Presentare lo
stendardo per noi, oltre che motivo di orgoglio, vuol essere
un incentivo, uno sprono ad un maggiore impegno alle attività che il
gruppo si è imposto all'atto della sua fondazione.
La realizzazione del
disegno è nata tenendo conto dei pochi cenni storici reperibili sul
nostro paese. È questo uno dei motivi primari per il quale il nostro
gruppo lavora, perseverando nella ricerca non solo a livello
folkloristico ma soprattutto a livello storico, visto che, o per
distrazione, o per non curanza, siamo uno dei pochi paesi che non
possiede un esatto quadro storico delle proprie origini e delle proprie
tradizioni.
Per questo il nostro vuol essere anche un motivo in più,
per sollecitare coloro i quali possiedono del materiale a riguardo, al
fine di collaborare per una ricerca veritiera, complete e definitiva.
Dunque per la realizzazione di questo stendardo pochi sono i
riferimenti, uno dei quali, gia nell'anno 1240, parlava di
Santa Croce così come risulta nelle memorie storiche di monsignor Tria
alla pagina 448.
Più tardi invece si parlava di Santa Croce di Magliano
ed era esattamente l'anno 1456; di Magliano perché, forse, proprio dal
nome che portava un paesino poco distante caduto in rovina a causa di
epidemie e di eventi bellici. Stessa sorte toccava ad altri due paesi
confinanti, Maglianello e Civitella. Gli abitanti di tali località
anch'essi colpiti dalle stesse disgrazie dovettero rifugiarsi in altre
zone limitrofe così, unendosi diedero luogo a quello che oggi si chiama
Santa Croce di Magliano.
Abbiamo così la simbiosi di questi tre paesi in
una zona più salubre dove poter ricostruire una vita e una esistenza più
sopportabili; nasce così una cultura da queste unione di civiltà. Il
riferimento delle tre torri è chiaro e preciso; esse si riferiscono ai
tre paesi scomparsi dai quali emerse una nuova collettività, Santa Croce
di Magliano che porta la bandiera delle quattro civiltà. Da questi
pochi elementi è stato tratto il materiale per la realizzazione del
nostro stendardo.
Il tutto, è chiaro, ci è stato tramandato nella
maggior parte da una tradizione orale che vede come protagonisti i
nostri nonni e i nostri bisnonni, che accanto al fuoco, ci raccontavano
queste favole stupende, con quel fervore e nostalgia che hanno permesso
alla storia di non essere dimenticata.
di Gaetano Alfieri
Vorrei
qui riaffermare che lo scopo del nostro gruppo oltre a quello
folkloristico e di ricerca, è quello di stimolare una vita sociale di
gruppo. Attraverso il lavoro e il divertimento offrire, a chi opera con
noi, un senso al proprio tempo libero, alla propria, se vogliamo,
esistenza.
Nel corso dei vari
anni di operato abbiamo accolto chiunque volesse dedicare a queste cose
il proprio tempo libero. Purtroppo oggi sono poche le persone che
aderiscono a queste bellissime esperienze.
È evidente che manca la
volontà nella maggior parte della gente a rivalutare certi valori della
vita, come l'impegno e il lavoro. È mancata anche la giusta spinta a
far si che questo gruppo si affermasse nella sua totalità.
Questo
gruppo se aiutato, può ancora offrire tanto a questo paese; l'egoismo
non ha mai prodotto positività. Se tutti insieme aiutiamo questi ed
altri gruppi a consolidarsi, avremo in futuro una gioventù più fresca
e viva, più decisa e consapevole di quello che vuole e, soprattutto di
quello che pensa. È giunta l'ora di agire, di vivere le proprie idee, e
solo attraverso la partecipazione attiva e presente ci si può svegliare
da questo torpore sociale che porta agli innumerevoli e gravissimi
problemi del nostro mondo contemporaneo.
di Gaetano Alfieri
|
|
|
||
|
|||