioggia che se n'era appena andata, e, siccome si intona, l'arcobaleno che passando da quelle parti colorava un tratto di cielo augurando al pargolo buona fortuna. Ma se Luigi non ricorda tutto questo, frutto dei miei giochi di fantasia, più tardi mi ha raccontato che suo padre Pietro, pittore di antica e consumata esperienza, gli dedicò nelle ore appena trascorse una solenne sbornia e un quadro in cui vi erano rappresentati un fucile, un cavallo, un pene con le ali e una scritta in cui si leggeva: "È maschio!!!". Se tutto ciò fosse un segno del destino non è dato a molti saperlo, ma il fatto è che nell'attimo della nascita, in quel momento sorgente che segna il primo confine della vita, mettendo in moto un meccanismo d'esistenza che scioglie gli anni, le azioni e i pensieri dell'uomo per consegnarlo al limite gelido della morte, Luigi ebbe, a sua insaputa, un dono che lo avrebbe accompagnato negli anni a venire: la fortuna auguratagli dall'arcobaleno di avere un padre pittore. Pietro Mastrangelo andava, a quei tempi, a dipingere per campi e colline e quando il figlio raggiunse l'età di due anni lo portava sempre con sé affidandogli matite, colori e fogli con cui scarabocchiare; mentre più tardi, quando Luigi poteva ormai contare fino a otto anni, incominciò a condurlo per chiese, palazzi e case in cui si recava a fare restauri e decorazioni. Luigi visse così un'esperienza che ha il sapore dell'inevitabile e che negli anni della vita adulta, quando l'innocenza dell'infanzia si nasconde nell'avanzata della ragione, doveva fatalmente tornare nella sua attività di artista. Partito da quelle rive Luigi Mastrangelo ha preso poi seriamente e professionalmente a fare l'artista e quando ciò è accaduto, alcuni anni fa, egli si è ricordato di tutte queste cose facendole convivere, nelle sue opere, con gli stimoli ricevuti dalla cultura dei mass media. Infatti c'è stato un periodo in cui l'artista ha dedicato molta attenzione ai cavalli e non solo a quello consegnatogli dall'impronta del padre, ma anche alle suggestioni del cavallo a dondolo con cui giocava da piccolo e a quelli di cartapesta, legno e stucchi sui quali saliva durante le feste patronali. Nel suo paese l'artista ha anche appreso l'amore per la natura, il sogno e la fiaba, segni essenziali della cultura popolare, com'è evidente dai quadri pieni di rose, gigli, ninfe e piante e per un mondo remoto in cui la natura si confondeva con la cultura.

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