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FIGC
LND
Comitato Molise
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Eccellenza
2009/2010
la
partite della
Turris Santa Croce

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Campionato
di Eccellenza
2009 / 2010
Play
Off - finale
domenica 16 maggio
ore 16.00
+
12 
Campobasso (CB)
Stadio Selva Piana
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Real Isernia
- Turris 2-0
Marcatori: Nardolillo (I) 15', Cifani (I) 71'.
Real
Isernia: Manfredonia, Esposito, Verruti; Chisena,
Vallefuoco, Vitiello; Sivilla (93' D'Ottavio), Cifani,
Rotunno, Catalano, Nardolillo (44' Tufo). Allenatore: Di Prisco (a
disposizione: J. Del Riccio, Ricci, Onorato, Fraccola,
Mingione)
Turris:
Ciarniello, Longo, Ferrantino; Iannacone, Irmici,
Benedetto; Di Tullio (46' Vigilante), Di Claudio, Panico,
Stango, Annunziata.
Allenatore: Lo Polito (a disposizione: Mascia, Colucci, Papa, Carità,
Pasquale, De Vita)
Arbitro:
Ranaldi (Tivoli) - Assistenti:
Maratea e Farina
Espulsi: Rotunno (I) al 40' per fallo di reazione
Ammoniti: Esposito,
Chisena, Vallefuoco, Sivilla (I) Benedetto, Di Claudio,
Stango (T)
Note: palo di Di Claudio, traversa di
Annunziata, gol annullato a Stango
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RASSEGNA
STAMPA
E
ora tutti in Sicilia, come cantano a squarciagola gli
ultrà, ma non certo a godersi il sole di Cammarata. È
iniziata col gelo di dicembre questa pazza rimonta del Real
Isernia. Quando nessuno avrebbe scommesso un solo euro
sull'undici di Di Prisco è stato proprio allora che i
pentri si sono ricompattati. Ora, dopo la finale playoff
vinta contro una Turris a cui resta l'onore di un torneo
strepitoso nonostante la prestazione sotto tono di ieri a
Selvapiana, l'ambiente sogna la serie D da subito. Comunque
vadano gli spareggi nazionali, però, l'impresa della
società presieduta da Gianni Monfreda è servita
innanzitutto a riaccendere la miccia in una città che non
aspettava altro che riappassionarsi al calcio. Una condotta
quasi perfetta, quella del Real Isernia. Che ha giocato 50'
in inferiorità numerica ma, gestendo al meglio il gol di
vantaggio, ha addormentato il confronto trovando come primo
alleato un undici avversario che si è lasciato imporre i
ritmi bassi al di là dei due legni che gridano vendetta
nella prima frazione.
Eppure era la Turris a godere di quel 51% di partenza, come
si addice alla squadra che in queste situazioni può ambire
a due risultati su tre. Percentuale confermata anche
dall'avvio bassomolisano visto che al 5', su una corta
respinta della difesa, Di Claudio va alla stoccata dal
limite ma scheggia soltanto il palo alla sinistra di
Manfredonia. La pressione scende però di tono col passare
dei minuti. Panico, recuperato alla vigilia in attesa che
venga definita la questione del Daspo, e Stango girano
troppo a largo di un Annunziata che inizia col piglio giusto
ma poi vede appannarsi progressivamente le idee. Vitiello e
Vallefuoco non concedono un pallone nel gioco aereo, così
come dall'altra parte Irmici e Benedetto all'anomalo
centravanti Rotunno. Il Real Isernia, però, sa che può
fare leva sull'imprevedibilità di Cifani e Sivilla, ed è
proprio su quest'asse che si sviluppa l'incursione al minuto
11, con l'ex Bojano che si inserisce tra le linee a destra,
serve il compagno ben appostato sul secondo palo ma il colpo
di testa è impreciso. Sivilla saprà però rifarsi subito
con l'assist che taglia la difesa della Turris e sul quale
Nardolillo attacca lo spazio e si inserisce al momento
opportuno, infilando poi Ciarniello nell'angolino basso.
La reazione della Turris non è quella che tutti si
attendono. Di Tullio ci prova dal limite al 22' ma
Manfredonia alza in angolo. Il Real risponde invece con un
tentativo a sorpresa di Nardolillo appena dopo, ma la sfera
si spegne fuori bersaglio. La Turris guadagna punizioni
sulla trequarti in quantità industriale ma non le sfrutta.
La più pericolosa risulta quella scodellata al centro da
Panico, con doppio colpo di testa, l'ultimo dei quali di
Annunziata termina alto. Al 40' l'episodio che potrebbe
cambiare la partita. Rotunno rifila un inutile quanto
scellerato colpo proibito a Irmici e, seppur l'arbitro non
se ne avveda, c'è l'assistente Farina che nota tutto e
induce il direttore di gara a estrarre il cartellino rosso.
La Turris ha un moto d'orgoglio e Annunziata, innescato da
Di Tullio, scarica sulla traversa (42'). Di Prisco non
aspetta allora nemmeno l'intervallo. Nardolillo viene
sacrificato per esigenze tattiche e al suo posto entra Tufo
per una sorta di 4-3-1-1 con Cifani centravanti, un modulo
che farà spazio al più 'classico' 4-4-1 nella ripresa
visto l'arretramento successivo di un Sivilla che spazia a
tutto campo. Negli spogliatoi, invece, Lopolito lascia Di
Tullio sotto la doccia, dirotta Ferrantino a sinistra per
sprigionare Longo (che spreco vederlo per 45' a terzino!) e
collocare dietro di lui Vigilante. Il Real Isernia vuole
anestetizzare l'incontro e ci riesce.
I pentri guadagnano con esperienza secondi preziosi a ogni
minima occasione mentre la Turris pare non avere alcuna
voglia di inserire un'altra marcia. Per annotare qualcosa
bisogna riconsiderare un'incornata di Stango che si spegne
fuori, ma l'undici di Di Prisco è vicino al proprio
capolavoro. Il Real copre bene gli spazi, non concede il
minimo varco e trasforma il continuo giro-palla della Turris
in una sterile e snervante esercitazione tattica. Ma non
solo. Al 69' giunge anche il 2-0.
La linea santacrocese sembra quasi ritenere che sul fallo
laterale esista il fuorigioco, che in realtà non è
previsto dal regolamento, e concede quel metro di troppo a
Cifani, che può così trasformare la rimessa con le mani di
Esposito in un eurogol da posizione impossibile che
sorprende il distratto Ciarniello. Per Cifani è il
coronamento di una prestazione sontuosa, con l'esterno che
ha fatto il trequartista, la prima punta e infine anche il
bomber. Cosa chiedere di più? La gara è sempre più nelle
mani dell'Isernia e non ha nulla da esprimere. Vano il
timido assalto finale della Turris. Stango (86') di prima
intenzione fa strappare solo applausi a Manfredonia, col
numero uno che si ripete due giri di lancette dopo quando
respinge la stoccata di Di Claudio. Il pallone balla in area
ma Panico non trova l'impatto, confermando come per lui non
sia giornata. Il Real Isernia può così arrivare senza
patemi al triplice fischio. Con questi presupposti il match
in Sicilia potrà diventare tutt'altro che un semplice
viaggio nell'incantevole profondo sud. Il Kamarat si
consideri avvisato. I ragazzi di Di Prisco, e con loro tutta
Isernia, non hanno alcuna voglia di scherzare.
di
Mario Colalillo, Primo Piano Molise
Il
collettivo vince sui singoli
Longo ‘sprecato’, Cifani super
di
PIERLUIGI BORAGINE, Primo Piano Molise
Ha
vinto la squadra che ha giocato meglio. Ha vinto la squadra
sui singoli, l'organizzazione tattica (in particolar modo
difensiva) sui colpi di genio dei funambolici attaccanti di
Lo Polito. Ha vinto, probabilmente, la motivazione che ha
spinto il Real Isernia a gettare il cuore oltre l'ostacolo,
al cospetto di un avversario, la blasonata Turris, che sulla
carta era senza dubbio superiore.
4-2-3-1 - Ha convinto il 4-2-3-1 di Silvio Di Prisco.
Che ha puntato su un gioco semplice ma lineare, con Rotunno
unica punta. L'allenatore ha il grande merito di aver
reinventato Cifani, valorizzandolo, portando l'ex Bojano a
giocare più vicino alla porta, da seconda punta, tra le
linee, libero di svariare e, soprattutto, di inventare senza
l'assillo di dover coprire e rincorrere l'avversario sempre
e comunque. E non a caso lo spilungone napoletano ha messo a
segno la rete che ha archiviato la pratica Finale,
sedicesimo sigillo di una stagione straordinaria. Mai prima
d'ora Cifani aveva segnato con tale continuità: devastante,
imprendibile, soprattutto quando ha potuto battere a rete. E
poi la linea difensiva: corta, stretta, organizzata, attenta
nelle coperture e nelle diagonali difensive. Agevolata nel
suo lavoro dagli spioventi che provenivano dalla metà campo
avversaria, manna dal cielo per Vitiello e Vallefuoco,
infallibili nel colpo di testa.
4-3-3 e 4-2-4 - Non c'è piaciuto il 4-3-3 utilizzato
da Lo Polito nel primo tempo, complice la giornata negativa
delle bocche di fuoco Annunziata, Stango e Panico, mai in
partita, praticamente nulli nell'uno contro uno, la loro
specialità. E non c'è piaciuta la scelta di sacrificare
Longo nel ruolo di esterno basso di destra. Scelta che pure
aveva un senso logico: stoppare Sivilla, limitarlo nella
corsa e costringerlo magari a rincorrere l'avversario in
fase di possesso palla.
Ma l'idea sul campo si è rivelata sbagliata: perché Longo
ha pensato solo a difendere e mai ad attaccante, cioè
quello che gli riesce meglio. Sivilla ha così avuto campo
libero (anche se a dire il vero non ha creato tantissimo)
mentre alla Turris è mancata quella verve, nell'uno contro
uno, quella corsa che un giocatore come Longo avrebbe potuto
garantire dalla cintola in su.
Sotto di un gol e con un uomo in più in mezzo al campo, Lo
Polito nella ripresa ha deciso di cambiare, passando da un
compassato 4-3-3 ad un ultraoffensivo 4-2-4. Il mutamento
però non ha premiato l'allenatore. I quattro lì davanti,
infatti, hanno finito per pestarsi i piedi, intestardendosi
nel cercare lo spazio in zona centrale. Insomma, l'arma
letale dei santacrocesi, il gioco, l'aggiramento sulle
fasce, è rimasta negli spogliatoi. Complice una manovra che
ha portato i difensori centrali e i centrocampisti ad
accedere nel lancio lungo, palloni spediti in avanti per
andare a giocare sulle seconde palle. L'unica attenuante che
ci sentiamo di sostenere a supporto della giornata poco
felice della Turris, è rappresentata dalla condizione
disastrosa del manto erboso del Romagnoli che non ha
facilità il compito ai piedi buoni di Lo Polito e
condizionato la manovra dei santacrocesi, stranamente
incentrata sul lancio dalle retrovie.
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|
LE
GRANDI SFIDE DEL CAMPIONATO


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Precedenti
con l'arbitro | Rinaldi
di Tivoli
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Precedenti
con | Real
Isernia
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Eccellenza
2009/2010, 13/12/2009
Turris - Real Isernia 2-1
-
Eccellenza
2009/2010, 25/04/2010
Real Isernia - Turris 2-2
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¦ U. S. Turris Santa Croce
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