Santa Croce di Magliano, martedì 07 dicembre 2004

     

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I Comuni interessati chiedono al Ministero e a Ferrovie Italiane di ricostruire la struttura


Stazione abbattuta basta una pensilina?


Da qualche giorno sono stati avviati lavori di sistemazione dell'area smantellata

 

BONEFRO. Lavori in corso sull'area dove fino a pochi mesi fa sorgeva la stazione di Bonefro-Santa Croce. Da qualche settimana è stata riattivata l'illuminazione, è in corso la sistemazione degli spazi destinati ai passeggeri e presto verrà sistemata una pensilina di ricovero dalle intemperie. Lavori che seguono la demolizione quasi a sorpresa della struttura. 
A Bonefro nessuno riesce a darsi una spiegazione del perché di un abbattimento che ha suscitato stupore e sconcerto tra la popolazione. Senza preavviso fu abbattuta una stazione, certamente danneggiata dal terremoto, ma che dispone di uno scalo che continua a servire l'utenza di ben cinque paesi. 
L'amministrazione comunale non digerì la soluzione adottata dalle Ferrovie e si mobilitò tempestivamente per la redazione di un documento comune da portare al vaglio degli altri Comuni e cioè Santa Croce di Magliano, Colletorto, San Giuliano di Puglia e Montelongo
Un testo che alcuni centri hanno già portato e condiviso in Consiglio comunale e che il Comune di Bonefro ha inviato al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, al Compartimento di Bari della rete ferroviaria italiana, al prefetto di Campobasso, e ai presidenti della Regione e della Provincia. 
Ad oggi non è arrivata nessuna risposta ufficiale dagli enti in indirizzo mentre la Prefettura di Campobasso si è formalmente interessata del caso. 
Che cosa dice e chiede il documento? Innanzitutto si esprime il disappunto e l'indignazione per l'abbattimento della stazione ferroviaria. 
"Pur consapevoli dei gravi danni arrecati alla struttura dal sisma data la storicità dell'immobile - si legge nel documento - la sua ubicazione rurale e l'importanza che questa stazione ha ricoperto e avrebbe dovuto ricoprire nel prossimo futuro, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da parte dell'azienda Rfi, anche in considerazione dei finanziamenti stanziati dal Governo per le strutture danneggiate dal sisma".
Nel testo si sottolinea una grande ingiustizia nei confronti delle popolazioni, un paradosso se è previsto in futuro un potenziamento proprio della tratta in questione "con una migliorata capacità di servire queste aree interne del Molise"
Non è affatto una polemica quella che emerge dal documento che tutti i Comuni si apprestano a sottoscrivere, poiché il nuovo tragitto stradale di prossima apertura ridurrà la distanza dalla stazione ferroviaria ai Comuni di ben quattro km, permettendo una migliore fruibilità e una valida alternativa al trasporto su gomma. 
Agli enti coinvolti, le amministrazioni chiedono che venga ricostruita una struttura che abbia a tutti gli effetti le funzioni di una stazione: la pensilina attuale rappresenta solo un intervento tampone. Dunque che vengano ripristinate tutte le fermate ferroviarie e le linee autobus di collegamento in uno scalo che ha il potenziale viaggiatori più alto, ovvero diecimila e cinquecento abitanti. La risposta alle popolazioni è nelle mani 'degli enti in indirizzo'.


di Fabrizio Occhionero dal "Quotidiano del Molise"


 

 

 

 



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