|
“Se
comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: queste parole di
Primo Levi hanno ispirato le attività che si sono svolte presso la
Scuola Secondaria di I Grado di Santa Croce di Magliano in occasione
delle “Giornata della #Memoria” 2026. Gli alunni delle classi terza A e
terza B, coordinati dalla docente Antonella Iantomasi, sono stati divisi
in gruppi. I componenti di ciascun gruppo si sono dedicati ad
approfondire le vicende vissute da alcuni testimoni della Shoah: Liliana
Segre, Adria e Tatiana Bucci, Padre Massimiliano Kolbe, Edith Stein,
Primo Levi ed Elie Wiesel. Le presentazioni in formato digitale sono
state illustrate agli alunni delle altre classi. Sono emerse
significative considerazioni personali sul valore della memoria e della
dignità umana. La conoscenza di ciò che è stato si è rivelata lo
strumento fondamentale per alimentare la consapevolezza, la coscienza
storica il senso profondo d’appartenenza alla comunità umana, senza
alcuna distinzione o discriminazione. Proprio grazie alla condivisione
con tutti i docenti della scuola ed i compagni, valori come la
convivenza civile, l’apertura all’ altro, il rispetto reciproco e
l’empatia devono costituire parte integrante del vissuto di ciascuno.
Non si è mai troppo giovani per diventare ambasciatori della verità
storica e mai troppo giovani per sentire su di sé il peso della
sofferenza umana, la responsabilità di non dimenticarla o banalizzarla.
Nel corso della mattinata gli allievi di tutte le classi hanno
riflettuto anche soffermandosi sul testo della canzone “Auschwitz” di
Francesco Guccini, proposta loro dai docenti Cristiana Cerrone e Nicola
Grimaldi. Così anche la musica è diventata strumento di pace. Viviamo in
un mondo in cui ci si abitua a tutto, in cui siamo come anestetizzati
davanti alle immagini di dolore sugli schermi, in cui spesso il silenzio
è la strada più semplice. A scuola, invece, abbiamo ascoltato le parole
preziose dei testimoni. Facciamo nostro l’auspicio di Elie Wiesel:
speriamo davvero che ogni parola rimanga dentro perché l’indifferenza
non le sovrasti mai. |