Cultura - Music story a Santa Croce di Magliano
Il fenomeno KAPSA KOPILA: l'etno-music santacrocese
Articolo
di Giovanni Mucci
apparso sul periodico "Abraxas"
(aprile 2000)
L’Italia vanta una delle migliori
tradizioni musicali al mondo, che sicuramente non teme confronti, anche se la musica anglosassone e quella americana (con tutto il rispetto per le altre) continuano a farla da padrone sul mercato internazionale. Comunque, in questo ultimo anno nel nostro paese si è allargato il modo di intendere la musica e di suonarla, dando origine a varie realtà in ogni genere musicale, tanto da
rivalutare anche molti aspetti delle nostre culture etniche, avvertendo comunque la presenza di influenze provenienti dall’estero. Sono nati molti gruppi che seguono nuove tendenze, che seguono una propria strada in maniera originale.
Noi a Santa Croce, abbiamo avuto modo di accorgercene in maniera particolare grazie alle ormai famose
“tre serate etniche” in programma durante la stagione estiva, nell’ambito dell’estate santacrocese. Abbiamo potuto vedere, coi nostri occhi, che cosa sta succedendo nel mondo della musica italiana. Abbiamo potuto ammirare gruppi ormai affermati come gli
AGRICANTUS o i NIDI D’ARAC e abbiamo potuto comprendere la loro
ricerca musicale sui valori e sulle radici delle loro rispettive culture.
Su tutto il territorio molisano, nascono, ormai, sempre più gruppi di ogni genere; siamo veramente di fronte ad una gradevole realtà se pensiamo che la nostra piccola regione è sempre stata all’ultimo posto in tutti i sensi. Anzi addirittura possiamo notare due particolari tendenze: lungo la costa è molto valorizzata la musica
SKA e quella PUNK, mentre all’interno c’è una massiccia percentuale di
ROCK.
Molte sono anche le manifestazioni musicali organizzate proprio allo scopo di mettere in mostra questi giovani talenti (tra cui ricordiamo il
BONEFRO ROCK).
Il nostro gruppo nasce in questo contesto, pur mantenendo una propria, decisa, personalità e
autonomia.
Per non seguire i soliti parametri musicali già presenti, è nata l’idea di ripercorrere le nostre origini popolari, di ricominciare con la musica in modo diverso, coscienti dei problemi e delle difficoltà a cui ciò avrebbe portato. Partendo da questo presupposto abbiamo dato il via a questa
“avventura”, se cosi possiamo definirla, armati di molto coraggio, ma soprattutto di quella voglia che ognuno di noi aveva nel riuscire nell’impresa, iniziando a
documentarci su quanto accadeva in passato, quando per divertirsi bastava pochissimo e anche nella povertà si trovavano le cose più belle.
All’inizio è stato molto difficile perché era necessario partire con il piede giusto, cercando di non scadere troppo nel demenziale e di non fare cose troppo scontate. La nostra idea principale era quella di
creare qualcosa di nuovo partendo con qualcosa di vecchio, aspirando ad una forma diversa e originale che caratterizza anche le nostre personalità, cosa non facile se pensiamo che oggi praticamente tutti sono sempre più alla ricerca di qualcosa di diverso. Quindi abbiamo provato a
“ristudiare” la nostra cultura musicale, rispolverando non quelle canzoni già affermate e conosciute, ma qui
racconti, quelle poesie o quelle massime sconosciute ai più e quasi dimenticate, ma che rivelano un alto contenuto musicale per quanto riguarda la nostra etnia.
Questo “recupero” è stato possibile anche grazie a chi ha vissuto personalmente nel passato, portando con se, nel proprio cuore, fino ai giorni nostri queste
manifestazioni della cultura popolare di Santa Croce.
Ma oltre al passato del nostro paese abbiamo pensato anche al presente, alla società moderna che ha ormai preso il posto di quella contadina e che quindi ha cambiato il modo di vedere le cose. A tutto ciò abbiamo accostato il nostro modo di intendere la musica, il nostro bagaglio musicale (frutto di vari generi musicali), che hanno portato
ad una nostra rivalutazione personale delle radici popolari. Quindi la nostra è una rivalutazione delle radici popolari in chiave
moderna.
Al di là di queste affermazioni, ci riteniamo comunque completamente liberi di fare le nostre scelte sia a livello musicale, sia per quanto riguarda il testo. Non ci sentiamo obbligati o guidati da nessuno, anche perché siamo pur sempre un modesto gruppo a livello dilettante, che ha i suoi limiti, che tende soprattutto a divertirsi, sperando in più di qualche rosea previsione per il futuro.
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