Santa Croce di Magliano, domenica 20 marzo 2016

     

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Santa Croce di Magliano ha rivissuto e rinvigorito la tradizione de "u marauasce"
il fuoco sacro acceso nella serata di San Giuseppe


Sabato 19 marzo Santa Croce di Magliano ha rivissuto e rinvigorito la tradizione de "u marauasce", il fuoco sacro acceso nella serata di San Giuseppe. Gli organizzatori delle'evento popolare, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Santa Croce di Magliano e le associazioni del paese, hanno allestito un ricco programma che quest'anno ha previsto molte novità, pensate per rendere la tradizione ancora più coinvolgente.
Alle ore 18.00 presso la sala consiliare del comune si è svolto un convegno dal titolo "U marauasce, un patrimonio venuto da lontano". Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Donato D'Ambrosio, del Provveditore agli studi Giuseppe Colombo, del Preside dell'Onnicomprensivo "Capriglione" Angela Tosto e del Preside dell'ITC "Boccardi" Ida Iuliani, gli interventi sono stati dell'Assessore alla Cultura Nicolangelo Licursi, del Presidente della Pro Loco Cristina Colombo, del Prof. Marcello Pastorini che ha disquisito sul tema "Tra altari, tavole e marauasce" e della Prof.ssa Paola di Giannantonio che ha parlato de u marauasce, come "un patrimonio venuto da lontano". Il convegno è stato coordinato dalla Prof.ssa Lucia Bruno. A seguire, in piazza Crapsi, c'è stata l'accensione e la benedizione del "fuoco madre" che è stato simbolicamente la "fiamma" che ha dato vita agli altri fuochi che si sono accesi per le vie del paese e nelle contrade.
Sempre in piazza Crapsi è stato effettuato il rito del ballo e del canto intorno al fuoco ("maichentò") e la degustazione dei piatti tipici locali a cura del'Associazione Everybody. La Pro Loco e i Giovani AVIS hanno poi effettuato la consueta visita ai fuochi, premiando gli allestitori che, anche quest'anno, sono stati numerosi e devoti alla tradizione.
I marauasce si accendono il giorno di San Giuseppe perché ricordano il calore e l'ospitalità che la Sacra Famiglia ricevette durante la fuga dall'Egitto. Ma è anche una tradizione comunitaria, anzi un rito. I fuochi cancellano le calamità e le malattie (fame, morte, pestilenze) e sono simbolo della luce che torna, della bella stagione che avanza, ma anche della nuova vita che si rinnova. Vanno a ruba soprattutto le frasche di ulivo. È stagione di potatura e se ne trovano tantissime in giro per le campagne. Ma a bruciare sono anche vecchi mobili di legno: ancora voglia di rinnovamento.
"Si consumi e svanisca e metta in movimento per nascere". Questa la ricerca della Prof.ssa Paola di Giannantonio sulla tradizione secolare del canto, le cui parole restano nella mente dei più anziani, ma è rinvigorita dagli organizzatori di oggi: "Majechentò se muraine e Majechentò". Ecco alcune fotografie della giornata.

 

 

           

 

           

 

           

 

           

 

           

 

           

 

FOTOGRAFIE DELLE PREMIAZIONI A CURA DI ANTONIETTA SEBASTIANO

 

         

 

         

 

         

 

         

 

       

 

 


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