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Il
secondo appuntamento di Altri Confini è stato scandito dal ritmo, dalla
professionalità e dall’appassionata verve del direttore di NelMolise.it
Nicola De Francesco che ci ha accompagnati nella nascita e nello
sviluppo di una testata giornalistica online e nelle dinamiche del
rapporto tra dovere di cronaca, festività e comunità.
Altre Parole, comunicare una festività, questo il titolo della giornata
tematica, ha visto poi un approfondimento specifico sulla comunicazione
visiva nell’ambito delle festività del territorio regionale ed extra
regionale, attraverso le parole e le immagini del prof. Giovanni Mucci
nonchè presidente dell’associazione Altri Spazi.
Ringraziamo davvero di cuore tutti i partecipanti, il pubblico e i
partner che hanno reso possibile anche questa seconda giornata,
rimandando all’appuntamento al pomeriggio del 24 aprile alle 18 al museo
Sacrocam con Altre Visioni - Il Museo a cielo aperto.
Paradossalmente, oggi, nell'epoca imperante dei social, che siamo
bombardati da mille banner pubblicitari, da innumerevoli stimoli visivi,
ha ancora senso parlare di comunicazione tradizionale? La tematica, che
naturalmente si può declinare in mille modi e differenti modi, è stata
al centro del secondo appuntamento di Altri Confini, la rassegna
promossa da Altri Spazi, in concomitanza della settimana che precede e
culminerà, sabato, con la festa della Madonna dell'Incoronata.
Nell'affascinante scenario della rediviva Chiesa Greca, dopo i saluti
istituzionali di Giuliana Petruccelli, assessore alla politiche
culturali di Santa Croce di Magliano, hanno affrontato la discussione di
veicolare alla comunicazione, due esperti del settore: Nicola De
Francesco, direttore responsabile di NelMolise.it, portale di
informazione regionale e Giovanni Mucci, grafico e professore di
designer. Partendo dalla storicità della festività, radicata non solo
nel dna della comunità, bensì ormai patrimonio culturale dell'intera
collettività bassomolisana, i due professionisti, hanno saputo
rappresentare l'evolversi del non facile compito di affidare, anche alla
comunicazione, la veicolazione di un rito, come quello dell'Ultimo
Sabato di Aprile che ormai è trasformato ma resta sempre nelle maglie di
un immutato sentire. È la passione delle famiglie che partecipano alla
benedizione degli animali, la folla che si assiepa ai lati della strada,
è la sapiente abilità degli artigiani artisti che preparano la Treccia,
ancora il perdurare di animare lo Scarciacappe durante la processione:
sono tutti simboli, che assieme, concorrono alla riuscita e all'atavico
fascino di una solennità che ha attraversato i secoli. Con i suoi
sgargianti colori, con i suoi riti, detiene un fascino immutato e si può
considerare un appuntamento, non solo religioso, di un'intera area che
in quella liturgia si riconosce.
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