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In
un sabato della novena della Madonna di Lourdes del 1986, l'8 febbraio
di quaranta anni fa, tornava alla casa del Padre Mons. Giuseppe Di
Stefano. Un prete che con dedizione assoluta si è speso per gli altri,
testimone vivace della fede cristiana, profondamente legato a Cristo,
servitore fedele della Chiesa. Una delle figure più luminose nella
storia della nostra Chiesa diocesana, esempio per i sacerdoti,
riferimento per essi e... tantissimi ragazzi e giovani. Insegnante di
religione nelle scuole medie e istituti professionali di Santa Croce di
Magliano. Grazie al suo carisma di educatore don Peppe ha formato con
passione generazioni di giovani. E ha fatto tutto nel nome di Gesù,
“L’uomo si agita e Dio lo conduce” era uno dei suoi motti. A significare
il totale affidamento all’agire della grazia di Dio. In diocesi è stato
guida spirituale di tanti, preti e laici, ma molti molti altri si
recavano nelle parrocchie della zona nelle confessioni comunitarie. Oggi
nel fare memoria di don Peppe nel 40° anniversario della morte
innalziamo le nostre preghiere per essere capaci come lui di trasmettere
a tutti lo splendore che viene dal Vangelo.
Alcuni cenni e tratti biografici:
Classe 1916. Fin da ragazzo lo troviamo nel seminario diocesano per la
verifica della vocazione accompagnato da Mons. Alfredo Santorelli (suo
padrino di cresima). Consacrato sacerdote il 24 luglio 1939, vigilia
della festa di San Giacomo patrono di Santa Croce all’epoca.
La sua prima messa il 25 luglio, solennità del Santo patrono.
Dal 1939/1945 fu affiancato a Mons. Santorelli nella cura dell'opera
dell'Istituto Sacro Cuore. (Mons. Santorelli nel frattempo era stato
colpito da ictus cerebrale).
Dal 1945 al 1950 fu chiamato su nomina del Vaticano al ruolo di economo
del seminario di Benevento.
Dal 1951 al 1960 fu richiamato in diocesi come amministratore ,
cancelliere vescovile e cappellano dell'ospedale a Larino.
Il 31 maggio 1960, in occasione dell'esposizione del simulacro di
Sant'Antonio di Padova, fece ingresso a Santa Croce di Magliano (suo
paese natio), come Arciprete e parroco. Introdusse subito fra il popolo
affidatogli la preghiera della tredicina a Sant'Antonio con il canto dei
gigli.
Si adoperò per il rifacimento della chiesa parrocchiale, della cappella
di Sant'Antonio e della dedicazione dell'altare, del campanile, dei
locali e delle aule catechistiche, pavimentazione, banchi e
suppellettili per la sacrestia, nonché la realizzazione della casa
canonica con chiesa annessa.
Forte era la sua presenza fra il popolo, raccolse la richiesta di
istituire la festa della Madonna della Sanità in occasione della festa
della mamma (anno 1969) con la presenza del vescovo Mons. Pietro
Santoro.
Di mente bella e da gran pensatore, istituì cammini di formazione fra i
giovani dando il via fra le file dell' azione cattolica dall'Acr al
settore adulti. Tra le file dell'azione cattolica furono designati
alcuni membri a livello diocesano e interregionale. Ricordiamo il
maestro Miozza e il provveditore Giuseppe Colombo.
Terminò la sua vita di pastore infaticabile l'8 febbraio del 1986 a
causa di un infarto. Un pensiero di gratitudine per la sua testimonianza
di vita. |