Santa Croce di Magliano, sabato 31 gennaio 2026

     

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Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: queste parole di Primo Levi hanno ispirato le attività che si sono svolte presso la Scuola Secondaria di I Grado di Santa Croce di Magliano in occasione delle “Giornata della Memoria” 2026


 

 

 

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: queste parole di Primo Levi hanno ispirato le attività che si sono svolte presso la Scuola Secondaria di I Grado di Santa Croce di Magliano in occasione delle “Giornata della #Memoria” 2026. Gli alunni delle classi terza A e terza B, coordinati dalla docente Antonella Iantomasi, sono stati divisi in gruppi. I componenti di ciascun gruppo si sono dedicati ad approfondire le vicende vissute da alcuni testimoni della Shoah: Liliana Segre, Adria e Tatiana Bucci, Padre Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Primo Levi ed Elie Wiesel. Le presentazioni in formato digitale sono state illustrate agli alunni delle altre classi. Sono emerse significative considerazioni personali sul valore della memoria e della dignità umana. La conoscenza di ciò che è stato si è rivelata lo strumento fondamentale per alimentare la consapevolezza, la coscienza storica il senso profondo d’appartenenza alla comunità umana, senza alcuna distinzione o discriminazione. Proprio grazie alla condivisione con tutti i docenti della scuola ed i compagni, valori come la convivenza civile, l’apertura all’ altro, il rispetto reciproco e l’empatia devono costituire parte integrante del vissuto di ciascuno. Non si è mai troppo giovani per diventare ambasciatori della verità storica e mai troppo giovani per sentire su di sé il peso della sofferenza umana, la responsabilità di non dimenticarla o banalizzarla. Nel corso della mattinata gli allievi di tutte le classi hanno riflettuto anche soffermandosi sul testo della canzone “Auschwitz” di Francesco Guccini, proposta loro dai docenti Cristiana Cerrone e Nicola Grimaldi. Così anche la musica è diventata strumento di pace. Viviamo in un mondo in cui ci si abitua a tutto, in cui siamo come anestetizzati davanti alle immagini di dolore sugli schermi, in cui spesso il silenzio è la strada più semplice. A scuola, invece, abbiamo ascoltato le parole preziose dei testimoni. Facciamo nostro l’auspicio di Elie Wiesel: speriamo davvero che ogni parola rimanga dentro perché l’indifferenza non le sovrasti mai.

 

 

 

 


 


 

 

 



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