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Bombardamenti,
agguati e rappresaglie quotidiane, hanno preso il posto di negoziati e missioni diplomatiche.
La pace, o meglio la moderna nozione di pace, è divenuta la madre di tutti gli alibi, in nome della quale, si giustifica qualsiasi intervento. Tutti sono risoluti nel negare, a parole,
l'azione armata, poi però nei fatti ci si trova di fronte ad una triste, quanto incontrovertibile e drammatica verità. Pace in mancanza di guerra o la guerra come strumento di pace?
Vi è una soluzione, un'inedita via da seguire da contrapporre alla guerra "di prevenzione" attuata negli ultimi tempi? "Globalizzazione e guerra globale, quali alternative?".
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COLLETTIVO 18 MAGGIO
SANTA CROCE DI MAGLIANO
il programma delle manifestazioni organizzate a Palazzo Cappiello
21 maggio 2004
ore 17.00 Inaugurazione Mostra Multimediale:
“Le stanze degli orrori”
ore 17.30
Convegno: "Globalizzazione e guerra globale. Quali alternative?"
ore 19.30 Film
documentario: “Fourth World War” - produzione Big Noise Tactical
23 maggio 2004
ore 10.30 Apertura Mostra Multimediale
ore 17.00 Film documentario: “Paying the price: killing the children of Iraq” di John Pilger
ore 18.30 Readings against
war
al contrabbasso Pasquale Macolino
ore 20.00 Proiezione “L’anomalo bicefalo” di Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo
Si
ringrazia l'associazione culturale STRANAECO per
aver messo a disposizione il videoproiettore
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Questo il tema centrale del convegno,
organizzato dal Circolo di Rifondazione Comunista in collaborazione con il
Collettivo 18 Maggio, svoltosi a Santa Croce di Magliano, cui ha partecipato, tra gli altri,
l'onorevole Ramon Mantovani, il responsabile delle Politiche Estere del P.R.C.
Sono inoltre intervenuti: Marco Cataldo, presidente dell'associazione Ombre Rosse, che ha proposto
un'esaustiva testimonianza del popolo Saharawi, un popolo arabo, di fede islamica, ma profondamente democratico e civilizzato, nonostante la lotta decennale intrapresa per rivendicare a livello internazionale la propria identità politica, e Fabio
Mastropietro, direttore editoriale del quaderno trimestrale di segni contemporanei AltroVerso, che ponendo
l'umanità nel bel mezzo di una svolta epocale, ha lamentato l'incapacità, di gran parte degli artisti, che arroccati nei loro mondi "fantastici", offrono un modello assoluto di liricità astoricamente intesa.
Pier Paolo Giannubilo, giornalista e apprezzato poeta e scrittore, ha invece sottolineato come una notizia possa assumere diverse connotazioni, modificandosi nel tempo ed assumendo, a dispetto dal contesto che
l'accoglie, una forma dissimile.
Quali alternative alla globalizzazione e alla guerra globale? "Sicuramente - ha affermato
Mantovani - una risposta non verrà dalla politica. Seattle ha dato i natali ad un movimento spontaneo che vede, fianco a fianco, individui dalle più disparate origini, lottare per gli stessi diritti. Non ho remore a palesare la mia propensione ai movimenti no-global, che a ragione possono essere indicati la nuova massa contestatrice di questa novella epoca post-industriale".
"La recente guerra irachena
- ha sottolineato Samanta Paladino del Collettivo 18 Maggio, spiegando le ragioni che hanno stimolato
l'organizzazione del convegno - ha imposto una riflessione più ampia rispetto ai conflitti che imperversano in tutto il globo. Una guerra economica e sociale viene mossa ogni giorno da istituzioni sovranazionali, come il FMI e il WTO, che, accanto alle aggressioni militari, alle guerre di occupazione e alle politiche di sfruttamento del lavoro e delle risorse dei paesi in via di sviluppo, stanno generando una situazione mondiale disastrosa e molto pericolosa.
E' per avviare una riflessione seria e costruttiva sulle possibili alternative alla guerra ed allo sfruttamento che abbiamo deciso di allestire una
mostra fotografica sull'Iraq della prima guerra del Golfo, che ha
avuto conseguenze disastrose sulla popolazione più debole, e di mostrare dei video che affrontano la questione da vari punti di
vista".
Difatti, congiuntamente al convegno-dibattito, è stata allestita, nella stessa sede, una mostra multimediale,
"Le stanze degli orrori", caratterizzate dalle splendide foto di Nicola
Lanese, il reporter molisano che sovente collabora con Rai e Mediaset.
Lanese si è recato in Iraq per documentare gli effetti deleteri derivanti dall'utilizzo di armi all'uranio impoverito: sono delle foto probabilmente angosciose che prendono allo stomaco, che sicuramente riescono, nella loro drammatica realtà, uno spaccato del continente Iraq, dilaniato da oltre dieci anni, da scontri ed embarghi.
[ Salvatore Celeste da "Oggi Nuovo Molise" ] |