Santa Croce di Magliano, giovedì 24 maggio 2007

     

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cultura - arte


Vincenzo Mascia espone a "Il Sorbetto" di Oratino


COMUNICATO STAMPA
DOPO LE MOSTRE RETROSPETTIVE DEDICATE AI PITTORI MARCELLO SCARANO (CAMPOBASSO) E PIETRO SCOPPETTA (AMALFI), PROSEGUE L'ATTIVITA' ESPOSITIVA DE "IL SORBETTO" DI ORATINO CON UNA MOSTRA DEDICATA AL MAESTRO VINCENZO MASCIA. DAL 22 MAGGIO E SINO AL PRIMO LUGLIO (MAR-DOM, 15.00/24.00) SARA' POSSIBILE VEDERE LE OPERE DEL MAESTRO MASCIA NELL'ACCOGLIENTE CORNICE DELL'OPEN SPACE.

Il direttore artistico, Antonio Porpora Anastasio

Si pubblica di seguito: testo Dépliant - recto e verso / locandina

ORATINO
dal 22 maggio al 1 luglio 2007
mar-dom, 15.00-24.00

Vincenzo Mascia

STRUTTURE
opere dal 1992 al 2007

Il Sorbetto Open Space
Contrada Aia Serra, 15 / 0874 - 38337

Opere esposte

1. Pittura (1992), acrilico su cartone, cm 80 x 80

2. Struttura (1998), vernici su legno, cm 100 x 100

3. Struttura (1999), acrilico su legno, cm 85 x 106

4. Struttura (1999), acrilico su legno, cm 80 x 80 x 6,5

5. Struttura 11/01 (2001), acrilico su legno, cm 83 x 77

6. Struttura (1996), vernici su PVC, cm 94 x 90

7. Struttura 06/02 (2002), acrilico su legno, cm 105 x 80

8. J'accuse (2007), tecnica mista su cartone, cm 50 x 50

Serie NOVEDINOVE (1997):
9. UNODINOVE, acrilico su cartone, cm 30 x 30
10. RILIEVO, acrilico su cartone, cm 30 x 30
11. OPERA DADA, acrilico su cartone, cm 30 x 30
12. OLTREMARE, acrilico su cartone, cm 30 x 30
13. IL MARE CAPOVOLTO, acrilico su cartone, cm 30 x 30
14. A SIMMETRICO, acrilico su cartone, cm 30 x 30
15. A CROMATICO, acrilico su cartone, cm 30 x 30
16. + DEL NERO, acrilico su cartone, cm 30 x 30
17. TAUTOLOGICO, acrilico su cartone, cm 30 x 30

18. Struttura (1992), acrilico su cartone, cm 80 x 80


Vincenzo Mascia nasce nel 1957 a Santa Croce di Magliano; nel 1982 consegue la laurea alla facoltà di architettura di Roma.
L'attitudine all'investigazione del codice iconico, mediata dalla lucidità critica dell'insegnamento di Filiberto Menna, presto lo portano a coniugare le speculazioni del linguaggio concettuale con lo smontaggio del sistema segnico dell'arte costruttivista, pervenendo nel 1986 a comporre i primi lavori concretisti.
Inizia l'attività espositiva in collettive di artisti molisani, ma già nel 1987 e nel 1990 allestisce le personali presso la Galleria Civica di Campobasso e il Centro Arte Termoli.
Negli anni '90 abbandona il lavoro inoggettuale sulla superficie per realizzare le prime strutture estroflesse che reinterpretano, in modo rigoroso e sempre innovativo, l'eredità storica del Neoplasticismo olandese e del Suprematismo russo. La consapevolezza dei mezzi espressivi conducono l'artista a riflettere e ad indagare le varianti e le combinazioni delle forme elementari, a loro volta percettivamente mutanti in relazione all'adozione dello spettro cromatico dei primari e dei complementari. Il colore è assunto non tanto per le valenze simboliche di kandinskiana memoria, quanto per la capacità di mutare qualitativamente la resa visiva e di trasformare in campi di forza sempre diversi gli elementi geometrici.
Una simile ricerca innesta quella sullo spazio, non inscrivibile nell'ordine naturale prospettico rinascimentale ma nell'espansione pluridirezionale della sua azione, capace di coinvolgere oltre le tre dimensioni: il dentro e il fuori, il recto e il verso del piano di riferimento.
Il ciclo "Sulle tracce di Fontana" condensa tali assunti speculativi e immette l'opera dell'artista nell'ambiente di Arte Struktura di Milano, partecipando, tra il 1992 e il 1996, a diverse mostre organizzate dalla Galleria di Anna Canali.
Sempre nel 1996 aderisce al movimento Madì: è presente alla rassegna milanese "Movimento Internazionale Madì Italia" e, l'anno seguente, a "L'arte costruisce l'Europa".


La sua attività entra nei circuiti artistici europei con l'invito ad aderire, tra il 1997 e il 1998, a "Grands et jeunes d'aujourd'hui" e a "Comparaisons '98" tenutesi a Parigi; al "Festival Euro Madì" di Gyor in Ungheria, mentre s'infittiscono le presenze alle esposizioni nazionali del gruppo Madì. (…) L'ultima produzione, pur coerente con tutta l'attività artistica precedente, predilige strutture minimali che occupano un ingombro fisico capace di sollecitare l'attenzione visiva dello spettatore, di stimolarne la sensorialità e d'immettere quindi nel circuito dell'opera valenze precipuamente estetiche, di coinvolgimento percettivo e mentale. (…)
(Renata Casarin, in "Madì e realtà", Mantova 2002)


Dal 1981 Vincenzo Mascia ha esposto in Italia (Campobasso, Termoli, Bologna, Bari, Milano, Avellino, Trieste, Roma, Sanremo, Napoli, Taranto, Mantova, Forlì, Verona, Sassari, Venezia etc.), Francia (Parigi, Maubege, Blayn), Ungheria (Gyor, Bratislava, Budapest), Germania (Solingen), Russia (Mosca), Argentina (Buenos Aires, La Plata) e USA (Dallas)


Il Movimento Madì nasce in Argentina nel 1944 nell'ambiente dell'arte non-figurativa che si era creato intorno alla rivista "Arturo".
La parola Madì significa MAterialismo DIalettico, proponendo con Materialismo una geometria dove l'oggetto-opera non rappresenta, non esprime, non significa, non è in rapporto con un soggetto, ma è vero in sé, e Dialettico perché descrive in termini empirici lo sviluppo storico del pensiero. Un'arte inventiva, originale, ludica che dall'Argentina ha trasformato Madì in un movimento internazionale con esponenti in Uruguay, Stati Uniti, Giappone, Francia, Spagna, Italia, Belgio e Ungheria.
La prima mostra Madì si tenne a Buenos Aires nel 1946 mentre in Italia, a Firenze, nel 1955.

Il Sorbetto, maggio 2007


vincenzo mascia


 

 

 

 



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