Santa Croce di Magliano, giovedì 06 gennaio 2011

     

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Pasquetta 2011 | Le fotografie del "pasquettone" e dei gruppi


SANTA CROCE DI MAGLIANO - 5 GENNAIO 2011

 

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SANTA CROCE DI MAGLIANO. “Buona sera e noi veniamo, liete nuove vi portiamo, che domani è la Pasquetta, che sia santa e benedetta” è l'inizio della canzone, portata da casa in casa, da piazza in piazza, da locale a locale, persino camminando lungo le stradine, ci si tiene caldi e svegli intonandola.
La tradizionale “Pasquetta” si è svolta durante la notte tra il cinque e sei gennaio, con grande partecipazione dei santacrocesi di ogni età. Come accade dal 2001, la serata è stata aperta dal “Pasquettone”, cioè il canto intonato da tutti i gruppi riuniti presso piazza Crapsi.
Gli strumenti utilizzati sono stati tra i più vari: tantissime le fisarmoniche, le chitarre, i tamburelli, ma anche “bufu”, “tricche ballacche”, flauti, corni di legno, nacchere, ciaramelle, improvvisati oggetti a percussioni. Ciò che conta è dare valenza a quelle parole semplici e sentite che, alla vigilia dell'Epifania, portano il lieto annuncio del mistero del Natale.
Sciolto il meeting, tra gli applausi e i sorrisi, ogni gruppo ha iniziato il suo libero peregrinare per portare il canto nel resto del paese.
Il circolo A.C.L.I. è l' associazione che dal 1981 incentiva i gruppi di cantori con premi e riconoscimenti. Presso la propria sede ogni compagnia si è esibita singolarmente, ricevendo poi un regalo e una coppa.
La tradizione nasce intorno agli anni '20 e vuole che i gruppi di cantori girassero nelle case di parenti e amici cantando e ballando, per poi riceve in cambio un dono. Spesso si trattava di prodotti tipici locali come salsicce, salami, formaggi. Questa consuetudine pare sia stata importata dal vicino paese di Serracapriola. Essa rischiava di scomparire, per la poca partecipazione, intorno agli anni '70. Oggi ciò sembra solo un passato lontano, l'affluenza di persone e la passione nel partecipare ne sono la testimonianza. I tempi mutano, ma la tradizione resta. Un segno positivo nella voglia dei santacrocesi di dare valenza alla propria identità culturale, facendo di questa tradizione un momento di festa per tutti.

Paola Lafratta

 


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