Santa Croce di Magliano, lunedì 12 gennaio 2026

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

incontro << 1/15 gennaio << 2026 << home

 

 

 

incontro


Oltre la cronaca: quando una comunità sceglie di guardarsi dentro contro i fenomeni di bullismo


 

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Oltre la cronaca: quando una comunità sceglie di guardarsi dentro. L’intervento di Giuseppe Colombo e la sfida di un risveglio collettivo. Il confronto pubblico del 7 gennaio a Santa Croce di Magliano sul tema del bullismo ha segnato un passaggio che va ben oltre la cronaca di un episodio doloroso.
L’iniziativa del Comune e dell’Associazione “Stop Bullismo Odv” ha riportato al centro della scena una questione che non può essere trattata come un’emergenza passeggera, né come un fatto da archiviare con la rassicurazione di un convegno ben riuscito. Perché il bullismo, quando esplode, è sempre la punta di un iceberg che affonda le sue radici in dinamiche più profonde, più complesse, più scomode da affrontare. E proprio per questo richiede un confronto autentico, capace di andare oltre le emozioni del momento e di trasformarsi in responsabilità condivisa.
In questa direzione si colloca l’intervento di Giuseppe Colombo, figura che porta sulle spalle quarant’anni di esperienza educativa, amministrativa e giudiziaria: docente, dirigente scolastico, provveditore agli studi, giudice onorario minorile, esperto presso la Corte d’Appello di Campobasso. Una voce che conosce i ragazzi, le famiglie, le fragilità e le risorse dei territori. Una voce che, riprendendo le parole del dott. Donato Colonna, ha richiamato l’“anima santacrocese” e il “sangue arbereshe”: non come nostalgie identitarie, ma come radici vive, capaci di raccontare una comunità che sa essere concreta, resiliente, diretta, priva di infingimenti quando decide davvero di guardarsi allo specchio.
Colombo ha ricordato che l’aggressione avvenuta in via Strada Media non è stata un fulmine a ciel sereno. I segnali c’erano, e da tempo. Quegli “atti recalcitranti” che già prima dell’estate avevano messo in allarme famiglie e ragazzi; quei giovani costretti a farsi accompagnare attraverso la Villa Comunale “G. D’Amico” per timore di molestie; quel disagio che cresceva altrove e che poi è esploso nel cuore del paese. Ignorare quei segnali non è stato un errore individuale, ma un limite collettivo. E proprio per questo la risposta non può essere delegata a un singolo attore: né alla scuola, né al Comune, né alle forze dell’ordine, né alle famiglie prese singolarmente. Serve un’azione corale.
Da qui il richiamo a un modello che appartiene alla storia del territorio: quello della Scuola “Atene del Molise” di Errico Rosati, quando i problemi venivano affrontati “sul nascere”, con una comunità educante che non si limitava a osservare, ma partecipava; non aspettava l’emergenza, ma preveniva; non si nascondeva dietro la burocrazia, ma costruiva relazioni, responsabilità, presenza. Un metodo che oggi appare quasi rivoluzionario nella sua semplicità: ascoltare, intervenire, accompagnare, condividere.
L’esperienza di Colombo nella giustizia minorile rafforza un punto decisivo: contro il bullismo non bastano i convegni, né le dichiarazioni di principio. Serve continuità. Serve coordinamento. Serve che le segnalazioni non restino lettera morta. Serve che la comunità ritrovi il coraggio di non voltarsi dall’altra parte. Perché il bullismo si nutre del silenzio, della paura, dell’indifferenza. E si disinnesca solo quando qualcuno sceglie di non farsi intimidire dal “branco”, di non cedere alla logica della contrapposizione sterile, ma di praticare una fermezza che non rinuncia al dialogo, una responsabilità che non rinuncia all’ascolto.
In questo percorso, Colombo ha richiamato anche il valore del documento tecnico-scientifico elaborato dal Dipartimento Regionale Sociologi dell’Ans subito dopo l’accaduto: un contributo professionale che non può restare un allegato dimenticato, ma deve diventare parte integrante di un progetto educativo e sociale più ampio, fondato su dati, analisi, competenze. Perché una comunità che vuole crescere ha bisogno di strumenti, non solo di emozioni.
Santa Croce di Magliano possiede la storia, la maturità e la forza per trasformare un episodio doloroso in un’occasione di consapevolezza collettiva. Per andare oltre la cronaca e costruire una Comunità educante vera, solida, capace di guardarsi dentro senza paura. Il risveglio delle coscienze non nasce dal silenzio, ma da un confronto onesto, coraggioso, autentico. Ed è proprio in questa scelta – difficile, ma necessaria – che si misura la grandezza di un paese.

 

fonte: termolionline

 


locandina incontro


 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer - privacy