Santa Croce di Magliano, domenica 26 aprile 2026

     

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centro socio educativo


Un filo teso tra cielo, terra e memoria: il nuovo capolavoro de "L’Aquilone"


 

 

 

Santa Croce di Magliano. I ragazzi del nostro Centro Socio Educativo hanno dato vita a qualcosa di magico: uno stendardo che non è solo un manufatto, ma un racconto corale della nostra devozione per la Madonna dell’Incoronata.

Attraverso l’uso della tecnologia, abbiamo ricreato l’immagine dell’apparizione sulla quercia: la Vergine, incoronata dagli angeli, indica al cacciatore il luogo dove sorgerà il suo Santuario. Un racconto che profuma di storia antica, come il gesto del contadino "Scarciacappa", il primo a credere nel miracolo, che offrì il suo olio per alimentare la lampada votiva.

Ma questo stendardo batte con un cuore speciale.

Al centro, abbiamo voluto riportare i versi della poesia dialettale "U luteme sabbete d’abbrile" del poeta Raffaele Capriglione. A scriverli è stato uno dei nostri ragazzi che oggi non è più con noi, ma che portava questa festa nel profondo dell’anima. La sua calligrafia e il suo amore restano impressi qui, tra noi, per sempre.

A incorniciare il tutto, la nostra tradizione più vera: le trecce. Abbiamo riprodotto i tipici formaggi a pasta filata che i cavalieri e i pastori indossano a tracolla durante la processione. Non semplici decorazioni, ma simboli di abbondanza e di buon auspicio per la nostra terra.

Ringraziamenti speciali:
Ai ragazzi del Centro Socio Educativo, gestito dalla Cooperativa Sociale Sirio, veri protagonisti di questa opera. Hanno lavorato in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, e in particolare con il consigliere con delega alla disabilità Rosa Mancini, che ringraziamo per la costante vicinanza e il prezioso supporto.
All’Associazione GEPA, per la fondamentale collaborazione nella stampa del supporto e nell’allestimento.
Al nostro parroco, Don Costantino Di Pietrantonio, per la sensibilità e la disponibilità nel permetterci di mostrare alla comunità il frutto dell’impegno dei nostri ragazzi.
Questo lavoro è la prova che l’arte può unire passato e presente, ricordo e speranza. Bravissimi i nostri ragazzi!

 

 

 

 


 


 

 

 



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